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Ok a tamburi e megafoni ma gli ultrà ora rischiano

di Juri Panciroli
Ok a tamburi e megafoni ma gli ultrà ora rischiano

Calcio serie C, ieri in prefettura la riunione con i vertici di Reggiana e Sassuolo Accanto alle concessioni, decisa la linea dura verso le intemperanze dei tifosi

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REGGIO EMILIA. Si è parlato della Var, la principale novità del massimo campionato di calcio, che è stata montata anche al “Città del Tricolore” in vista delle partite casalinghe del Sassuolo. Ma alla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è discusso soprattutto del prossimo campionato della Reggiana e delle nuove norme che regolano la partecipazione dei tifosi alle partite di calcio.

Perché sono i tifosi della Reggiana, assai più di quelli del Sassuolo (decisamente meno numerosi e più acerbi almeno dal punto di vista del tifo organizzato) a destare più di un motivo di preoccupazione. E questo, alla luce degli ultimi episodi che avrebbero visto protagonisti gruppi di sostenitori granata. In particolare, i vertici delle forze dell’ordine hanno citato le intemperanze granata nelle partite dello scorso campionato contro il Modena e il Parma e nello scontro con il Venezia primo della classe. Così, nella riunione di ieri mattina, da parte dei vertici delle forze dell’ordine è stata anticipata quella che sarà una sorta di linea dura nei confronti di eventuali reati che venissero commessi anche e soprattutto al di fuori dello stadio cittadino. Fin qui il bastone, ancorché soltanto “minacciato”. A fare da contrappunto, la “carota”, costituita da norme meno stringenti verso le tifoserie organizzate. Norme che prendono le mosse dalla abolizione - salutata con scene di giubilo da tutte le tifoserie organizzate - della tessera del tifoso. E che continuano con la reintroduzione dentro gli stadi di quelli che nella nota diffusa ieri dalla prefettura di Reggio vengono etichettati come “dispositivi sonori da parte delle tifoserie”. Sono i megafoni e i tamburi, l’anno scorso banditi dalle curve. Ora rientrano, ma “accompagnati”. Ogni tamburo e ogni megafono avrà in sostanza un “padre”, ovvero un tifoso che verrà ritenuto responsabile dell’eventuale utilizzo improprio di questi strumenti.

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