«Quest’anno tanti club in lotta verso il vertice»
Bovo inserisce la Reggiana tra le formazioni che possono sperare nella vittoria del girone: «Per merito nostro la Feralpi è sembrata meno forte, questo fa ben sperare»
REGGIO EMILIA. «Primo tempo ottimo, intensità e palloni recuperati nella loro metà campo, dove erano raccolti cinque metri sopra l’area di rigore, ma nella ripresa abbiamo pagato il nuovo svantaggio senza più forze e capacità di reagire».Così la mezzala granata Andrea Bovo, in sala conferenze col figlio Nicolò, ieri ha analizzato la sconfitta contro la Feralpisalò. «Ci ha ucciso il gol su ripartenza dopo un’occasione nostra e, a inizio di stagione, dover recuperare due volte non è facile. È inutile il forcing se poi ti fanno girare a vuoto. Siamo stati bravi a recuperare il primo gol, ma non si doveva prendere il secondo perché la sensazione nel primo tempo era di avere la gara in mano. L’anno scorso perdemmo la prima, ma fu una gara più molle mentre stavolta avevamo una squadra forte che lotterà fino alla fine. Se qualcuno li ha giudicati meno forti è stato merito nostro e questo fa ben sperare se riusciremo a tenere per 90’».
I cinque cambi hanno creato confusione?
«Permettono di valorizzare la rosa, ma significa cambiare mezza squadra e già coi tre cambi non era facile trovare equilibri ma chi è entrato lo ha fatto in modo positivo».
A centrocampo serve qualcuno?
«Se arriva ben venga perché non siamo tanti, ma sono valutazioni societarie poi il mister farà le sue scelte e noi dovremo farci trovare pronti».
L’esperienza del mister potrà aiutare?
«È sempre il campo a parlare. Abbiamo il dovere di seguirlo sperando che ci porti ad ottimi risultati».
La società ha da poco rinnovato i contratti allo “zoccolo duro” e definito il nuovo CdA.
«Ero della Reggiana e non c’era l’obbligo di prolungare subito, evidentemente mi ritengono una pedina importante perché ho fatto bene l’anno scorso. Certo, più la società è organizzata meglio è anche per noi, ma non sono cose che ci riguardano».
Domenica vi attende una piazza storica come Trieste.
«Senza Parma e Venezia molte piazze sentiranno l’obbligo di vincere. Ci sono più pressioni ma è più stimolante perché l’ambiente è importante. Anche se il nostro stadio a volte è vuoto, è sempre meglio che giocare in certi campi dove ci sono le tribune piccole e il terreno di gioco è sempre rovinato. La Triestina ha buoni giocatori e un allenatore “martello” che conosco. Sarà ostica ed organizzata sulla corsa. A centrocampo ha Porcari che era con me a Spezia e Castiglia, molto forti. Se hanno visto il nostro primo tempo si preoccuperanno. Noi dovremo limitare gli errori e non prendere gol».
Le sue favorite?
«Padova, Pordenone, Vicenza e Feralpisalò, ma noi cercheremo di dare fastidio».
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