Regia, dottor Jekyll e mister Hyde
di Andrea Munari
Squadra dai due volti nella sfida persa contro la Feralpisalò
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REGGIO EMILIA. L’esordio in campionato ha detto che la Reggiana è uscita sconfitta dal campo, con la Ferlapisalò che ha espugnato il Città del Tricolore per 2 a 1, quel che è certo però è che i segnali positivi ci sono stati, anche se alcune cose sono certamente da rivedere. La Reggiana è stata una squadra dai due volti, che dopo un primo tempo giocato a ritmi alti riuscendo a mettere in grande crisi l’avversario, è sparita nella ripresa, lasciando scoperto il fianco alle iniziative dell’avversario che non si è di certo fatto pregare per conquistare la vittoria.
I segnali per guardare con fiducia al campionato però ci sono, perché il primo tempo della Reggiana è stato di grande livello. La squadra è riuscita sempre a portare alto il pressing ogni volta che perdeva il pallone e, una volta trovato il pareggio ha continuato a premere sull'acceleratore presentandosi pericolosamente in più di un’occasione dalle parti di Caglioni. Tanto che se all’intervallo i granata fossero andati negli spogliatoi in vantaggio nessuno avrebbe potuto dire che non fosse meritato.
Il giovane Rosso sulla corsia di destra è stato un’autentica spina nel fianco della difesa avversaria, messa in crisi dalla sua velocità, anche se l’attaccante avrebbe volentieri barattato la rete con la vittoria «bene il mio gol, ma era meglio la vittoria. Ho cercato l’uno contro uno e con la palla sul sinistro ho tirato. Abbiamo giocato un ottimo calcio nel primo tempo, segnando però solo un gol». Carlini invece è sempre pericoloso quando si inserisce da dietro e può andare a riempire lo spazio vuoto in area di rigore. È vero che il jolly granata è sprecato a centrocampo, perché la squadra perde imprevedibilità in avanti, ma al momento è l’unico giocatore a disposizione del tecnico Leonardo Menichini che ha le caratteristiche per andare a far male alle difese avversarie partendo da dietro.
Un’altra lieta sorpresa è stato il debutto del giovane Crocchianti. In molti alla vigilia del match si chiedevano se il giovane appena arrivato da Spezia sarebbe stato pronto per giocare tra i “grandi” e, Crocchianti ha risposto presente, con la giusta sfrontatezza di chi è consapevole dei propri mezzi e non ha sbagliato praticamente nulla. E poi i tifosi, in più di 5.000 sugli spalti del Città del Tricolore ad incitare la squadra già da prima del fischio d’inizio. Durante il riscaldamento i sostenitori granata erano già sugli spalti, per far sentire a Cesarini e compagni il proprio sostegno. Durante il match poi i tifosi hanno sostenuto incessantemente la squadra, fino al triplice fischio del direttore di gara e, salutando poi i giocatori con un grande applauso al momento dell’uscita dal campo.
La partita però ha messo in evidenza anche cose meno positive, come l’intesa con Altinier e la condizione di Cesarini. Il bomber granata è costretto ad un lavoro sporco che gli toglie pericolosità in area di rigore e, probabilmente, avrebbe bisogno di un partner d’attacco più vicino a lui. Il Mago invece appare molto condizionato dal fastidio all’inguine, anche se non si risparmia mai. Quando accende la luce la Reggiana cambia improvvisamente passo, ma il dolore lo frena e non riesce a farlo per tutto l’arco della gara. In più schierato sulla sinistra appare molto sacrificato.
La condizione della squadra poi deve migliorare ancora molto, perché dopo il primo tempo giocato a ritmi alti la Reggiana è letteralmente scomparsa nella ripresa, con i giocatori sono apparsi sulle gambe. Alessandro Spanò al termine della gara ha voluto comunque guardare il bicchiere mezzo pieno «Le due partite diverse viste nei due tempi rispecchiano l’attuale Reggiana, con aspetti anche positivi nonostante il calo fisico. Nel primo tempo si è preso gol quasi subito nell’unica loro incursione, ma con calma abbiamo pareggiato e creato altre occasioni. Il peccato è stato andare negli spogliatoi 1-1, ma nella ripresa siamo tornati sotto subito e dopo non è facile recuperare di nuovo anche se ci abbiamo provato». Un dato evidente è che la panchina non è all’altezza dell’undici titolare, in tanti ruoli uguale a quello della passata stagione. I cambi hanno abbassato il livello qualitativo degli undici in campo. Se dall’altra parte poi hai di fronte una squadra che può permettersi di far entrare dalla panchina un elemento come Andrea Ferretti allora la strada per riuscire a portare a casa i tre punti si fa molto in salita.
