«Alla Reggiana cerco la consacrazione»
di Juri Panciroli
Il centrocampista Bobb presentato insieme al portiere Facchin: «Mi ispiro a Paul Scholes e voglio la nazionale del Gambia»
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REGGIO EMILIA. Ieri sono stati ufficialmente presentati dalla Reggiana il portiere Davide Facchin ed il centrocampista del Gambia Yusupha Bobb.
Il primo, già conosciuto durante il ritiro in quota, è stato protagonista di un episodio con uno storico tifoso prima dell’amichevole di sabato: «E’ entrato in campo per chiedermi la maglia – precisa Facchin-. Dopo una decina di giorni l’ambiente è come lo aspettavo, con carica e passione dei tifosi, il lavoro è stato intenso e le mie sensazioni sono buone perché la base di partenza c’è e si lavorerà per completare questa rosa. Per vincere non esiste una ricetta però serve tanto lavoro e mezzi tecnici all’altezza, ma già l’anno scorso la Reggiana ha dimostrato di potersela giocare con tutte arrivando fino alle semifinali, nonostante i problemi a me ignoti avuti in inverno».«A Venezia – conclude - sapevamo di essere forti però qua la base c’è e qualcosa manca solo a livello numerico. Lo sanno in società e a fine agosto capiremo quale sarà il nostro campionato. Sono scaramantico ma bisogna vincere più partite possibili perché devi viaggiare a due punti di media per stare in alto e fare poi i conti a marzo. Da parte mia sento la stima della piazza e spero di portare sicurezza alla squadra ma per vincere il protagonista non dovrò essere io».
Bobb parla ancora in inglese ma sabato si è presentato con un gol dai 25 metri. «Qua ho trovato un bell’ambiente con ottimi compagni e tanti fan ma non ho avuto modo di frequentare la città perché appena arrivato sono salito subito in ritiro. Sono contento della prima uscita perché, nonostante ci fosse una squadra di dilettanti, è stata una buona prestazione, come deve essere ogni volta che si gioca perché a me non piace perdere. Sono un centrocampista con caratteristiche più di impostazione che di difesa ed il mio ideale è Paul Scholes. Essendo giovane ogni anno cerco di migliorarmi perciò mi aspetto una buona stagione per la squadra, puntando magari al campionato, e pensando positivo spero che possa essere l’anno della mia consacrazione».
«L’italiano un po’ lo capisco – dice il centrocampista - ma il calcio ha un suo linguaggio ed inoltre nello spogliatoio ci sono tanti compagni che mi possono tradurre. Ho scelto l’opportunità dell’estero ma il livello in Gambia è abbastanza buono e il mio sogno è arrivare fra i top ed essere convocato in nazionale dove ho già giocato una gara alle qualificazioni under 20».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo, già conosciuto durante il ritiro in quota, è stato protagonista di un episodio con uno storico tifoso prima dell’amichevole di sabato: «E’ entrato in campo per chiedermi la maglia – precisa Facchin-. Dopo una decina di giorni l’ambiente è come lo aspettavo, con carica e passione dei tifosi, il lavoro è stato intenso e le mie sensazioni sono buone perché la base di partenza c’è e si lavorerà per completare questa rosa. Per vincere non esiste una ricetta però serve tanto lavoro e mezzi tecnici all’altezza, ma già l’anno scorso la Reggiana ha dimostrato di potersela giocare con tutte arrivando fino alle semifinali, nonostante i problemi a me ignoti avuti in inverno».«A Venezia – conclude - sapevamo di essere forti però qua la base c’è e qualcosa manca solo a livello numerico. Lo sanno in società e a fine agosto capiremo quale sarà il nostro campionato. Sono scaramantico ma bisogna vincere più partite possibili perché devi viaggiare a due punti di media per stare in alto e fare poi i conti a marzo. Da parte mia sento la stima della piazza e spero di portare sicurezza alla squadra ma per vincere il protagonista non dovrò essere io».
Bobb parla ancora in inglese ma sabato si è presentato con un gol dai 25 metri. «Qua ho trovato un bell’ambiente con ottimi compagni e tanti fan ma non ho avuto modo di frequentare la città perché appena arrivato sono salito subito in ritiro. Sono contento della prima uscita perché, nonostante ci fosse una squadra di dilettanti, è stata una buona prestazione, come deve essere ogni volta che si gioca perché a me non piace perdere. Sono un centrocampista con caratteristiche più di impostazione che di difesa ed il mio ideale è Paul Scholes. Essendo giovane ogni anno cerco di migliorarmi perciò mi aspetto una buona stagione per la squadra, puntando magari al campionato, e pensando positivo spero che possa essere l’anno della mia consacrazione».
«L’italiano un po’ lo capisco – dice il centrocampista - ma il calcio ha un suo linguaggio ed inoltre nello spogliatoio ci sono tanti compagni che mi possono tradurre. Ho scelto l’opportunità dell’estero ma il livello in Gambia è abbastanza buono e il mio sogno è arrivare fra i top ed essere convocato in nazionale dove ho già giocato una gara alle qualificazioni under 20».
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