Gazzetta di Reggio

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«Se ci sono tanti ragazzi si fanno più squadre» 

di Nicolò Rinaldi
«Se ci sono tanti ragazzi si fanno più squadre» 

Il presidente delle Terre Matildiche, Sergio Fedi, esprime la propria opinione sui ragazzi esclusi

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QUATTRO CASTELLA. Dopo la vicenda sollevata dalla Gazzetta in merito alla lettera che è stata inviata ad alcuni ragazzi 14enni in cui gli veniva comunicato che non avrebbero più fatto parte della rosa della loro squadra nella prossima stagione, continuano le reazioni delle società della provincia. «Vogliamo esprimere il nostro apprezzamento per l'intervento del F.C. Sesso - ha esordito Sergio Fedi, presidente delle Terre Matildiche - e al tempo stesso dare anche la nostra disponibilità, pur sapendo di non essere molto comodi per chi abita a Reggio, ma potremmo esserlo se qualcuno dei ragazzi esclusi risiede in zona Rivalta».

«Quando i ragazzi di una determinata annata sono tanti - ha proseguito Fedi - ci si ingegna in tutti i modi per fare più squadre, magari una mista pur di far giocare tutti. Questa è la nostra filosofia che ci ha portato quest'anno a rifare una squadra Juniores in collaborazione con l’U.S. Vezzano proprio per dare la possibilità a chi terminava il suo percorso nel nostro settore giovanile di continuare a giocare a calcio e, il numero di richieste che abbiamo ricevuto, ci conferma che abbiamo fatto la cosa giusta, nonostante lo sforzo economico che affronteremo insieme al Vezzano».

La svelta va in controtendenza con il ruolo che le società dovrebbero avere verso i giovani: «Ci dispiace veramente che si ripetano questo episodi, che niente hanno a che vedere con il ruolo che le nostre società dovrebbero svolgere all’interno della comunità in cui operano. Considerando anche il fatto che dopo aver tagliato degi giovani vengono poi chiamati i ragazzi di altre società per consigliare loro di cambiare squadra l’anno prossimo».

«Il nostro impegno nell’accogliere, far crescere e tenere insieme i ragazzi - conclude Fedi - diventa sempre più difficile e, nell’età dell’adolescenza spesso contrasta con il desiderio di certe società di voler vincere a tutti i costi. Noi fortunatamente spesso ci riusciamo con il nostro lavoro e il nostro impegno, ma non è certo il primo obiettivo e purtroppo a volte ci troviamo anche a discutere con taluni genitori che una volta che i loro figli sono inseriti in un buon gruppo non vorrebbero nuove entrate per il rischio di perdere qualità senza valutare il valore che può portare ogni nuovo bimbo anche meno capace all'interno di un gruppo».



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