Reggiana dal cuore grande e dalla panchina piccola
di Andrea Munari
Il pari strappato con grande carattere da una sqaudra rimasta in dieci per un’ora ha messo in evidenza la dipendenza da Carlini e Cesarini e le poche alternative
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Una Reggiana grintosa, che ha gettato letteralmente il cuore oltre l’ostacolo e che è tornata a casa dalla trasferta di Trieste con un punto importante in tasca. Un punto fondamentale, per iniziare subito a muovere la classifica dopo la sconfitta all’esordio contro la Feralpisalò e, soprattutto, un punto che fa morale per il modo in cui è arrivato. Quello che ha maggiormente impressionato della squadra nella sfida di Trieste è stato lo spirito messo sul campo dai giocatori che, rimasti in dieci per oltre un’ora di gioco, hanno indossato l’elmetto e si sono preparati alla battaglia, senza mai tirarsi indietro. La Reggiana a Trieste nella ripresa è cresciuta, ha lottato e non ha fatto vedere di essere in inferiorità numerica, stringendo le maglie in difesa e provando a tenere gli avversari lontano dalla propria area di rigore.
CARLINI & CESARINI. La sfida di Trieste ha evidenziato ancora di più come la formazione granata dipenda da Carlini e Cesarini, sono loro i giocatori più pericolosi a disposizione di mister Menichini e, è da loro che la manovra della Reggiana si accende. Carlini ha lottato come un leone per tutti i novanta minuti di gioco.
A centrocampo ha recuperato palloni e rincorso avversari come un vero centrocampista e, ogni volta che ne ha avuto l’occasione ha provato a farsi vedere anche in fase offensiva, dando imprevedibilità alla manovra grazie alle suo doti nell’uno contro uno. Cesarini invece ha giganteggiato contro i giocatori alabardati. Ha fatto gol, ha subito falli come una vera prima punta quando la squadra aveva bisogno di rifiatare e, nella prima frazione di gioco, ha salvato sulla linea di porta un colpo di testa di Arma che stava già facendo gridare al gol i tifosi locali.
L’altro aspetto fondamentale è che, nonostante il continuo dolore all’inguine, il Mago è riuscito a rimanere in campo per quasi tutta la durata della gara. Il giovane Rosso è un’altra nota positiva della giornata. L’esterno di proprietà della Pro Vercelli, dopo il gol all’esordio contro la Feralpisalò, è riuscito spesso a rendersi pericoloso sulla corsia di destra, creando scompiglio nella difesa della Triestina grazie alla sua velocità. E’ stato poi costretto ad uscire dal campo quando, a causa dell’espulsione di Rozzio, i granata sono rimasti in dieci uomini.
L’ESPULSIONE. E proprio l’espulsione di Rozzio ha fortemente condizionato la partita della Reggiana che, avanti di un gol, aveva il pieno controllo sul match. Il difensore centrale ha subito due ammonizioni in appena 3’ e, soprattutto il primo cartellino giallo è apparso evitabile visto che è stato subito per aver disturbato il portiere avversario su un rinvio. Oltretutto , l’espulsione di Rozzio ha messo in evidenza anche l’altro grande limite di questa squadra che ha forse la panchina più corta tra le squadre che hanno ambizioni d’alta classifica.
INCUBO GOL. In casa Reggiana sta poi tornando l’incubo della prima punta. Anche a Trieste Altinier non è mai riuscito a rendersi pericoloso e il tecnico ha deciso di lasciarlo negli spogliatoi dopo l’intervallo per inserire un altro difensore. Un segnale forte al giocatore che, però, non ha di certo nelle sue corde il ruolo che gli viene chiesto in questo momento in granata. Probabilmente con un altro giocatore offensivo al suo fianco potrebbe rendere di più e fare quello che gli viene meglio, ovvero fare gol. La Reggiana infatti non riesce quasi mai ad essere pericolosa nell’area avversaria e, le uniche conclusioni verso la porta arrivano con dei tiri dalla distanza.
