Gazzetta di Reggio

Sport

Bolognesi torna ad allenare i portieri dopo l’operazione

di Luca Cavazzoni
Bolognesi torna ad allenare i portieri dopo l’operazione

L’ex Bagnolese al Daino Santa Croce di Seconda categoria «Due interventi al cuore, credevo di aver finito con lo sport»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Flavio Bolognesi riparte dal Daino Santa Croce di Seconda categoria. Ma il suo non è un rientro qualsiasi. Il preparatore dei portieri ex Bagnolese può tornare a lavorare sul campo a quasi nove mesi dal secondo intervento al cuore. Bolognesi rivede la luce in fondo al tunnel, dopo aver anche pensato di dover abbandonare tutto.

«In effetti - racconta lo stesso Flavio Bolognesi - il mio è un ritorno molto particolare. Quando a fine ottobre mi dissero che dovevo tornare ad operarmi, ho pensato che la mia esperienza sul campo sarebbe finita. Sono un tipo un po’ pauroso, era il mio secondo intervento. Ho subito informato la Bagnolese, comunicandogli che mi dovevo fermare. Ma anche per il futuro non intravedevo spiragli, anzi pensavo già ad altri ruoli come dirigente oppure accompagnatore. Il calcio per me è troppo importante, non riuscirei a dire basta ed uscirne. Poi invece già a fine stagione sono tornato per stare vicino ai rossoblù, prima seguendo le partite dalla tribuna e poi proprio le ultime dalla panchina».

Come mai questa seconda operazione?

«La prima volta a ventinove anni, quando mi riscontrarono una disfunzione dell’aorta. Da allora mi sottopongo annualmente ad una Tac di controllo, nell'ultima il cuore lavorava sempre bene ma il suo contorno stava regredendo. Mi sono affidato allo stesso cardiologo di allora, il dottor Bruno Borrelli. Il secondo intervento è durato nove ore, seguito poi da un momento ancora più difficoltoso del precedente. Mentre ero in terapia intensiva mi dissero che il cuore era un po’ debole con il serio pericolo che potesse scendere sotto battito, quindi mi hanno pure applicato un pacemaker. A trentanove anni e con già due interventi al cuore mi dicevo che capitano proprio tutte a me, poi invece in ospedale entri in contatto con persone che stanno anche molto peggio e capisci che non bisogna lamentarsi più di tanto».

Chi le è stato vicino in quei mesi molto difficili?

«Tutti i miei famigliari, con in testa mia moglie. È stata eccezionale, le dirò sempre grazie. Ha preso pure un’aspettativa dal lavoro. È stata dura non poter vedere i figli per più di un mese, bellissimo poterli invece riabbracciare quando venni poi trasferito a Castelnovo Monti».

Ha vinto la sua personale partita?

«Sette mesi fa stavo male su un letto d’ospedale, la scorsa settimana ero sul Cusna con moglie e figlie. L’ultimo pezzo è stato duro, ma se mi volto indietro posso dire di averci messo molto del mio per tornare alla vita di tutti i giorni».

Dimostrazioni d’affetto sono arrivate anche dalla Bagnolese?

«La sera prima dell’intervento tutti i giocatori mi hanno inviato dei video e dei messaggi. Nello spogliatoio avevamo creato un bel gruppo: questi gesti lo confermano. Mi scrisse pure Spadacini, che ai tempi era ancora alla Folgore Rubiera. Come si fecero sentire gli ex Luca Ferrari e Fornaciari. Manifestazioni di vicinanza importanti».

A livello di staff tecnico la Bagnolese ha ora voltato pagina...

«Per me sono stati quattro anni meravigliosi, chiusi con un’ottima salvezza. Penso sia stato giusto cambiare, perché potrà fare bene alla società, a Siligardi ed anche a noi. Arrivai dal Daino Santa Croce di Seconda categoria a scatola chiusa, dopo aver allenato anche dei portieri di calcetto amatoriali. L’Eccellenza era un gran bel balzo, ma venni subito accettato dalla società. Dirò sempre grazie a Manfredini, Caffarri e Ferretti, di mio ho sempre messo impegno e costante presenza. Abbiamo vissuto alti e bassi, a volte si iniziava la settimana con il concreto sentore di essere tutti in discussione e che la partita da preparare sarebbe potuta essere decisiva per le posizioni dello staff. Però la Bagnolese è fantastica in tutto e per tutto, quindi si merita il meglio possibile. Ora è arrivato Ferraboschi, allenatore molto competente con il quale faranno sicuramente bene».

Mentre lei rientra al suo Daino Santa Croce.

«Il calcio è il mio sfogo, un’autentica passione. Torno a Gavassa con entusiasmo, la chiamata di Nerino Piccinini mi ha inorgoglito. È una realtà ideale per fare calcio, dove voglio anche recuperare i mesi che ho dovuto lasciare per strada. Tra l’altro allenerò di nuovo Andrea Bonacini, che alla Bagnolese fece il secondo a Reggiani ed a Pagani. Conosco poi già il mister della prima squadra, dato che Sartori era stato alla Juniores della Bagnolese durante la collaborazione con il Santos. È una persona tranquilla, che ci mette tanta voglia come me».

Ma lei ha pure un sogno nel cassetto...

«La mia speranza è tornare un giorno a lavorare con Siligardi, ce lo siamo ripromessi anche in una recente cena insieme. Però valutando sempre bene, perché ho anche un impiego in un ufficio tecnico che mi piace moltissimo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google