«L’Europeo mancato? La rabbia ormai è passata»
di Linda Pigozzi
Costretto a lasciare la Nazionale per un guaio al ginocchio, Cervi ora sta meglio «Se oggi avrò l’ok dei medici, potrò giocare qualche minuto al torneo di Parma»
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REGGIO EMILIA. «Rabbia? No, anche perché di solito me la faccio durar poco. Certo mi dispiace non essere in Nazionale adesso. La sto seguendo con attenzione e sono molto contento per questa qualificazione agli ottavi».
Riccardo Cervi è stato costretto ad abbandonare il ritiro azzurro a pochi giorni dalla partenza per Tel Aviv a causa di una forte infiammazione a un ginocchio. Dopo cicli di terapie e lavoro mirato, il lungo reggiano - destinato a diventare il nuovo capitano biancorosso - si sottoporrà questa mattina a una visita medica che scioglierà anche gli ultimi dubbi. Se, come si spera, arriverà l’ok, Cervi potrà calcare il parquet già nel torneo di Parma, in agenda nel week end.
«Sto meglio - spiega -. Purtroppo il ginocchio mi si era gonfiato a un punto tale che sono stato costretto a fermarmi. L’arrabbiatura per aver dovuto rinunciare all’Europeo però me la sono fatta passare alla svelta. Adesso sono concentrato sulla mia guarigione e sulla Grissin Bon».
Che impressione le ha fatto il nuovo gruppo? È davvero così fantastico come si dice?
«Anche se non siamo ancora al completo, noto la differenza con la pesantezza che c’era nella seconda parte dell’annata della scorsa stagione. Adesso è tutto molto diverso».
C’è tanto entusiasmo?
«Sì. Tutti per un motivo o per l’altro hanno voglia di far bene. L’ambiente è rinnovato. Vedo tanta carica anche nei nuovi componenti lo staff come Fucà (terzo assistente del team, ndr) e Di Giovanni (il preparatore atletico».
S’è già fatto un’idea del valore della nuova squadra?
«Stiamo mettendo dentro i giochi e le regole e lavoriamo sulle cose basilari e sulla parte atletica. L’impressione è molto positiva. La squadra però non è ancora completa».
Manca l’ultimo elemento nel settore lunghi. Che tipo di giocatore crede serva?
«Un’ala che possa compensare le qualità di Vene, che è molto tecnico: un ottimo passatore che di fatto diventa un secondo play in campo. Penso quindi che serva un giocatore più atletico e più fisico, che possa garantire una buona presenza a rimbalzo».
A lei, così come all’altro centro Reynolds, si chiede di fare il salto di qualità...
«È una sfida che accetto. Con Jalen ci compensiamo bene e mi piace molto affrontarlo in allenamento».
Il prossimo step è il torneo a Parma con la Virtus che si candida a essere fra le protagoniste del campionato. Cosa pensa delle avversarie?
«Milano si è mantenuta sull’altissimo livello. Venezia è una buona squadra che si porterà dietro la carica per lo scudetto conquistato, anche Avellino, anche se ha cambiato tanto, si è mantenuta sull’alto livello. La Virtus vuole fare subito il botto per entrare in coppa. Ha messo dentro grandi nomi, vediamo se troverà l’amalgama».
Riccardo Cervi è stato costretto ad abbandonare il ritiro azzurro a pochi giorni dalla partenza per Tel Aviv a causa di una forte infiammazione a un ginocchio. Dopo cicli di terapie e lavoro mirato, il lungo reggiano - destinato a diventare il nuovo capitano biancorosso - si sottoporrà questa mattina a una visita medica che scioglierà anche gli ultimi dubbi. Se, come si spera, arriverà l’ok, Cervi potrà calcare il parquet già nel torneo di Parma, in agenda nel week end.
«Sto meglio - spiega -. Purtroppo il ginocchio mi si era gonfiato a un punto tale che sono stato costretto a fermarmi. L’arrabbiatura per aver dovuto rinunciare all’Europeo però me la sono fatta passare alla svelta. Adesso sono concentrato sulla mia guarigione e sulla Grissin Bon».
Che impressione le ha fatto il nuovo gruppo? È davvero così fantastico come si dice?
«Anche se non siamo ancora al completo, noto la differenza con la pesantezza che c’era nella seconda parte dell’annata della scorsa stagione. Adesso è tutto molto diverso».
C’è tanto entusiasmo?
«Sì. Tutti per un motivo o per l’altro hanno voglia di far bene. L’ambiente è rinnovato. Vedo tanta carica anche nei nuovi componenti lo staff come Fucà (terzo assistente del team, ndr) e Di Giovanni (il preparatore atletico».
S’è già fatto un’idea del valore della nuova squadra?
«Stiamo mettendo dentro i giochi e le regole e lavoriamo sulle cose basilari e sulla parte atletica. L’impressione è molto positiva. La squadra però non è ancora completa».
Manca l’ultimo elemento nel settore lunghi. Che tipo di giocatore crede serva?
«Un’ala che possa compensare le qualità di Vene, che è molto tecnico: un ottimo passatore che di fatto diventa un secondo play in campo. Penso quindi che serva un giocatore più atletico e più fisico, che possa garantire una buona presenza a rimbalzo».
A lei, così come all’altro centro Reynolds, si chiede di fare il salto di qualità...
«È una sfida che accetto. Con Jalen ci compensiamo bene e mi piace molto affrontarlo in allenamento».
Il prossimo step è il torneo a Parma con la Virtus che si candida a essere fra le protagoniste del campionato. Cosa pensa delle avversarie?
«Milano si è mantenuta sull’altissimo livello. Venezia è una buona squadra che si porterà dietro la carica per lo scudetto conquistato, anche Avellino, anche se ha cambiato tanto, si è mantenuta sull’alto livello. La Virtus vuole fare subito il botto per entrare in coppa. Ha messo dentro grandi nomi, vediamo se troverà l’amalgama».
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