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Peterson confessa: «Ho tifato Reggio»

di Riccardo Bellelli
Peterson confessa: «Ho tifato Reggio»

Il celebre coach mattatore ai Chiostri di San Pietro elogia il progetto Grissin Bon e promuove Melli: «È pronto per la Nba»

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REGGIO EMILIA. Grande successo di pubblico che è accorso numeroso ad assistere alla serata dedicata al basket con Dan Peterson, Nicolò Melli e la azzurra di basket Cecilia Zandalasini, intervistati dal giornalista di Sky Lorenzo Dallari.

L’inizio dell’evento infatti è stato caratterizzato dalle proteste delle numerose persone, quasi un centinaio, che non sono potute entrare ai Chiostri di S.Pietro per motivi di sicurezza. Sul palco ha fatto da mattatore Dan Peterson con i suoi aneddoti sempre interessanti sulla sua lunga carriera che lo ha visto primeggiare sia come allenatore (attività che per sua ammissione ha abbandonato troppo presto) che come telecronista. Grandi complimenti da parte sua al reggiano Nicolò Melli: «Ho parlato con Messina quando aveva appena accettato la panchina della nazionale e gli ho detto di tener presente Melli nelle convocazioni anche come centro perché a Milano, l’anno dello scudetto del 2012, gli avevo visto fare grandi miglioramenti e giocare con una grinta incredibile. In una squadra che faceva molta fatica, lui fu determinante concedendo ai suoi tanti secondi tiri».

E poi ha aggiunto: «Per me ha i numeri per giocare in Nba» e Melli conferma «Negli scorsi mesi ho avuto tante proposte, anche una interessante dagli Stati Uniti, ma il mio sogno fin da piccolo è quello di vincere l’Eurolega e il Fenerbahce è la scelta giusta per coronare questo sogno».

Il lungo reggiano ha un preciso ricordo del suo primo incontro con Dan Peterson come coach: «Mi ricordo che al primo allenamento atletico ci fece correre finchè non crollammo a terra sfiniti».

Una chiamata dagli States la sta aspettando anche Cecilia Zandalasini: «Ci spero, se dovesse arrivare, volerei subito là».

Melli non ha potuto esimersi dal parlare della Grissin Bon: «Sento che i tifosi sono scettici ma io credo che potranno divertirsi. Mi piace la scelta di puntare su giocatori italiani e Mussini e Candi sono ragazzi di grande prospettiva che meritano un’opportunità».

I momenti più esilaranti però li ha proposti coach Peterson che non ha risparmiato una frecciata alla sua Milano: «Il mio sogno - ha detto - sarebbe rivedere finalmente l’Olimpia giocare a basket come Dio comanda” e poi ha raccontato il suo modo di gestire i campioni: «Un allenatore deve fare 2 cose: essere esigente e ispirare fiducia ai suoi, ma al contempo deve pure sapersi adattare alle qualità dei giocatori che ha. Io sono stato fortunato, ho avuto sempre campioni che erano grandi professionisti e si autogestivano. Se un allenamento non andava bene, Meneghin prendeva una ringhiera e la lanciava contro il muro incutendo paura a tutti e così dava una scossa ai compagni. Oggi purtroppo con i giocatori che cambiano sempre è impossibile creare un grande gruppo di amici nello spogliatoio».

Dan Peterson ha anche confidato la sua simpatia per la Grissin Bon: «In segreto negli scorsi anni ho tifato Reggio perché mi piaceva il progetto basato sugli italiani e nella finale contro Sassari speravo che vinceste voi. Purtroppo per poco non ci siete riusciti. Ho grandi ricordi di questa città e di Dado Lombardi».

Coach Peterson ha parlato poi dei suoi inizi col basket da giocatore «Il primo esercizio che feci con i compagni segnai zero canestri e pensai di smettere” e smentito una leggenda legata al suo periodo in Cile:”Allenai la nazionale e lasciai il paese a fine agosto, solo 12 giorni prima del golpe. Per questo nacque la storia che sarei stato inviato della cia, ma se fosse vero, il governo americano mi dovrebbe ancora 2 anni di stipendio». Una notizia interessante per i tifosi reggiani l’ha regalata Lorenzo Dallari a fine serata annunciando l’uscita a breve del suo libro sulla vita di Pino Brumatti il cui ricavato andrà totalmente in beneficienza e che il giornalista presenterà nella nostra città.



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