Eroico tris di ori per Paltrinieri a Taipei
Il 22enne azzurro vince per la prima volta nei 10 km fondo dopo i successi con record nei 1.500 e negli 800 stile libero
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NOVELLARA. Gregorio Paltrinieri supera ogni confine e diventa eroe dei due mondi. A Taipei (Taiwan) l’azzurro conquista la prova dei 10 km di fondo alle Universiadi 2017. Una vittoria netta, messa in cassaforte sin dalle prime bracciate e che sancisce la superiorità del nuotatore cresciuto sportivamente a Novellara nella manifestazione e nel panorama internazionale.
Prima di ieri, infatti, Greg aveva conquistato le finali dei 1.500 e degli 800 stile libero, suggellando i due passaggi sul gradino più alto del podio con i record della competizione. Successi importanti, sì, ma il trionfo di ieri ha un sapore ancora più speciale. Mai prima della rassegna asiatica, infatti, l’atleta delle Fiamme Oro s’era imposto sulla distanza dei 10mila metri. Fino al 26 marzo di quest’anno, il giovane nuotatore (è nato nel 1994) non si era mai cimentato davvero nella specialità. Quel giorno gareggia a Eliat (Israele) in Coppa Len, sigla che indica la Lega europea del nuoto.
Giunge quarto, non certo un piazzamento alla Paltrinieri, un atleta nel cui palmarès vi sono più ori nelle competizioni nazionali e internazionali (27 in tutto) che anni sulla carta d’identità (23 a settembre). Gregorio però non molla e continua ad allenarsi. Il 21 luglio è nelle tirreniche acque della Toscana per cimentarsi nella staffetta in mare aperto tra Piombino e Cavo. La lunghezza della gara è di 10 mila metri, proprio come quelli che affronta in Asia... con il brivido prima del via.
Più che brivido, in realtà sarebbe meglio parlare di bollore. La gara, infatti, era a rischio prima della partenza per la temperatura fatta segnare dal termometro. Prima dello start il valore è di 30,5 gradi centigradi. La temperatura massima consentita è di 31 gradi, mezzo grado in più. Un’inezia, che avrebbe potuto negare all’azzurro la gioia del trionfo, come gli antichi romani indicavano chi si laurea tre volte campione in battaglia.
E campione, seppur in vasca, Gregorio lo è lo dimostra sin dalle prime bracciate. Sono cinque i giri da percorrere nel tracciato al largo della capitale di Taiwan e già dalla prima l’azzurro è nel gruppo di testa. Vi rimane fino all’ultimo passaggio, quello in cui il brasiliano Allan Do Carmo cerca l’allungo che gli potrebbe consegnare l’oro. Paltrinieri non molla e fa ciò a cui è abituato chi lo vede nuotare nei più corti 1.500 metri, da sempre la sua gara. L’azzurro mette la freccia, allunga la bracciata, saluta e se ne va.
È il bottone magico della Mercedes di Formula 1 applicato al nuoto, il marchio di fabbrica del campione. Paltrinieri chiude il percorso in 1h 54’ 52” 4, staccando di quasi nove secondi il tedesco Soeren Detlef Meissner (1 h 55’ 01” 5) e di oltre 27 secondi il polacco Pawel Pilowski (1h 55’ 19” 6). Un’enormità pure sulle lunghe distanze, che consegnano a un nuotatore già negli annali il terzo oro delle Universiadi.
Una rassegna cui aveva preso parte, appena due anni fa, il nuotatore-amico Mattia Dall’Aglio. Era il 2015 e l’edizione fu disputata in un’altra città asiatica: Gwangju, città della Corea del Sud. Il reggiano lo saluta prima della partenza dei Mondiali 2017 a Budapest (in cui Paltrinieri stravince il titolo nei 1.500 metri stile libero). Paltrinieri lo torna a trovare nella città del Tricolore, abbracciandolo per un’ultima volta dopo la morte di Mattia, fermato a 24 anni da un arresto cardiaco in una piscina di Modena, non lontano dalla strada che conduce a Carpi, dove Gregorio è nato.
Al funerale l’azzurro tiene in mano la cuffia indossata dal reggiano prima di partire per l’Asia, saluta la famiglia Dall’Aglio e torna a Roma per poi affrontare il viaggio verso l’Universiade. Le lacrime di Paltrinieri riflettono l’altro mondo di Gregorio, l’aspetto umano che non si nota in vasca, in cui appare uno squalo assetato di vittoria. L’acqua è il suo (altro) mondo, così come fino a ieri il nuoto di fondo era un’altra dimensione rispetto alla piscina. Con il terzo oro di Taipei Greg fonde le due dimensioni: a 22 anni è l’eroe dei due mondi.
