Tosi: «Alla Reggiana manca ancora tutta la struttura per lavorare bene»
L’ex ds Doriano Tosi spiega le ragioni che l’hanno portato a dare le dimissioni
REGGIO EMILIA. Nessun rimpianto. Doriano Tosi spiega le ragioni che l’hanno spinto a gettare la spugna. Con una premessa. Il troppo amore per la Reggiana ha finito per caricarlo di eccessive tensioni. «Non sono contento di me - esordisce l’ex ds - per quello che ho fatto. Non volevo accettare, poi Piazza ha insistito e l’ho fatto con entusiasmo. Avevo un obiettivo solo, provare a riportare la Reggiana in B».
E poi cosa è successo?
«Molto semplice, mi sono accorto che per me, per come sono abituato a lavorare, non c’erano le condizioni, mi ha preso l’ansia, la tensione, facevo fatica a dormire e ho preferito cedere il timone ad altri».
Condizioni difficili per il budget ridotto? C’era tempo fino ad agosto per il mercato.
«No, non è quello. Per me si era in ritardo come costruzione della società. Manca una struttura che esula dal campo ma che è importantissima per vincere e per me a luglio era troppo tardi».
Piazza sconta il fatto che la cultura statunitense è molto diversa da quella italiana?
«In parte è vero, le culture sono diverse, lui è una persona squisita, solare, sempre ottimista, piacerebbe a me avere il suo carattere. Un altro mio handicap è la scarsa conoscenza dell’inglese, l’impossibilità di interloquire direttamente e quotidianamente».
Con Menichini?
“Ci sentivamo spesso. Stavamo cercando di cedere quei 3-4 giocatori che non rientrano nei suoi piani, per Pedrelli eravamo vicini al Gubbio, idem Maltese con il Pisa, in più c’era Riverola e Marchi, poi, ma lì è un po’ più difficile, l’obiettivo era inserire 3-4 elementi di qualità e completare la rosa con giovani, il percorso era tracciato».
Lo scambio Marchi- Altinier?
«Il Padova ha chiesto notizie di Marchi e Riverola, Altinier è un profilo che a Menichini non dispiace».
È difficile ipotizzare una Reggiana in grado di lottare per la B?
«Di impossibile ci sono pochissime cose. Per me mancavano le condizioni, ma ero troppo coinvolto. Auguro alla Reggiana le migliori fortune e ringrazio la presidenza per avermi dato la possibilità di provarci». (l.c.)
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