Calcio Uisp, profughi e reggiani nella squadra “Mare Nostrum”
di Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Una squadra multietnica, composta «da reggiani di nascita e di transito». Nella stagione appena conclusa la Polisportiva Zelig di Reggio ha allestito una squadra di calcio con alcuni...
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REGGIO EMILIA. Una squadra multietnica, composta «da reggiani di nascita e di transito». Nella stagione appena conclusa la Polisportiva Zelig di Reggio ha allestito una squadra di calcio con alcuni richiedenti asilo ospiti della Dimora d’Abramo di Reggio.
La squadra, denominata “Polisportiva Zelig – Mare Nostrum”, ha partecipato al campionato amatoriale di calcio Uisp.
Due i risultati ottenuti: il giocatore Camara Alseny è stato il capocannoniere più prolifico con ben 30 reti all’attivo. «Il risultato più importante - spiega Gianluca Riva della Polisportiva - è stata la conquista di un titolo simbolico anche se profondamente significativo e di cui ne andiamo tutti orgogliosi: il “Trofeo Disciplina”, per esserci dimostrati sul campo la squadra più corretta dell’intero campionato provinciale».
I richiedenti asilo della squadra provengono in gran parte dall’Africa subsahariana: Gambia , Senegal, Costa d’Avorio, Mali, Guinea , Camerun, Ghana, Burkina Faso...
«Abbiamo ichiamato la squadra “Polisportiva Zelig - Marenostrum” - spiega Riva - dal nome della prima vasta operazione di soccorso in mare ai migranti varata nell’ottobre 2013 ed insieme abbiamo deciso di affidarne la gestione organizzativa, tecnica e tattica ovviamente ad un tandem di mister rigorosamente afro-reggiano: Yaressi Bourama e Gianfranco Fontanili. Dal punto di vista sportivo questa stagione è stato un successone: tante vittorie, tanti gol e momenti di divertimento, grazie soprattutto alle straordinarie doti tecniche e fisiche dei ragazzi africani».
La squadra è arrivata quinta su dieci nel girone F.
L’aspetto sportivo per la squadra “Mare Nostrum” non era ovviamente quello più importante. «Per i ragazzi profughi e richiedenti asilo - prosegue Riva - è stata sicuramente occasione per entrare in contatto con la lingua italiana e le nostre abitudini , allacciare nuovi rapporti di amicizia e soprattutto riconquistare , anche se per poche ore settimanali, una dimensione di normalità, di svago e divertimento che purtroppo da troppo tempo avevano dovuto accantonare.
In cuor nostro confidiamo che questo modello di socializzazione sportiva possa servire da stimolo ed esempio anche per altri, convinti sempre più dell’efficacia di tali esperienze di condivisione , indispensabili per porre le basi ad un’efficace integrazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La squadra, denominata “Polisportiva Zelig – Mare Nostrum”, ha partecipato al campionato amatoriale di calcio Uisp.
Due i risultati ottenuti: il giocatore Camara Alseny è stato il capocannoniere più prolifico con ben 30 reti all’attivo. «Il risultato più importante - spiega Gianluca Riva della Polisportiva - è stata la conquista di un titolo simbolico anche se profondamente significativo e di cui ne andiamo tutti orgogliosi: il “Trofeo Disciplina”, per esserci dimostrati sul campo la squadra più corretta dell’intero campionato provinciale».
I richiedenti asilo della squadra provengono in gran parte dall’Africa subsahariana: Gambia , Senegal, Costa d’Avorio, Mali, Guinea , Camerun, Ghana, Burkina Faso...
«Abbiamo ichiamato la squadra “Polisportiva Zelig - Marenostrum” - spiega Riva - dal nome della prima vasta operazione di soccorso in mare ai migranti varata nell’ottobre 2013 ed insieme abbiamo deciso di affidarne la gestione organizzativa, tecnica e tattica ovviamente ad un tandem di mister rigorosamente afro-reggiano: Yaressi Bourama e Gianfranco Fontanili. Dal punto di vista sportivo questa stagione è stato un successone: tante vittorie, tanti gol e momenti di divertimento, grazie soprattutto alle straordinarie doti tecniche e fisiche dei ragazzi africani».
La squadra è arrivata quinta su dieci nel girone F.
L’aspetto sportivo per la squadra “Mare Nostrum” non era ovviamente quello più importante. «Per i ragazzi profughi e richiedenti asilo - prosegue Riva - è stata sicuramente occasione per entrare in contatto con la lingua italiana e le nostre abitudini , allacciare nuovi rapporti di amicizia e soprattutto riconquistare , anche se per poche ore settimanali, una dimensione di normalità, di svago e divertimento che purtroppo da troppo tempo avevano dovuto accantonare.
In cuor nostro confidiamo che questo modello di socializzazione sportiva possa servire da stimolo ed esempio anche per altri, convinti sempre più dell’efficacia di tali esperienze di condivisione , indispensabili per porre le basi ad un’efficace integrazione».
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