Compagni-Piazza siamo al divorzio «Accuse inaccettabili»
di Massimo Sesena
Il vice presidente: «Il patron ha condiviso ogni scelta» Gli epurati avvisano Alicia: «Ora partono le denunce»
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REGGIO EMILIA. È amareggiato, ma non può più tacere. Ha scelto per settimane o forse per mesi di restare defilato, solo ed esclusivamente «per il bene della Reggiana». Che per uno come Stefano Compagni vale tanto, certo. Ma non quanto una reputazione di uomo prima ancora che di imprenditore, messa alla berlina da un post su un social network da Alicia Rikter. Così ieri sera, Compagni ha rotto il silenzio e ha scritto ai giornali. «Sono estremamente stupito – scrive in una nota – dal clamore mediatico suscitato da alcune dichiarazioni rilasciate tramite un social network, tanto che non posso tacere oltre di fronte ad accuse formulate in modo gratuito, gravemente lesive della mia immagine e reputazione». Poi l’affondo all’altra metà della coppia, ovvero il presidente Mike Piazza.
«Come tutte le società di calcio – scrive Compagni – la Reggiana ha una struttura di comando gerarchica al vertice della quale si pone il consiglio di amministrazione che ha congiuntamente condiviso, fin dall’inizio, uomini, budget, strategie, spese ed investimenti. Il Presidente, pertanto, in prima persona o tramite gli uomini che lui stesso ha incaricato ed inserito ai vertici della società, è sempre stato informato ed ha sempre partecipato a tutte le decisioni».
Infine, l’annuncio di quello che sembra davvero un divorzio. Indipendemente dal famigerato organigramma della “nuova” Reggiana: «A malincuore – conclude Compagni – prendo le distanze da uno stile di gestione e di comunicazione che non condivido e che ritengo addirittura dannoso per la società».
Invero, quella di Compagni non è l’unica missiva che entra nello storytelling Reggiana.
L’altra lettera arrivata ieri ai giornali è un vero e proprio altolà. Perché la disinvoltura con cui Alicia Rickter parla – soprattutto su Istagram, il suo social network preferito – delle vicissitudini societarie granata, deve aver evidentemente passato il segno. A firmare questa sorta di ammonimento, all’indomani dell’ennesima incursione “social” di Lady Piazza sono l’ex responsabile scouting Alberto Bertolini, l’osservatore Massimo Montechiesi, l’ex responsabile del settore giovanile Sergio Mezzina, gli ex tecnici delle giovanili granata Giacomo Ferretti e Paolo Martini e l’ex addetto stampa Nicola Bonafini.
«Sempre con maggiore frequenza, soprattutto attraverso i canali social, – si legge nella lettera – con grande rammarico ci ritroviamo ancora oggi a leggere opinioni e commenti che riguardano i nostri licenziamenti, spesso definiti con il pesante termine di “epurazioni”». I firmatari della lettera vanno oltre, sottolineando come una autentica macchina del fango – attraverso i commenti – prenda poi le mosse dai post al vetriolo di Lady Piazza: «In talune circostanze – si legge nella lettera – nascondendosi dietro i “pare”, “si dice”, “ho saputo”, vengono espresse con leggerezza e saccenza considerazioni di tipo economico riguardanti la gestione della scorsa stagione prive di ogni fondatezza e documentazione, nonché gravi allusioni che riguardano la nostra trasparenza e la nostra onestà». Ma ora qualcuno ha passato il segno.
«Finora – si legge nella lettera – abbiamo seguito il normale percorso civilistico per tutelarci riguardo gli aspetti contrattuali nei confronti della proprietà, facendolo, volutamente, senza polemiche pubbliche ed in maniera riservata.
Oggi però non siamo più disposti a tollerare contenuti e commenti che contengano anche solo allusioni che vadano a ledere il nostro lavoro ma soprattutto la nostra integrità morale. Diversamente – si conclude la lettera – ci vedremo costretti a perseguire legalmente i responsabili dei suddetti contenuti». In realtà, è da tempo che l’operazione “Piazza pulita” è materia da avvocati. Agli avvocati esperti di diritto del lavoro si sono infatti rivolti tutti coloro che – con metodi forse troppo spicci – sono stati messi alla porta. E come ha preconizzato su Fb – rispondendo alla Rickter – Donatella Prampolini presto il board granata dovrà fronteggiare una serie di cause. Non solo quelle dei firmatari della lettera, a quanto pare. Agli avvocati si sono rivolti anche coloro che sono stati “licenziati” pur avendo altri anni di contratto e mentre qualcuno sta trattando per una buonuscita, altri si vedranno con i legali della proprietà granata in una qualche aula del tribunale di Reggio. Ad oggi l’unico di cui non si conoscono le intenzioni sarebbe l’ex ad Marco Franzone. Il suo nome non compare nel nuovo organigramma granata. Invero, non c’è nemmeno quello dell’altro Ad, Guido Tamelli. «L’organigramma societario non è cambiato anche perché non c’è stata alcuna riunione del Cda» dicono dalla società granata.