Vedere poi Stefano Compagni in tribuna, a ridosso del terreno di gioco e non nel suo palco, che è rimasto vuoto, ha portato definitivamente alla luce tutte le frizioni societarie emerse durante l’estate. Dopo le accuse ricevuto attraverso Instagram il vice presidente della Reggiana ha preferito stare in disparte, assistere al match da solo, in mezzo ai tifosi presenti in tribuna, piuttosto che stare nel settore palchi, dove erano presenti Mike Piazza e tutti gli altri dirigenti granata.
I segnali per guardare con fiducia al campionato però ci sono, perché il primo tempo della Reggiana è stato di grande livello. La squadra è riuscita sempre a portare alto il pressing ogni volta che perdeva il pallone e, una volta trovato il pareggio ha continuato a premere sull'acceleratore presentandosi pericolosamente in più di un’occasione dalle parti di Caglioni. Tanto che se all’intervallo i granata fossero andati negli spogliatoi in vantaggio nessuno avrebbe potuto dire che non fosse meritato.
Il giovane Rosso sulla corsia di destra è stato un’autentica spina nel fianco della difesa avversaria, messa in crisi dalla sua velocità, anche se l’attaccante avrebbe volentieri barattato la rete con la vittoria «bene il mio gol, ma era meglio la vittoria. Ho cercato l’uno contro uno e con la palla sul sinistro ho tirato. Abbiamo giocato un ottimo calcio nel primo tempo, segnando però solo un gol». Carlini invece è sempre pericoloso quando si inserisce da dietro e può andare a riempire lo spazio vuoto in area di rigore. È vero che il jolly granata è sprecato a centrocampo, perché la squadra perde imprevedibilità in avanti, ma al momento è l’unico giocatore a disposizione del tecnico Leonardo Menichini che ha le caratteristiche per andare a far male alle difese avversarie partendo da dietro.
Un’altra lieta sorpresa è stato il debutto del giovane Crocchianti. In molti alla vigilia del match si chiedevano se il giovane appena arrivato da Spezia sarebbe stato pronto per giocare tra i “grandi” e, Crocchianti ha risposto presente, con la giusta sfrontatezza di chi è consapevole dei propri mezzi e non ha sbagliato praticamente nulla. E poi i tifosi, in più di 5.000 sugli spalti del Città del Tricolore ad incitare la squadra già da prima del fischio d’inizio. Durante il riscaldamento i sostenitori granata erano già sugli spalti, per far sentire a Cesarini e compagni il proprio sostegno. Durante il match poi i tifosi hanno sostenuto incessantemente la squadra, fino al triplice fischio del direttore di gara e, salutando poi i giocatori con un grande applauso al momento dell’uscita dal campo.
La partita però ha messo in evidenza anche cose meno positive, come l’intesa con Altinier e la condizione di Cesarini. Il bomber granata è costretto ad un lavoro sporco che gli toglie pericolosità in area di rigore e, probabilmente, avrebbe bisogno di un partner d’attacco più vicino a lui. Il Mago invece appare molto condizionato dal fastidio all’inguine, anche se non si risparmia mai. Quando accende la luce la Reggiana cambia improvvisamente passo, ma il dolore lo frena e non riesce a farlo per tutto l’arco della gara. In più schierato sulla sinistra appare molto sacrificato.
La condizione della squadra poi deve migliorare ancora molto, perché dopo il primo tempo giocato a ritmi alti la Reggiana è letteralmente scomparsa nella ripresa, con i giocatori sono apparsi sulle gambe. Alessandro Spanò al termine della gara ha voluto comunque guardare il bicchiere mezzo pieno «Le due partite diverse viste nei due tempi rispecchiano l’attuale Reggiana, con aspetti anche positivi nonostante il calo fisico. Nel primo tempo si è preso gol quasi subito nell’unica loro incursione, ma con calma abbiamo pareggiato e creato altre occasioni. Il peccato è stato andare negli spogliatoi 1-1, ma nella ripresa siamo tornati sotto subito e dopo non è facile recuperare di nuovo anche se ci abbiamo provato». Un dato evidente è che la panchina non è all’altezza dell’undici titolare, in tanti ruoli uguale a quello della passata stagione. I cambi hanno abbassato il livello qualitativo degli undici in campo. Se dall’altra parte poi hai di fronte una squadra che può permettersi di far entrare dalla panchina un elemento come Andrea Ferretti allora la strada per riuscire a portare a casa i tre punti si fa molto in salita.
Vedere poi Stefano Compagni in tribuna, a ridosso del terreno di gioco e non nel suo palco, che è rimasto vuoto, ha portato definitivamente alla luce tutte le frizioni societarie emerse durante l’estate. Dopo le accuse ricevuto attraverso Instagram il vice presidente della Reggiana ha preferito stare in disparte, assistere al match da solo, in mezzo ai tifosi presenti in tribuna, piuttosto che stare nel settore palchi, dove erano presenti Mike Piazza e tutti gli altri dirigenti granata.
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