La Reggiana, inoltre, fa una fatica immane a difendere sul calci da fermo. Anche a Trieste i giocatori di casa hanno spesso sovrastato i granata. Elemento questo accentuato ancora una volta dalla prematura espulsione di Rozzio che, per caratteristiche, era certamente quello più indicato a fronteggiare elementi come Arma e Pozzebon sul gioco aereo, mentre un giocatore come Spanò, fenomenale nella lettura del gioco e nell’anticipo, è sicuramente più bravo quando può permettersi di tenere alta la linea difensiva e non avere sempre gli avversari in area di rigore.
CARLINI & CESARINI. La sfida di Trieste ha evidenziato ancora di più come la formazione granata dipenda da Carlini e Cesarini, sono loro i giocatori più pericolosi a disposizione di mister Menichini e, è da loro che la manovra della Reggiana si accende. Carlini ha lottato come un leone per tutti i novanta minuti di gioco.
A centrocampo ha recuperato palloni e rincorso avversari come un vero centrocampista e, ogni volta che ne ha avuto l’occasione ha provato a farsi vedere anche in fase offensiva, dando imprevedibilità alla manovra grazie alle suo doti nell’uno contro uno. Cesarini invece ha giganteggiato contro i giocatori alabardati. Ha fatto gol, ha subito falli come una vera prima punta quando la squadra aveva bisogno di rifiatare e, nella prima frazione di gioco, ha salvato sulla linea di porta un colpo di testa di Arma che stava già facendo gridare al gol i tifosi locali.
L’altro aspetto fondamentale è che, nonostante il continuo dolore all’inguine, il Mago è riuscito a rimanere in campo per quasi tutta la durata della gara. Il giovane Rosso è un’altra nota positiva della giornata. L’esterno di proprietà della Pro Vercelli, dopo il gol all’esordio contro la Feralpisalò, è riuscito spesso a rendersi pericoloso sulla corsia di destra, creando scompiglio nella difesa della Triestina grazie alla sua velocità. E’ stato poi costretto ad uscire dal campo quando, a causa dell’espulsione di Rozzio, i granata sono rimasti in dieci uomini.
L’ESPULSIONE. E proprio l’espulsione di Rozzio ha fortemente condizionato la partita della Reggiana che, avanti di un gol, aveva il pieno controllo sul match. Il difensore centrale ha subito due ammonizioni in appena 3’ e, soprattutto il primo cartellino giallo è apparso evitabile visto che è stato subito per aver disturbato il portiere avversario su un rinvio. Oltretutto , l’espulsione di Rozzio ha messo in evidenza anche l’altro grande limite di questa squadra che ha forse la panchina più corta tra le squadre che hanno ambizioni d’alta classifica.
INCUBO GOL. In casa Reggiana sta poi tornando l’incubo della prima punta. Anche a Trieste Altinier non è mai riuscito a rendersi pericoloso e il tecnico ha deciso di lasciarlo negli spogliatoi dopo l’intervallo per inserire un altro difensore. Un segnale forte al giocatore che, però, non ha di certo nelle sue corde il ruolo che gli viene chiesto in questo momento in granata. Probabilmente con un altro giocatore offensivo al suo fianco potrebbe rendere di più e fare quello che gli viene meglio, ovvero fare gol. La Reggiana infatti non riesce quasi mai ad essere pericolosa nell’area avversaria e, le uniche conclusioni verso la porta arrivano con dei tiri dalla distanza.
La Reggiana, inoltre, fa una fatica immane a difendere sul calci da fermo. Anche a Trieste i giocatori di casa hanno spesso sovrastato i granata. Elemento questo accentuato ancora una volta dalla prematura espulsione di Rozzio che, per caratteristiche, era certamente quello più indicato a fronteggiare elementi come Arma e Pozzebon sul gioco aereo, mentre un giocatore come Spanò, fenomenale nella lettura del gioco e nell’anticipo, è sicuramente più bravo quando può permettersi di tenere alta la linea difensiva e non avere sempre gli avversari in area di rigore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
