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«Non mi sentivo più parte della squadra»

di Riccardo Bellelli
«Non mi sentivo più parte della squadra»

Amedeo Della Valle spiega i motivi che l’hanno convinto a restare: «La presidente Ferrarini mi ha fatto aprire gli occhi»

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REGGIO EMILIA. È tornato, finalmente, il giocatore più discusso dell’estate biancorossa: Amedeo Della Valle si è riaggregato alla squadra e ha voluto dare la sua versione delle vicende che lo hanno visto protagonista negli scorsi mesi.

La guardia della Pallacanestro Reggiana alla fine è rimasta a Reggio Emilia e ha confermato quanto già anticipato da Alessandro Frosini, alla fine le parti hanno trovato un gentlemen agreement che ha in qualche modo soddisfatto tutti anche se qualche frizione c’è stata e lo stesso giocatore ha confermato: «È stata un’estate lunga e complicata per entrambe le parti e certe cose dette con la società inizialmente sono state riviste».
Chi ha lavorato alacremente per convincerlo è stata la presidente Ferrarini: «Ho ricevuto tante telefonate da lei, tanti messaggi - rivela Della Valle - mi ha detto cose che sotto il punto di vista umano mi hanno fatto aprire gli occhi e mi hanno convinto a restare. Mi ha fatto sentire partecipe di qualcosa di cui non mi sentivo più tanto partecipe».
 
Quindi alla fine è felice di restare?
«Abbiamo trovato un accordo che ha soddisfatto me e la società. Sono contento di poter giocare con questo gruppo, so che sarà dura e che dovremo impegnarci molto per arrivare in alto perché forse quest’anno partiamo da un po’ più in basso».
 
Cosa pensa delle voci girate in estate?
«Ho letto tante cose e devo dire che certe cifre che sono state pubblicate non erano corrette. Certo che ho visto giocatori che hanno vinto titoli e medaglie con dei buyout più bassi del mio, si vede che la società voleva decisamente tenermi».
 
Il suo rapporto con Menetti?
«Capita di avere delle divergenze, fa parte del gioco. Durante gli scorsi playoff c’è stato qualcosa ma ora si riparte per una nuova annata con un nuovo gruppo».
 
Perché voleva andarsene?
«Avevo chiesto al mio agente di trovare una sistemazione diversa perché mi sentivo pronto per altro e c’erano stati episodi che non mi erano piaciuti».
 
Ora però lei sarà uno dei giocatori di riferimento della squadra?
«Vedremo, come accade sempre sarà il campo a parlare».
 
Un’altra delusione è stata la mancata convocazione di Messina per l’Europeo. Le ha spiegato il perché?
«Mi ha detto che era indeciso se portare me o andare con 3 play e alla fine ha optato per quella soluzione».
 
Mussini ha espresso grande felicità per il suo ritorno a Reggio. Con lui c’è un’amicizia particolarmente forte?
«È un amico, mi ha spesso chiamato per chiedermi se restavo ma non era così facile. Abbiamo un buon rapporto fuori dal campo, ma quello che conta è il rapporto in campo. Spero ci toglieremo tante soddisfazioni insieme».
 
Come giudica la nuova Grissin Bon?
«Difficile dare un giudizio ora, vedremo più avanti. Ci sono tanti giovani, tante scommesse, ma abbiamo anche giocatori di profilo europeo come Markoishvili e Cervi».
 

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