Gazzetta di Reggio

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«Le Olimpiadi di Tokyo sono il mio sogno»

di Luigi Vinceti
«Le Olimpiadi di Tokyo sono il mio sogno»

Mattia De Bianchi allo store della Reggiana dopo avere riportato in città il prestigioso premio “Guanto d’Oro”

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REGGIO EMILIA. Il calcio può “aiutare” il pugilato. Un esempio concreto? Mattia De Bianchi, lo “Spartano”, il giovane talento della boxe che ha recentemente conquistato il “Guanto d’oro”, trofeo che mancava a Reggio da sessant’anni.

Cosa c’entra il calcio? Mattia giocava nella Rubierese come terzino destro quando si è rotto un ginocchio e per recuperare è finito in palestra. Prima a Villa Sesso poi a Cavazzoli e infine al Mirabello dove ha cominciato a sudare prima a bordo poi al centro del ring. Mercoledì sera è andato a far visita a Luca Quintavalli (imprenditore della Olmedo sostenitore della Reggiana Calcio oltre che della Boxe Tricolore) nello store granata di piazza Prampolini.

Mentre dialogava con Leo Melli presidente della Fondazione per lo sport, ed è stato avvicinato da alcuni ragazzi. Uno di loro ha voluto la sua firma sulla maglia della Reggiana che indossava. «È uno dei primi autografi» ha candidamente confessato Mattia. Ma chi è questo boxeur? Ha venti anni, ha appena vinto una prestigiosa gara nazionale ed ora sta pensando a cosa fare da grande.

Magari provare a scrivere una nuova pagina in quella disciplina che ha reso celebri – tanto per fare due nomi - Bondavalli e Bertozzi. Ha un fratello, Denis, che lavora in pizzeria a Rubiera e che gli ha proposto di aiutarlo nelle consegne. Mattia ha accettato e alterna questo impegno serale con le ore di allenamento e lo studio. Già, perché ha superato la prova scritta e si prepara all’esame orale, che ci sarà l’8 luglio, per ottenere la maturità alla Filippo Re.

Lo chiamano “Spartano” per un tatuaggio, simbolo di forza,anni porta inciso sul lato sinistro del torace. Ha già disputato 57 match vincendone 48. «Dei nove persi – sottolinea – cinque mi sono stati “rubati”».

La sua regola principale? «Non mollare mai». Lo prepara il maestro Michael Galli. Mattia ora coltiva un sogno e non ne fa mistero: «Mi piacerebbe arrivare alle Olimpiadi di Tokio del 2020 e poi, eventualmente, passare al pugilato professionistico».

La sua dote principale? «La tattica, la gestione dei match. Non smetto mai di lottare e non mi spaventano i sacrifici».

Campione nazionale Under23 che ha dedicato la vittoria «Ai miei genitori, al fratello, alla famiglia, alla mia fidanzata Anastasia, alla Olmedo, al trofeo Bondavalli del 15 luglio». Sabato prossimo sarà in piazza San Prospero con il suo “Guanto d’oro”.

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