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Il padre di Bulega: «A Misano tanto tifo Nicolò farà bene»

di Matteo Spadoni
Il padre di Bulega: «A Misano tanto tifo Nicolò farà bene»

MONTECCHIO. «Nicolò è cresciuto troppo in fretta, da lui ci si aspetta sempre troppo. Ha grandi qualità, ma resta ancora un ragazzino». Prova a proteggere suo figlio, Davide Bulega, primo tifoso di...

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MONTECCHIO. «Nicolò è cresciuto troppo in fretta, da lui ci si aspetta sempre troppo. Ha grandi qualità, ma resta ancora un ragazzino». Prova a proteggere suo figlio, Davide Bulega, primo tifoso di Nicolò, la promessa reggiana del motociclismo che partecipa per la seconda stagione consecutiva al Mondiale Moto3 con lo Sky Racing Team.

Signor Bulega ci parli del vostro passato a Reggio Emilia e del vostro legame con il territorio...

«Io sono nato a Torino, ma all'età di due anni venni a vivere prima a S'Ilario D'enza e poi a Taneto di Gattatico: mio padre Bruno, prima di dar vita alla sua azienda, la Crane Service è stato per anni direttore tecnico alla Fagioli. Siamo molto legati al nostro territorio, ma dopo la scomparsa di mio padre, io, mia moglie e mio figlio abbiamo pensato di venire a vivere in Riviera per agevolare gli allenamenti a Nicolò che fin da piccolissimo aveva manifestato la passione per le due ruote. A Reggio Emilia di piste di Minimoto non ce ne sono, qui ce n’è una ogni 600 metri».

Come ha trasmesso la sua passione dei motori a Nicolò? «Ho corso fino al 2001, Nicolò è nato nel 1999 e da quel giorno mia moglie e mio figlio me li sono sempre portati con me in giro per il mondo; successivamente al mio ritiro, feci con mio padre un team (Lightspeed Kawasaki Supported) e Nicolò è cresciuto nei paddock di tutto il mondo. Mi ascoltava mentre parlavo con i meccanici e con i miei piloti, era affascinato. Nel 2003, eravamo in vacanza a Riccione, era una giornata nuvolosa e mia moglie mi invitò a portare Nicolò a girare in una pista di minimoto con delle moto a noleggio. Da quel momento, non ha mai smesso e sono già passati 14 anni nonostante Nicolò ne ha appena 17, sembra incredibile ma è tutto vero».

Dopo lo strepitoso campionato dello scorso anno, Nicolò quest’anno sembra in difficoltà. Secondo lei perché?

«Problemi grandi non ne vedo, la Moto3 è una categoria dove le "sfumature" sono determinanti, ecco, mancano le sfumature».

Da ex motociclista e soprattutto da padre dove deve ancora migliorare Nicolò ?

«Nicolò è cresciuto molto in fretta, da lui ci si aspetta sempre molto, forse troppo, ha solo 17 anni, praticamente un ragazzino; deve migliorare un po' dappertutto, per questo però deve avere la gente giusta al suo fianco. Stiamo tutti lavorando per metterlo nelle migliori condizioni, e sono sicuro che presto, tornerà a piacere a tanti».

Lei pensa che Nicolò sia maturo per il salto in Moto2? Quali le difficoltà che potrebbe incontrare?

«Quanto a capacità, non ho dubbi che sia pronto al salto in Moto2. Ma poi serve l’esperienza e sotto questo profilo credo occorra fare molta attenzione, ha solo 17 anni, non dobbiamo fare passi sbagliati proprio ora».

A Misano si gioca in casa, con una tribuna gremita di tanti tifosi che arriveranno da tante parti d'Italia appositamente per Nicolò, quale pensa sia l'obiettivo ?

«Abitiamo a 4 chilometri dal circuito. La carica agonistica è fortissima, anche noi addetti ai lavori o semplici accompagnatori, siamo a mille, Nicolò avrà una spinta in più dai tifosi, l'anno scorso a sfiorato il podio per qualche decimo di secondo, quest'anno ci proverà con tutte le sue forze, ne sono convinto».

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