Menichini: «Ripartiamo da Firenze»
di Juri Panciroli
L’allenatore granata sottolinea l’importanza di mantenere lo spirito mostrato dalla squadra alle Final Four per la B
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Ieri è stato il giorno della presentazione dello staff tecnico granata, introdotto dallo stesso mister Leonardo Menichini, che si è detto subito molto motivato e pronto per affrontare tutte le problematiche.
«Appena mi hanno chiamato ho risposto “sì” con gioia senza pensarci due volte – confida il nuovo preparatore atletico Fabio Martinelli- anche perché i ricordi a Reggio con Dominissini sono buoni e abitando a Carpi in 20’ sono ai campi. Una sola settimana in altura cambia solo dal punto di vista logistico e della temperatura, perché a Reggio si continuerà a lavorare in ottica Tim Cup e poi campionato, l’importante sono i programmi».
«Appena si è presentata la possibilità di lavorare con Menichini alla Reggiana l’ho accettata immediatamente perché per me è un grande motivo di orgoglio – ammette il nuovo vice allenatore Massimo D’Urso -, l’ambiente qua è importante e con l’aiuto di tutti cercheremo di fare bene. Col tecnico sarà un lavoro simbiotico, che si prepara insieme in ogni reparto e, c’è stima reciproca, un aspetto fondamentale per lavorare in armonia durante una stagione lunga come sarà la nostra». Il preparatore dei portieri Andrea Rossi invece è figura ben nota ai tifosi reggiani: «È la seconda stagione consecutiva, dopo tante altre precedenti e quest’anno per il ruolo di portiere la società ha deciso di puntare su un giocatore d’esperienza come Facchin. Penso a Narduzzo, non tratteniamo e non mandiamo via nessuno, ma l’input della società è chiaro. Facchin ha personalità e qualità fra i pali, mentre può migliorare nelle uscite».
Infine tocca al tecnico Leonardo Menichini, che fa il punto generale: «Voglio ripartire dalle Final Four di Firenze perché sento massima fiducia, sono impressionato anche dal calore dei tifosi e, vedo in tutti la motivazione di una piazza importante ed esigente. Sono in sintonia col nuovo ds Magalini e ci sentiamo continuamente, perché il mercato non finisce mai. Vogliamo costruire un’ottima Reggiana, che faccia divertire i tifosi. Ora è presto per parlare della nostra reale forza, ma stiamo lavorando bene per sostituire al meglio i giocatori che in queste settimane sono partiti. Ancora ne partiranno e altri arriveranno, ma la squadra ha mantenuto lo zoccolo duro, fondamentale per iniziare subito a lavorare costruendo un gruppo coeso per aspirare a grandi prestazioni. Ci sono figure ferme che si vorrebbero mantenere, ma se qualcuna di queste dovesse uscire sarà rimpiazzato adeguatamente, poi sarà il campo l’unico giudice. Per ora vedo un numero adeguato di giocatori esperti e giovani interessanti, da valutare per provare a inserirli stabilmente in rosa».
Marchi deciderà con la società il suo futuro e il tecnico conclude parlando di moduli: «Alle mie squadre ho sempre dato un’impronta, ma più del modulo voglio i principi: controllare la partita, esprimerci, ma anche riposarci facendo correre a vuoto gli avversari. Il modulo tattico lo scelgo sempre in base alla condizione psicofisica o all’avversario». Sull’attacco di Alicia a Stefano Compagni il tecnico granata preferisce non esprimersi: «Penso solo al campo. Le vicende societarie non le conosco e ne resto fuori ma, parlando con loro per la parte tecnica, credo vogliano fare le cose per bene, nonostante le difficoltà ed un occhio al bilancio. Sono una persona che vuole sempre ottenere il massimo, dando tutto. Al termine del mercato fisseremo obiettivi più precisi».
«Appena mi hanno chiamato ho risposto “sì” con gioia senza pensarci due volte – confida il nuovo preparatore atletico Fabio Martinelli- anche perché i ricordi a Reggio con Dominissini sono buoni e abitando a Carpi in 20’ sono ai campi. Una sola settimana in altura cambia solo dal punto di vista logistico e della temperatura, perché a Reggio si continuerà a lavorare in ottica Tim Cup e poi campionato, l’importante sono i programmi».
«Appena si è presentata la possibilità di lavorare con Menichini alla Reggiana l’ho accettata immediatamente perché per me è un grande motivo di orgoglio – ammette il nuovo vice allenatore Massimo D’Urso -, l’ambiente qua è importante e con l’aiuto di tutti cercheremo di fare bene. Col tecnico sarà un lavoro simbiotico, che si prepara insieme in ogni reparto e, c’è stima reciproca, un aspetto fondamentale per lavorare in armonia durante una stagione lunga come sarà la nostra». Il preparatore dei portieri Andrea Rossi invece è figura ben nota ai tifosi reggiani: «È la seconda stagione consecutiva, dopo tante altre precedenti e quest’anno per il ruolo di portiere la società ha deciso di puntare su un giocatore d’esperienza come Facchin. Penso a Narduzzo, non tratteniamo e non mandiamo via nessuno, ma l’input della società è chiaro. Facchin ha personalità e qualità fra i pali, mentre può migliorare nelle uscite».
Infine tocca al tecnico Leonardo Menichini, che fa il punto generale: «Voglio ripartire dalle Final Four di Firenze perché sento massima fiducia, sono impressionato anche dal calore dei tifosi e, vedo in tutti la motivazione di una piazza importante ed esigente. Sono in sintonia col nuovo ds Magalini e ci sentiamo continuamente, perché il mercato non finisce mai. Vogliamo costruire un’ottima Reggiana, che faccia divertire i tifosi. Ora è presto per parlare della nostra reale forza, ma stiamo lavorando bene per sostituire al meglio i giocatori che in queste settimane sono partiti. Ancora ne partiranno e altri arriveranno, ma la squadra ha mantenuto lo zoccolo duro, fondamentale per iniziare subito a lavorare costruendo un gruppo coeso per aspirare a grandi prestazioni. Ci sono figure ferme che si vorrebbero mantenere, ma se qualcuna di queste dovesse uscire sarà rimpiazzato adeguatamente, poi sarà il campo l’unico giudice. Per ora vedo un numero adeguato di giocatori esperti e giovani interessanti, da valutare per provare a inserirli stabilmente in rosa».
Marchi deciderà con la società il suo futuro e il tecnico conclude parlando di moduli: «Alle mie squadre ho sempre dato un’impronta, ma più del modulo voglio i principi: controllare la partita, esprimerci, ma anche riposarci facendo correre a vuoto gli avversari. Il modulo tattico lo scelgo sempre in base alla condizione psicofisica o all’avversario». Sull’attacco di Alicia a Stefano Compagni il tecnico granata preferisce non esprimersi: «Penso solo al campo. Le vicende societarie non le conosco e ne resto fuori ma, parlando con loro per la parte tecnica, credo vogliano fare le cose per bene, nonostante le difficoltà ed un occhio al bilancio. Sono una persona che vuole sempre ottenere il massimo, dando tutto. Al termine del mercato fisseremo obiettivi più precisi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
