Gazzetta di Reggio

Sport

Neymar, vincono i petrodollari del Qatar

di STEFANO TAMBURINI
Neymar, vincono i petrodollari del Qatar

Il brasiliano si è congedato dal Barcellona, il Psg pagherà ai catalani la cifra record di 222 milioni della clausola rescissoria

4 MINUTI DI LETTURA





Chi ha ancora voglia di farlo, tenga da parte un po’ di indignazione. Vedrete: il calcio, più prima che poi, ci offrirà anche qualcosa di peggio della valanga di denaro per spostare un giocatore da Barcellona a Parigi. Ci sarà sempre uno scandalo che andrà oltre lo scandalo, perché dove girano tanti soldi senza quasi controllo il malaffare sarà sempre più grande del mare, mentre la droga collettiva che si chiama passione popolare finirà per ridurre il pudore a uno scoglietto sulla battigia.

Il gioco del calcio da tempo ha perso la tempra dello sport vero e leale, dove non si è quasi mai davvero undici contro undici, perché gli interessi corrono più del pallone. Certo, ogni tanto capita che qualche piccola squadra batta quella più grande, ma è rischio calcolato, anzi è l’alibi che tiene in piedi tutto ciò che resta molto al di sotto di ogni sospetto. E dunque non basterà fare due conti e scandalizzarsi sui soldi che hanno avvinghiato il trasferimento più costoso (per ora) della storia del calcio, quello di Neymar da Silva Santos Júnior, detto Neymar jr, stella del Brasile e del Barcellona, in procinto di giocare per gli sceicchi del Paris Saint Germain: ieri ha salutato Messi e compagni, entro la settimana verrà presentato. Un cambio di casacca con il trucco per aggirare il pasticcio del fair play finanziario, foglia di fico di un risanamento impossibile.

Solo con i 222 milioni della clausola per annullare il contratto con i catalani si possono comprare 823 Ferrari Gtc4 Lusso. I 600 che comprendono i prossimi compensi del giocatore (30 milioni annui) valgono gli stipendi di una vita intera di 950 operai da 1.500 euro al mese. Pensate che qualcuno fra i tifosi del Psg possa scandalizzarsi davvero? E quelli del Barcellona? Sì, sono pronti a sommergerlo di fischi, a infamarlo sui social, ma sono lì a fantasticare su chi arriverà dopo. L’effetto domino del supermercatone d’estate contribuirà ad assopire non solo quelli che sono già passati sopra ai 16 milioni annui che i cinesi pagano a Pellè. Sì, Pellè con doppia elle: non è un refuso, è quello del rigore azzurro tirato in modo comico contro la Germania a Euro 2016. A completare l’opera si odono già gli squilli della disinformatija, pronta ad ammantare di poesia (il figlio sportivo che sfida il padre, Messi) l’ennesimo schiaffo alla civiltà.

Lo stesso Neymar è recidivo: nell’estate 2013 fu al centro di un altro casino celestiale con il passaggio dal Santos al Barcellona finanziato in parte con fondi neri. Stavolta la tecnica è più raffinata. Neymar sarà pagato in petrodollari dagli sceicchi qatarioti come testimonial dei Mondiali 2022, in modo da non far pesare niente sui conti del club francese. Un imbroglio legalizzato che aprirà nuovi fronti di polemica, altre società vorranno inserirsi con artifici al limite dell’imbarazzante come le regole di chi ha messo insieme quei soldi.

È vero che al motto di pecunia non olet (i soldi non puzzano) i nostri nasi si sono abituati a quasi tutto. Però non si può far finta di non sapere da dove vengono quelli dello sceicco Al-Thani e del fondo di investimento che fa capo a tutto e che ha partecipazioni in tante aziende e banche occidentali: dalla Volkswagen alla Airbus, dalla londinese Hsbc al Credit Suisse.

Ma è anche quello che finanzia i contestatissimi Mondiali 2022, assegnati grazie all’uso scientifico della corruzione, ai tempi in cui il calcio mondiale era in mano a Sepp Blatter e tutti si giravano dall’altra parte. Per realizzare stadi e infrastrutture si stanno utilizzando operai ridotti in semischiavitù provenienti da Paesi poveri, soprattutto Bangladesh, Nepal, India e Filippine. In Qatar i diritti sono carta straccia: il datore di lavoro (che paga male e in ritardo e costringe a turni infernali) può negare la possibilità di lasciare quell’impiego per trovarne un altro. Chi lo fa può essere accusato di latitanza e vedersi negato il passaporto. Non ci sono le catene ma è come se.

Ai Mondiali del 2022 parteciperanno 736 calciatori, i morti nei cantieri sono già quasi il doppio, più di 1.200. Solo questo dovrebbe far rabbrividire. Invece ben poco cambierà, perché questa gigantesca macchina da soldi non può fermarsi. Anche i 600 milioni di Neymar jr saranno digeriti. Perché altri banchetti incombono. Così funziona, così funzionerà. Purtroppo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google