L’amarezza di Eberini «Così salta tutto, rimettiamo i vincoli»
Lo sfogo del preparatore dei portieri delle Terre Matildiche «Così Falk e Reggio Calcio mi hanno portato via due atleti»
REGGIO EMILIA. «Questi sono i due portieri che hanno vinto il premio come n° 1 della categoria giovanissimi nei due ultimi Tornei della Montagna». Comincia così un post su Facebook dell’ex portiere granata Sergio Eberini, oggi responsabile tecnico e preparatore dei portieri della società dilettantistica Terre Matildiche, nonché collaboratore di William Vecchi per quel che riguarda l’allenamento dei portieri della Reggiana. E sulle prime il post sembra davvero esprimere legittima soddisfazione per i due giovani della “covata”.
Poi però il post diventa uno sfogo. Di un calciatore di cui tutto il popolo granata aveva già intravisto le grandi doti umane. E di un uomo di sport di un educatore che l’intero movimento calcistico reggiano ha imparato ad apprezzare. «Tutti e due - scrive Eberini su Facebook, riferendosi ai due giovani portieri cresciuti alla sua scuola - sono stati portieri delle Terre Matildiche per diversi anni, li ho allenati per lungo tempo, ho cercato di trasmettere loro la mia esperienza, non ho mai dubitato del loro impegno, non credo di averli trattati male, si ogni tanto li mettevo di fronte alle loro difficoltà e cercavo di stimolarli a migliorarsi.
Ora se ne sono andati, uno alla Reggio Calcio dei miei amici (e guardati!) Menozzi e Venturi l'altro alla FalkGalileo dal mio amico (E guardati !) Lancetti. Non sto a sindacare sulle scelte e sull'ambizione naturale (dei genitori) dei due, se fosse stata una società professionistica li avrei portati io a piedi. Ora mi domando: che hanno queste due società di diverso dalle Terre? Boh. Sì, mi rispondo: non hanno Sergio Eberini» . Poi nei commenti al post segue un piccato botta e risposta tra lo stesso Eberini e Fabio Venturi, il dirigente della Reggio Calcio citato dal portierone granata.
Insomma il tema è caldo, caldissimo, come peraltro si capiva dallo sfogo - pubblicato dalla Gazzetta - dello stesso presidente delle Terre Matildiche, Sergio Fedi.
«Il problema - dice Eberini -non è soltanto che oggi io devo cercarmi altri due portieri. Lo farò e sarà per me una nuova sfida perché non vado a caccia, ma magari faccio crescere qualcuno dei miei, come ho fatto in questi anni. Ma il problema non è soltanto delle Terre Matildiche. È tutto il sistema che così non può funzionare». E adesso cosa si può fare per rimettere le cose a posto.
«Da u n lato le società dilettantistiche devono tornare ad avere un ruolo soprattutto sociale. Dal canto nostro, alle Terre Matildiche, non indietreggiamo di un centimetro da questo punto di vista. Andiamo nelle scuole, non solo con il calcio ma anche con la pallavolo perché per noi la scuola è fondamentale. Sa quante volte ho mandato in tribuna dei ragazzi perché non si impegnavano a scuola? Li facevo allenare, ma poi per la partita si accomodano in tribuna. Prima provo a fare degli uomini, poi voglio che si divertano e stiano lontani il più possibile dalle cazzate, ovvero dai rischi che gli adolescenti corrono quotidianamente. Poi se sono anche bravi e hanno soddisfazione, meglio ancora. Ma questo - dice Eberini - non dipende dalla squadra ma dalle qualità del singolo».
Ma tant’è: il calciomercato denunciato pubblicamente dal presidente delle Terre Matildiche Sergio Fedi sembra non volersi fermare. E allora che fare? Eberini ha una idea che è insieme una provocazione: un ritorno al passato con la ri-adozione del vincolo societario. «Una volta esisteva - spiega - poi è stato tolto con una serie di escamotage e purtroppo, questo è il risultato. Tu facevi firmare il ragazzo e i genitori un vincolo con la società per la quale era tesserato. E se questi voleva un giorno cambiare squadra doveva pagare una sorta di risarcimento alla società che lasciava. In questo modo, credo che oggi molte di queste società cosiddette “più competitive” metterebbero giù le voglie».
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