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Candi: «La Grissin Bon è il meglio per continuare a crescere»

di Adriano Arati
Candi: «La Grissin Bon è il meglio per continuare a crescere»

Il play  si presenta dopo il suo arrivo ufficiale a Reggio Emilia «Il numero 7 è in onore di mio padre, il mio idolo è sempre stato Gianluca Basile»

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REGGIO EMILIA. Felice di essere a Reggio per lavorare tanto, «Testa bassa e sassi in tasca», navigando nella scia del grande idolo Gianluca Basile. Leonardo Candi ieri si è presentato al mondo biancorosso, davanti alla canotta azzurra autografata proprio dal suo primo modello, Basile, «Il mio idolo quando da piccolo andavo a vedere la Fortitudo». Affiancato dal suo principale sponsor, il direttore sportivo Frosini, il 20enne playmaker bolognese ha mostrato entusiasmo e idee chiare.

A luglio sarà impegnato con la nazionale Under 20 che giocherà l’Europeo a Creta e da agosto potrà dedicarsi al biancorosso, con la soddisfazione della convocazione a casa anche per la Nazionale maggiore.

Nel frattempo ha già scelto il numero, il confermatissimo 7, «Un omaggio al numero che portava mio papà quando giocava a calcio».

Contento della scelta reggiana?

«Eccome, credo sia il posto migliore per continuare la mia crescita e la mia carriera. Arrivo con umiltà, per ascoltare i consigli di compagni e tecnici, per crescere e imparare il più possibile da tutti visto che per me è la prima volta che mi trovo a dovermi misurare con la massima serie del basket italiano».

Aveva altre proposte?

«Sì, c’erano altre società interessate, ma la proposta di Reggio è stata dal principio la più forte e la più chiara, senza indugi, e questo mi ha portato alla scelta».

Il suo compagno di ruolo sarà un amico, Mussini. Come vede la vostra miscela?

«Col “Musso” abbiamo giocato insieme in Nazionale Under 20. Non parlerei di dualismo ma di sana competizione, gioca chi merita, chi si conquista il posto in allenamento. Credo che potremo crescere insieme».

Il salto è grande?

«Io non sono ancora nessuno e devo dimostrare tutto, sono molto motivato. Non ho mai giocato in serie A e sarà tutto nuovo per me, sono molto carico».

Ci sarà anche l’Eurocup. Un altro stimolo?

«Certo, l’esperienza europea deve essere bellissima, non vedo l’ora di misurarmi anche lì, non vedo davvero l’ora di iniziare con la massima umiltà in un mondo nuovo, devo ancora conoscere tutto di Reggio Emilia».

Parla di crescita. Che obiettivi ha per la sua carriera?

«Voglio crescere un passo dopo l’altro, già essere arrivato in serie A è un altro passo avanti rispetto al campionato di Legadue. Devo lavorare tanto e stare sul pezzo tutti i giorni in tutti gli allenamenti, per imparare dai giocatori più esperti di me, dopo i risultati sul campo verranno di conseguenza».

Cosa porta con sé di una vita in Fortitudo?

«Lo spirito della Fortitudo, quello che ti spinge a non mollare mai e a coinvolgere sempre il pubblico, a crederci sempre fino alla fine anche quando le cose non vanno bene».

A proposito di Bologna, ritroverà la Virtus.

«Saranno altri due derby e ovviamente spero tanto di vincerli, e mi auguro che anche la Fortitudo possa poi risalire al più presto nella massima serie del basket italiano, perché è una squadra con una storia importante alle spalle e merita di stare in alto».

Da Reggio a Bologna, direzione inversa rispetto al suo idolo.

«Il mio modello è da sempre Gianluca Basile. Sono cresciuto andando al palazzetto a Bologna vedendolo giocare quando indossava la maglia della Fortitudo e, è il mio idolo indiscusso da sempre».

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