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Marco Guidone bomber di scorta che vuol restare 

di Juri Panciroli

«Non mi sono mai sentito una seconda scelta e questa è stata la mia miglior stagione»

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REGGIO EMILIA. «Quello appena concluso è stato l’anno più importante per me». Così da una spiaggia di Cervia dove è in vacanza con amici, Marco Guidone parla della stagione appena passata. Una stagione fatta soprattutto di panchina, ma anche di gol: 12 alla fine del campionato. Undici in più di quelli messi a segno dal centravanti titolare, Ettore Marchi, che a fine campionato può vantare soltanto un gol, in Coppa Italia.

«Non mi sono mai sentito una seconda scelta, pur sapendo delle gerarchie, perché Ettore Marchi è un giocatore importante. Ho pensato a lavorare sodo per guadagnare il posto, accettando le prime panchine e giocando poco. Poi sono successe tante cose, compreso il cambio di allenatore, ma insieme al gruppo sono riuscito a ritagliarmi una grande stagione e per poco non arrivava anche il grande obiettivo di squadra».

Una stagione, quella della squadra, piena di alti e bassi...

«È difficile da spiegare anche per noi perché il discorso della notte “brava” può averci un po’ penalizzato però quando scendi in campo è tutta un’altra cosa. È stato un sali e scendi continuo, un cambio tecnico che è sempre difficile da digerire, poi grande entusiasmo, poi un nuovo crollo incredibile e poi di nuovo un ottimo finale di stagione. Credo che la squadra avesse grandi potenzialità sennò non sarebbe arrivata alle semifinali playoff e da queste basi si deve ripartire per divertirci».

Il gol che non dimenticherà?

«Col Livorno a Reggio perché era il primo davanti ai tifosi, ci ha dato la qualificazione per la semifinale e perché si diceva che segnavo solo fuori casa. Una vera liberazione, poi è stato anche bello».

Casertana e, soprattutto Monza sono sulle sue orme: non sarà che lascia?

«Sono della Reggiana almeno per un altro anno e spero di confermarlo anche se non ho ancora parlato col nuovo ds Tosi e col mio procuratore».

Rimane se..

«Non faccio mai richieste ma penso a lavorare e pedalare perché il solo nome Reggiana è importante per me e non devo avere pretese. La squadra c’è ed è importante».

Ci sono voci sulla riduzione dei vostri ingaggi.

«Personalmente non ho sentito nulla».

È al corrente delle tante figure uscite dalla società?

«Il calcio è così. Ti affezioni alle persone, penso al direttore sportivo Andrea Grammatica che mi ha portato in questa grande realtà forse come primo acquisto, ma poi bisogna andare avanti perché fa parte del gioco. Già nell’ultimo periodo c’era stato un po’ di caos ma la nostra risposta è stata importante sul campo».

La conferma di Menichini può essere un problema per qualcuno di voi?

«Mai avuto problemi con lui: grande dialogo e rispetto, ma credo valga anche per i miei compagni. Ci sono giocatori che si legano più ad un allenatore che ad un altro ma il finale di stagione dimostra che eravamo con lui».

Il progetto ribadito da patron Piazza la convince?

«Lui è sicuramente qualcuno che può insegnarci tanto, essendo stato davvero un grande campione dello sport, un numero uno. Per questo dobbiamo seguirlo perché quello che fa lo fa per il bene della squadra».

Sarà a Villa Minozzo?

«Ora penso alle mie vacanze, ma penso proprio che ci rivedremo a metà luglio».

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