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Otto anni e 2 supplementari così il Gatta si ricuce lo scudetto sulle maglie

di Roberto Tegoni
Otto anni e 2 supplementari così il Gatta si ricuce lo scudetto sulle maglie

Il gol del capocannoniere nell’over-time decide la finale contro la Borzanese I granata bravi a serrare i ranghi, gli albinetani troppo evanescenti in attacco 

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CARPINETI. Dopo otto anni, il Gatta sovverte i pronostici e torna sul gradino più alto del podio del Torneo della Montagna.

Dopo i successi del ‘94, 2005 e 2008, la truppa granata vendica l’amara sconfitta di sei anni fa contro il Valestra e solleva la coppa dello scudetto per la quarta volta, obiettivo a cui ambiva anche la Borzanese, uscita sconfitta dopo 120 infiniti minuti.

Decisivo il gol di Giuseppe Bertuccelli, capocannoniere del torneo con otto reti segnate e anche ieri protagonista di una rete contraddistinta dalla sua determinazione e potenza.

Festeggia due volte il giovanissimo mister Luca Bianchi, il quale entra nell’esclusivo club di allenatori vincenti sia in campo che in panchina, assieme a Simone Lodi e Rino Incerti. Festeggia tre volte Gabriele Tacconi, terzino mancino del Gatta che pareggia le tre finali perse in carriera.

Festeggia alla grande il Gatta che, come detto, ribalta i pronostici della vigilia che vedevano nella Borzanese la formazione più accreditata alla vittoria finale. Ha vinto la difesa del Gatta, l’inespugnabile castello granata è stato infatti perforato dagli attacchi rivali solamente quattro volte.

Ha vinto anche la noia, a dirla tutta. Lecito aspettarsi una finale piena di tatticismi. E di finali ce ne sono state anche di peggiori. Ma l’atto conclusivo della kermesse dell’Appennino reggiano numero 66 ha deluso le aspettative. Troppo attente a non prenderle, Gatta e Borzanese, e a onor del vero, qualcosina in più lo meritava la formazione del comune albinetano. E invece i granata hanno chiuso i ranghi, corteggiato con successo la dea fortuna e sono riusciti a portarsi in vantaggio dopo cinque giri di lancette dei supplementari, quando ormai tutti, sconsolatamente, pensavano all’epilogo dei calci di rigore. Bertuccelli come Loprieno, che “purgò” il Casina nella finale del 2008.

Per la cronaca, parte meglio la Borzanese, con Hoxha che impegna Fava due volte coèn interventi non facili. Bertuccelli risponde di testa, spedendo a lato. Simone Pè suona la carica con una bordata da lontano che fa la barba al palo.

Nella ripresa calano i ritmi, anche i tifosi seguono l’andazzo in campo e dei duemila del Maracanà di Carpineti sono in pochi a seguire con entusiasmo il match. Sempre Hoxha e Bertuccelli impegnano i portieri avversari nella seconda frazione, senza scalfire lo 0-0 iniziale. Nel primo tempo supplementare, la zampata di Bertuccelli che raccoglie il cross di Cagni, si libera di Martino e scarica di potenza in rete. Esplode la torcida granata.

La Borzanese è al tappeto e non trova le forze per rispondere. E’ l’epilogo. Ferrari non illumina, Zampino è impalpabile. Il solo Gabriele Ametta, talentuoso classe 2000 eletto man of the match, e Simone Pè non bastano.

Nello stesso Gatta, la prova di Malivojevic non convince appieno, ma un Dallari mostruoso e due generosissimi Cagni e Batchouo fanno pendere l’ago in favore dei granata.

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