Davide Facchin: «Volevo il granata»
di Juri Panciroli
L’ex portiere del Venezia determinato a ritentare la scalata alla B con la Regia
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VILLA MINOZZO. «Mi sarei mosso da Venezia solo per Reggio Emilia perché giocandoci contro l’anno scorso ho notato che è una piazza che ha il suo fascino e per sarà una bella scommessa da vincere».
Davide Facchin si presenta così, il portierone alto un metro e 93 che ha rinunciato alla Serie B in laguna per la Reggiana pare avere le idee chiare per quest’anno.
Lei è colui che ha negato a Marchi la gioia del gol parandogli un rigore...
«Ho fatto il mio mestiere. In quella gara ho amici come Ghiringhelli, Cesarini e Bovo che ho ritrovato adesso».
Dopo aver vinto un campionato gli stimoli ci sono ancora per ripetersi?
«L’obiettivo è quello, sono qua per cercare di fare bene». Da titolare inamovibile?
«Quello va chiesto al mister, certo ho voglia di giocare per dare il mio contributo. Sarò valutato ma l’idea è di fare il protagonista in una squadra importante».
Il suo impatto col preparatore Andrea Rossi come è stato?
«E’ molto bravo. Persona preparata e disponibile, cosa fondamentale per capire e gestire un portiere anche a livello mentale, cioè quando è rilassato dargli uno stimolo o quando è teso farlo scaricare. Penso sia la sua dote migliore e sono contento».
A proposito, qualche giorno fa, proprio il suo preparatore ha parlato di lei dicendo che sono le uscite la parte da migliorare.
«Se non avessi punti deboli probabilmente non sarei in Serie C ma cerco di migliore».
A Venezia eravate una corazzata?
«Dicevano così, ma noi ci siamo allenati molto più degli altri perché Inzaghi su questo è un vero martello. E sempre senza polemiche e accettando sempre le sue scelte».
E lei com’è fuori dal campo?
«Persona normalissima, sto per diventare papà di Gaia e non ho hobby particolari». Lo sa che da Reggio sono passati portieri del calibro di Antonioli, Bucci o Silvestri? «Speriamo sia buona auspicio».
Davide Facchin si presenta così, il portierone alto un metro e 93 che ha rinunciato alla Serie B in laguna per la Reggiana pare avere le idee chiare per quest’anno.
Lei è colui che ha negato a Marchi la gioia del gol parandogli un rigore...
«Ho fatto il mio mestiere. In quella gara ho amici come Ghiringhelli, Cesarini e Bovo che ho ritrovato adesso».
Dopo aver vinto un campionato gli stimoli ci sono ancora per ripetersi?
«L’obiettivo è quello, sono qua per cercare di fare bene». Da titolare inamovibile?
«Quello va chiesto al mister, certo ho voglia di giocare per dare il mio contributo. Sarò valutato ma l’idea è di fare il protagonista in una squadra importante».
Il suo impatto col preparatore Andrea Rossi come è stato?
«E’ molto bravo. Persona preparata e disponibile, cosa fondamentale per capire e gestire un portiere anche a livello mentale, cioè quando è rilassato dargli uno stimolo o quando è teso farlo scaricare. Penso sia la sua dote migliore e sono contento».
A proposito, qualche giorno fa, proprio il suo preparatore ha parlato di lei dicendo che sono le uscite la parte da migliorare.
«Se non avessi punti deboli probabilmente non sarei in Serie C ma cerco di migliore».
A Venezia eravate una corazzata?
«Dicevano così, ma noi ci siamo allenati molto più degli altri perché Inzaghi su questo è un vero martello. E sempre senza polemiche e accettando sempre le sue scelte».
E lei com’è fuori dal campo?
«Persona normalissima, sto per diventare papà di Gaia e non ho hobby particolari». Lo sa che da Reggio sono passati portieri del calibro di Antonioli, Bucci o Silvestri? «Speriamo sia buona auspicio».
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