«Sono cresciuto con Mourinho in granata voglio tornare grande»
di Juri Panciroli
Aiman Napoli era uno dei giocatori più promettenti della Primavera dell’Inter nella stagione 2008/09 Marco Crocchianti certo delle proprie doti: «Sono un difensore grintoso, veloce e sempre attento»
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REGGIO EMILIA. Prime parole in granata per Aiman Napoli e Marco Crocchianti.«Era la mia priorità e da un mese lavoravo per essere pronto a venire qua. Staff e tifosi mi hanno accolto bene e spero di ripagare la fiducia». Il neo attaccante granata è contento della chiamata da parte della Reggiana ed è già pronto per giocare avendo iniziato l’11 luglio il ritiro con il Renate.
«Conoscete già il mio valore: corro tanto e mi piace far segnare i compagni, anche se qualche volta mi piace farli».
Una grave malattia agli esordi, artrite reumatoide, lo aveva costretto a smettere. «All’Inter ero considerato una promessa, ma dopo un anno a Modena e uno molto buono a Crotone che mi avrebbe proiettato in Serie A, la malattia mi ha fermato. Ho avuto paura di dover smettere, o addirittura perdere la vita. Un miracolo, forse il Signore o la mia forza di volontà e, dopo due anni son tornato a giocare ma è stata dura. A Prato il mio ex allenatore della Primavera mi aiutò e pian piano ho ripreso, poi andai a Pisa adeguandomi ad un ruolo insolito, poi un trauma alla caviglia mi fermò altri 5 mesi perciò decisi di avvicinarmi a casa a Renate, in una realtà piccola ma con grossi valori. È stata un’annata strepitosa, finita ai playoff col Livorno. Mi resi conto del mio potenziale solo nella malattia e spero che questa sia la mia nuova occasione di tornare nel calcio che conta». Tanti ex compagni all’Inter sono decollati in Serie A. «Santon, Belec, Oby, Destro, Siligardi, Bolzoni e alcuni di loro li sento ancora, Balotelli non più da quando ha lasciato il Milan. Dopo 60 gol in Primavera Mourinho mi disse che doveva valorizzare i tanti attaccanti in rosa per rivenderli più avanti, quindi me ne andai in un Modena ambizioso ma con giocatori importanti in attacco come Pinardi, Bruno e Catellani. Restando all’Inter mi sarei avvicinato al grande calcio più piano». Due sponsor d’eccezione: mister Menichini e mister Foschi. «Menichini a Crotone mi fece sempre giocare con grandi prestazioni, tanto che mi contattò Conte a Siena, poi lo ritrovai a Pisa quando centrammo i playoff. C’è un bel rapporto di stima. Foschi è una persona eccezionale e un grande allenatore. È suo il merito del miracolo a Renate e, appena ha saputo della possibilità di arrivare a Reggio, mi ha spinto parlando di organizzazione, stadio e tifosi».
Meno prolisso ma certo dei suoi mezzi è il difensore Marco Crocchianti: «Vengo da due anni dove ho giocato poco e vorrei dare il massimo per questa maglia, in una piazza che mi ha accolto bene. Non vedo l’ora di iniziare. Ho fatto la preparazione con lo Spezia quindi sono pronto per scendere in campo, sono un difensore centrale aggressivo, grintoso, veloce, sempre sull’uomo e mi piace l’uno contro uno. Tre settimane fa è arrivata dal direttore Andrissi questa possibilità e l’ho sfruttata. Nel match di Tim Cup avevo notato una buona squadra, che ha tenuto bene nel primo tempo con pressing alto e lottando su ogni palla prima che i ritmi della Serie B la mettessero in difficoltà nella ripresa».
«Conoscete già il mio valore: corro tanto e mi piace far segnare i compagni, anche se qualche volta mi piace farli».
Una grave malattia agli esordi, artrite reumatoide, lo aveva costretto a smettere. «All’Inter ero considerato una promessa, ma dopo un anno a Modena e uno molto buono a Crotone che mi avrebbe proiettato in Serie A, la malattia mi ha fermato. Ho avuto paura di dover smettere, o addirittura perdere la vita. Un miracolo, forse il Signore o la mia forza di volontà e, dopo due anni son tornato a giocare ma è stata dura. A Prato il mio ex allenatore della Primavera mi aiutò e pian piano ho ripreso, poi andai a Pisa adeguandomi ad un ruolo insolito, poi un trauma alla caviglia mi fermò altri 5 mesi perciò decisi di avvicinarmi a casa a Renate, in una realtà piccola ma con grossi valori. È stata un’annata strepitosa, finita ai playoff col Livorno. Mi resi conto del mio potenziale solo nella malattia e spero che questa sia la mia nuova occasione di tornare nel calcio che conta». Tanti ex compagni all’Inter sono decollati in Serie A. «Santon, Belec, Oby, Destro, Siligardi, Bolzoni e alcuni di loro li sento ancora, Balotelli non più da quando ha lasciato il Milan. Dopo 60 gol in Primavera Mourinho mi disse che doveva valorizzare i tanti attaccanti in rosa per rivenderli più avanti, quindi me ne andai in un Modena ambizioso ma con giocatori importanti in attacco come Pinardi, Bruno e Catellani. Restando all’Inter mi sarei avvicinato al grande calcio più piano». Due sponsor d’eccezione: mister Menichini e mister Foschi. «Menichini a Crotone mi fece sempre giocare con grandi prestazioni, tanto che mi contattò Conte a Siena, poi lo ritrovai a Pisa quando centrammo i playoff. C’è un bel rapporto di stima. Foschi è una persona eccezionale e un grande allenatore. È suo il merito del miracolo a Renate e, appena ha saputo della possibilità di arrivare a Reggio, mi ha spinto parlando di organizzazione, stadio e tifosi».
Meno prolisso ma certo dei suoi mezzi è il difensore Marco Crocchianti: «Vengo da due anni dove ho giocato poco e vorrei dare il massimo per questa maglia, in una piazza che mi ha accolto bene. Non vedo l’ora di iniziare. Ho fatto la preparazione con lo Spezia quindi sono pronto per scendere in campo, sono un difensore centrale aggressivo, grintoso, veloce, sempre sull’uomo e mi piace l’uno contro uno. Tre settimane fa è arrivata dal direttore Andrissi questa possibilità e l’ho sfruttata. Nel match di Tim Cup avevo notato una buona squadra, che ha tenuto bene nel primo tempo con pressing alto e lottando su ogni palla prima che i ritmi della Serie B la mettessero in difficoltà nella ripresa».
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