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La Vianese sceglie la linea dura «In campo sabato o ci ritiriamo»

La Vianese sceglie la linea dura «In campo sabato o ci ritiriamo»

VIANO. O semifinale sabato sera o ritiro della squadra. È molto chiara la posizione della Vianese nella sempre più intricata, e surreale, danza attorno alla semifinale del Torneo della Montagna...

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VIANO. O semifinale sabato sera o ritiro della squadra. È molto chiara la posizione della Vianese nella sempre più intricata, e surreale, danza attorno alla semifinale del Torneo della Montagna originariamente in programma sabato 29 luglio.

La Vianese, per ora l’unica semifinalista sicura della parte alta del tabellone, non ha intenzione di attendere altre decisioni o rinvii. Ieri mattina il dirigente Ermes Caroli ha inviato una comunicazione ufficiale al Csi con la posizione societaria: sabato sera la Vianese si presenterà al campo sportivo di Baiso come da precedente comunicazione ufficiale, per disputare regolarmente la semifinale a cui si è qualificata. In caso di rinvio, la Vianese si ritirerà dalla competizione e valuterà se provvedere a propria volta per vie legali per eventuali richieste di risarcimento danni. Una terza via, per la squadra di Viano, non è contemplata. «Non è possibile vivere con queste incertezze, qui le regole cambiano continuamente e non si riesce a programmare. Per noi cambiare data sarebbe un bel problema a livello organizzativo, considerando il periodo dell’anno così vicino alle ferie», racconta il dirigente vianese Mirko Bondioli. Non appena sono state formalizzate le date delle semifinali la Vianese si è messa all’opera per tenere liberi atleti e accompagnatori: «Diventerebbe un problema spostare la data per i dirigenti, per gli esterni e per i locali. Ci sono persone che hanno già rinviato le ferie per esserci ma non possiamo ancora andare avanti», continua Bondioli. «Noi sabato saremo a Baiso per giocare regolarmente, come ci era stato comunicato ufficialmente. Non siamo disponibili ad altre date e siamo pronti a ritirarci, e a chiedere eventualmente i danni. Quest’anno il Torneo è stata una continua discussione e un continuo lottare fuori dal campo, non durante le partite, così ha davvero poco senso».

Adriano Arati

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