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Come tutte le società di calcio – scrive Compagni – la Reggiana ha una struttura di comando gerarchica al vertice della quale si pone il consiglio di amministrazione che ha congiuntamente condiviso, fin dall’inizio, uomini, budget, strategie, spese ed investimenti. Il Presidente, pertanto, in prima persona o tramite gli uomini che lui stesso ha incaricato ed inserito ai vertici della società, è sempre stato informato ed ha sempre partecipato a tutte le decisioni».
Infine, l’annuncio di quello che sembra davvero un divorzio. Indipendemente dal famigerato organigramma della “nuova” Reggiana: «A malincuore – conclude Compagni – prendo le distanze da uno stile di gestione e di comunicazione che non condivido e che ritengo addirittura dannoso per la società».
Invero, quella di Compagni non è l’unica missiva che entra nello storytelling Reggiana.
L’altra lettera arrivata ieri ai giornali è un vero e proprio altolà. Perché la disinvoltura con cui Alicia Rickter parla – soprattutto su Istagram, il suo social network preferito – delle vicissitudini societarie granata, deve aver evidentemente passato il segno. A firmare questa sorta di ammonimento, all’indomani dell’ennesima incursione “social” di Lady Piazza sono l’ex responsabile scouting Alberto Bertolini, l’osservatore Massimo Montechiesi, l’ex responsabile del settore giovanile Sergio Mezzina, gli ex tecnici delle giovanili granata Giacomo Ferretti e Paolo Martini e l’ex addetto stampa Nicola Bonafini.
«Sempre con maggiore frequenza, soprattutto attraverso i canali social, – si legge nella lettera – con grande rammarico ci ritroviamo ancora oggi a leggere opinioni e commenti che riguardano i nostri licenziamenti, spesso definiti con il pesante termine di “epurazioni”». I firmatari della lettera vanno oltre, sottolineando come una autentica macchina del fango – attraverso i commenti – prenda poi le mosse dai post al vetriolo di Lady Piazza: «In talune circostanze – si legge nella lettera – nascondendosi dietro i “pare”, “si dice”, “ho saputo”, vengono espresse con leggerezza e saccenza considerazioni di tipo economico riguardanti la gestione della scorsa stagione prive di ogni fondatezza e documentazione, nonché gravi allusioni che riguardano la nostra trasparenza e la nostra onestà». Ma ora qualcuno ha passato il segno.
«Finora – si legge nella lettera – abbiamo seguito il normale percorso civilistico per tutelarci riguardo gli aspetti contrattuali nei confronti della proprietà, facendolo, volutamente, senza polemiche pubbliche ed in maniera riservata.
Oggi però non siamo più disposti a tollerare contenuti e commenti che contengano anche solo allusioni che vadano a ledere il nostro lavoro ma soprattutto la nostra integrità morale. Diversamente – si conclude la lettera – ci vedremo costretti a perseguire legalmente i responsabili dei suddetti contenuti». In realtà, è da tempo che l’operazione “Piazza pulita” è materia da avvocati. Agli avvocati esperti di diritto del lavoro si sono infatti rivolti tutti coloro che – con metodi forse troppo spicci – sono stati messi alla porta. E come ha preconizzato su Fb – rispondendo alla Rickter – Donatella Prampolini presto il board granata dovrà fronteggiare una serie di cause. Non solo quelle dei firmatari della lettera, a quanto pare. Agli avvocati si sono rivolti anche coloro che sono stati “licenziati” pur avendo altri anni di contratto e mentre qualcuno sta trattando per una buonuscita, altri si vedranno con i legali della proprietà granata in una qualche aula del tribunale di Reggio. Ad oggi l’unico di cui non si conoscono le intenzioni sarebbe l’ex ad Marco Franzone. Il suo nome non compare nel nuovo organigramma granata. Invero, non c’è nemmeno quello dell’altro Ad, Guido Tamelli. «L’organigramma societario non è cambiato anche perché non c’è stata alcuna riunione del Cda» dicono dalla società granata.
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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