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Prima di ieri, infatti, Greg aveva conquistato le finali dei 1.500 e degli 800 stile libero, suggellando i due passaggi sul gradino più alto del podio con i record della competizione. Successi importanti, sì, ma il trionfo di ieri ha un sapore ancora più speciale. Mai prima della rassegna asiatica, infatti, l’atleta delle Fiamme Oro s’era imposto sulla distanza dei 10mila metri. Fino al 26 marzo di quest’anno, il giovane nuotatore (è nato nel 1994) non si era mai cimentato davvero nella specialità. Quel giorno gareggia a Eliat (Israele) in Coppa Len, sigla che indica la Lega europea del nuoto.
Giunge quarto, non certo un piazzamento alla Paltrinieri, un atleta nel cui palmarès vi sono più ori nelle competizioni nazionali e internazionali (27 in tutto) che anni sulla carta d’identità (23 a settembre). Gregorio però non molla e continua ad allenarsi. Il 21 luglio è nelle tirreniche acque della Toscana per cimentarsi nella staffetta in mare aperto tra Piombino e Cavo. La lunghezza della gara è di 10 mila metri, proprio come quelli che affronta in Asia... con il brivido prima del via.
Più che brivido, in realtà sarebbe meglio parlare di bollore. La gara, infatti, era a rischio prima della partenza per la temperatura fatta segnare dal termometro. Prima dello start il valore è di 30,5 gradi centigradi. La temperatura massima consentita è di 31 gradi, mezzo grado in più. Un’inezia, che avrebbe potuto negare all’azzurro la gioia del trionfo, come gli antichi romani indicavano chi si laurea tre volte campione in battaglia.
E campione, seppur in vasca, Gregorio lo è lo dimostra sin dalle prime bracciate. Sono cinque i giri da percorrere nel tracciato al largo della capitale di Taiwan e già dalla prima l’azzurro è nel gruppo di testa. Vi rimane fino all’ultimo passaggio, quello in cui il brasiliano Allan Do Carmo cerca l’allungo che gli potrebbe consegnare l’oro. Paltrinieri non molla e fa ciò a cui è abituato chi lo vede nuotare nei più corti 1.500 metri, da sempre la sua gara. L’azzurro mette la freccia, allunga la bracciata, saluta e se ne va.
È il bottone magico della Mercedes di Formula 1 applicato al nuoto, il marchio di fabbrica del campione. Paltrinieri chiude il percorso in 1h 54’ 52” 4, staccando di quasi nove secondi il tedesco Soeren Detlef Meissner (1 h 55’ 01” 5) e di oltre 27 secondi il polacco Pawel Pilowski (1h 55’ 19” 6). Un’enormità pure sulle lunghe distanze, che consegnano a un nuotatore già negli annali il terzo oro delle Universiadi.
Una rassegna cui aveva preso parte, appena due anni fa, il nuotatore-amico Mattia Dall’Aglio. Era il 2015 e l’edizione fu disputata in un’altra città asiatica: Gwangju, città della Corea del Sud. Il reggiano lo saluta prima della partenza dei Mondiali 2017 a Budapest (in cui Paltrinieri stravince il titolo nei 1.500 metri stile libero). Paltrinieri lo torna a trovare nella città del Tricolore, abbracciandolo per un’ultima volta dopo la morte di Mattia, fermato a 24 anni da un arresto cardiaco in una piscina di Modena, non lontano dalla strada che conduce a Carpi, dove Gregorio è nato.
Al funerale l’azzurro tiene in mano la cuffia indossata dal reggiano prima di partire per l’Asia, saluta la famiglia Dall’Aglio e torna a Roma per poi affrontare il viaggio verso l’Universiade. Le lacrime di Paltrinieri riflettono l’altro mondo di Gregorio, l’aspetto umano che non si nota in vasca, in cui appare uno squalo assetato di vittoria. L’acqua è il suo (altro) mondo, così come fino a ieri il nuoto di fondo era un’altra dimensione rispetto alla piscina. Con il terzo oro di Taipei Greg fonde le due dimensioni: a 22 anni è l’eroe dei due mondi.
Gabriele Farina
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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