Doping: due mesi di squalifica per Sara Errani
Tennis, l’ex stella del Ct Albinea si difende: «Contaminazione da cibo, mai assunto sostanze vietate»
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ALBINEA. Sara Errani, che anni fa è stata uno dei punti di forza del Ct Albinea, è risultata positiva al doping. La conferma è arrivata ieri dalla federazione internazionale di tennis, che dal suo sito annuncia che la tennista romagnola è stata sospesa per due mesi a partire dal 3 agosto. Tornerà quindi in campo il 3 ottobre.
La tennista è risultata positiva a un test, effettuato durante un controllo metre si trovava a casa dei genitori. Nelle urine è stata rilevata un sostanza proibita, il letrozolo, un ormone che figura tra le sostanze messe all'indice dalla Wada. Sara Errani verrà quini privata dei risultati acquisiti tra il 16 febbraio (data della raccolta dei campioni) e il 7 giugno, con conseguente perdita dei punti nella classifica e dei premi vinti. L’atleta ieri s’è difesa con un tweet in cui sottolinea di «Non aver mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita».
«Sono molto arrabbiata - si legge - ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non aver fatto nulla di male e di non aver commesso nessuna negligenza nei confronti del programma antidoping».
La Errani spiega la presenza del letronzolo nel campione di urine prelevato il 16 febbraio scorso. «È una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l'unica ipotesi è una contaminazione del cibo».
«Questa ipotesi - sottolinea - è stata ulteriormente supportata da un test sui capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta. È stato sperimentalmente verificato che l’assunzione di una quantità pari o superiore a quella di una singola compressa di Femata produce una quantità di letrozolo rilevabile nei capelli di chi l’assume. Nei miei capelli non ne è stata trovata la minima traccia. Questo evidenzia che la quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a una singola compressa, in accordo con un’ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato. I risultati di questi esperimenti non sono stati ammessi come prove a mio favore per via di un cavillo legale».
La tennista è risultata positiva a un test, effettuato durante un controllo metre si trovava a casa dei genitori. Nelle urine è stata rilevata un sostanza proibita, il letrozolo, un ormone che figura tra le sostanze messe all'indice dalla Wada. Sara Errani verrà quini privata dei risultati acquisiti tra il 16 febbraio (data della raccolta dei campioni) e il 7 giugno, con conseguente perdita dei punti nella classifica e dei premi vinti. L’atleta ieri s’è difesa con un tweet in cui sottolinea di «Non aver mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita».
«Sono molto arrabbiata - si legge - ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non aver fatto nulla di male e di non aver commesso nessuna negligenza nei confronti del programma antidoping».
La Errani spiega la presenza del letronzolo nel campione di urine prelevato il 16 febbraio scorso. «È una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l'unica ipotesi è una contaminazione del cibo».
«Questa ipotesi - sottolinea - è stata ulteriormente supportata da un test sui capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta. È stato sperimentalmente verificato che l’assunzione di una quantità pari o superiore a quella di una singola compressa di Femata produce una quantità di letrozolo rilevabile nei capelli di chi l’assume. Nei miei capelli non ne è stata trovata la minima traccia. Questo evidenzia che la quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a una singola compressa, in accordo con un’ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato. I risultati di questi esperimenti non sono stati ammessi come prove a mio favore per via di un cavillo legale».
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