il capitano
Gael Genevier, il francesce che non segue il Tour de France
di Juri Panciroli
VILLA MINOZZO. «Che il Tour de France possa vincerlo finalmente un francese dopo tanti anni? Non saprei, sono qua in ritiro e non lo sto seguendo». Il transalpino e capitano granata Gael Genevier...
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VILLA MINOZZO. «Che il Tour de France possa vincerlo finalmente un francese dopo tanti anni? Non saprei, sono qua in ritiro e non lo sto seguendo». Il transalpino e capitano granata Gael Genevier glissa sulla “Grande Boucle” e racconta i primi giorni a Villa Minozzo tra momenti piacevoli e incertezze legate al mercato.
«Il ritiro - confida - è sempre un momento piacevole perché permette di lavorare atleticamente e di creare un gruppo. Sotto questi punti di vista sta andando tutto molto bene ed è un bel segnale».
È una Reggiana ancora ambiziosa quella che sta nascendo?
«Per ora è una Reggiana che cerca di ripartire per fare il meglio possibile e più avanti vedremo le intenzioni della società».
Come è stato il primo impatto dei nuovi arrivati?
«È passato poco tempo, ma credo che sia positivo. Si sono integrati molto bene».
Il presidente Mike Piazza sale spesso a farvi visita, vi ha parlato?
«Innanzitutto la sua presenza è un aspetto importante sia per i vecchi che per i nuovi arrivati, ma non ci ha detto nulla di particolare. Un suo saluto fa sempre piacere nel momento in cui si sta ricominciando».
Durante le vacanze è stato l’unico a parlare con il ds Magalini.
«Non dirò mai quel che ci siamo detti, ma la chiacchierata è stata positiva. Abbiamo avuto un buon primo impatto e poi ci siamo parlati anche qua in ritiro. Sta facendo il suo lavoro bene e sa che dovrà lavorare per fare le cose giuste di questo periodo».
Che, tradotto, significa che dovremo aspettarci tanti movimenti di giocatori?
«Non è un aspetto che mi riguarda, però durante il mercato ci sono spesso cambiamenti».
Lei sarà la chioccia della squadra o vuole restare capitano protagonista?
«Cercherò di fare la mia parte come giocatore e capitano perché è una responsabilità bella ma, come tutti, dovrò sempre dare il massimo».
«Il ritiro - confida - è sempre un momento piacevole perché permette di lavorare atleticamente e di creare un gruppo. Sotto questi punti di vista sta andando tutto molto bene ed è un bel segnale».
È una Reggiana ancora ambiziosa quella che sta nascendo?
«Per ora è una Reggiana che cerca di ripartire per fare il meglio possibile e più avanti vedremo le intenzioni della società».
Come è stato il primo impatto dei nuovi arrivati?
«È passato poco tempo, ma credo che sia positivo. Si sono integrati molto bene».
Il presidente Mike Piazza sale spesso a farvi visita, vi ha parlato?
«Innanzitutto la sua presenza è un aspetto importante sia per i vecchi che per i nuovi arrivati, ma non ci ha detto nulla di particolare. Un suo saluto fa sempre piacere nel momento in cui si sta ricominciando».
Durante le vacanze è stato l’unico a parlare con il ds Magalini.
«Non dirò mai quel che ci siamo detti, ma la chiacchierata è stata positiva. Abbiamo avuto un buon primo impatto e poi ci siamo parlati anche qua in ritiro. Sta facendo il suo lavoro bene e sa che dovrà lavorare per fare le cose giuste di questo periodo».
Che, tradotto, significa che dovremo aspettarci tanti movimenti di giocatori?
«Non è un aspetto che mi riguarda, però durante il mercato ci sono spesso cambiamenti».
Lei sarà la chioccia della squadra o vuole restare capitano protagonista?
«Cercherò di fare la mia parte come giocatore e capitano perché è una responsabilità bella ma, come tutti, dovrò sempre dare il massimo».
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