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l’ala ieri in campo contro l’italia 

Markoishvili, tecnica e testa compensano gli affanni fisici

Markoishvili, tecnica e testa compensano gli affanni fisici

REGGIO EMILIA. Tanti minuti da gestire, mostrando sofferenze fisiche ben compensate dall’intelligenza e dalla tecnica. Ha vissuto un Europeo costante il nuovo esterno biancorosso Manuchar...

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REGGIO EMILIA. Tanti minuti da gestire, mostrando sofferenze fisiche ben compensate dall’intelligenza e dalla tecnica. Ha vissuto un Europeo costante il nuovo esterno biancorosso Manuchar Markoishvili, impegnato ieri pomeriggio con la sua Georgia contro l’Italia nella gara decisiva per il terzo posto nel girone B. Un match tiratissimo, vinto dagli azzurri solo nel finale. Markoishvili, come sempre partito in quintetto come ala piccola, ha chiuso con 3 punti, 4 rimbalzi e 2 assist in 35’, con un misero 1/8 totale al tiro e 1/ 6 nelle triple.

Cifre di per sé non roboanti, tutt’altro, ma che non raccontano tutto su un giocatore che fa delle letture e delle scelte giuste la sua grande forza. Una prova quindi in perfetta linea con tutto il girone europeo, e probabilmente un buon specchio di cosa possa dare oggi l’esterno georgiano.

Nelle cinque partite della fase iniziale ha viaggiato a 7.4 punti, 4 rimbalzi e 1.2 assist in 35.30 di utilizzo medio, con due escursioni in doppia cifra contro Israele e Ucraina, quando ha terminato con 11 a referto. In questa Georgia comunque piuttosto competitiva, Markoishvili è il veterano rispettato chiamato a dare equilibrio e a cui affidarsi per le giocate pesanti nei finali, come confermano i diversi cesti messi a segno nei momenti conclusivi di alcune delle partite concluse in volata, compresa la bella e sorprendete vittoria sulla Lituania.

Le maggiore sofferenze sono quelle sul piano fisico. Ad oggi, si parla di un elemento non particolarmente esplosivo, in difficoltà in difesa come in attacco nell’elevatissimo livello atletico di questi campionati europei. Pur con questi “limiti”, l’esterno reggiano è in grado di tenere il campo a lungo e di fornire un buon contributo, sfruttando la sua lucidità e la sapienza tecnica e tattica.

La Grissin Bon si aspetta proprio questo da lui, d’altronde.

Markoishvili è arrivato per essere il riferimento e il collante, l’uomo a cui dare responsabilità nelle fasi calde e allo stesso abile a far crescere i giovani compagni. In serie A non si troverà poi certo di fronte in tutte le gare rivali del livello degli Europei e questo aiuterà. Negli esterni poi Menetti ha comunque buona profondità, così da evitare di spremerlo troppo, e potrà anche usare quintetti con tre piccoli puri senza patire troppo fisicamente. Il discorso può essere diverso in Eurocup, contro squadre massicce e toste, e resta da capire quanto il doppio impegno inciderà sulle risorse del georgiano. Va anche ricordato che l’esperienza, anche per gestirsi, non gli manca di certo. (a.a.)

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