L’INTERVISTA
Facciolo e quei rigori parati ai canarini nella bolgia Mirabello
di Primo Bertani
REGGIO EMILIA. Come tanti suoi predecessori, anche Facchin è avvisato. Finchè un portiere granata non riuscirà a giocare contro il Modena la partita della vita, l’eroe riconosciuto del derby resterà...
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REGGIO EMILIA. Come tanti suoi predecessori, anche Facchin è avvisato. Finchè un portiere granata non riuscirà a giocare contro il Modena la partita della vita, l’eroe riconosciuto del derby resterà ancora a lungo Nico Facciolo.
Facciolo era a Bibbiano, ospite di amici, anche un paio di settimane fa. Spesso si sposta da Montagnana di Padova, il paese natio, per passare qualche giornata nel Reggiano, dove ha conservato profondi legami ed è anche facile incrociarlo nei suoi ristoranti preferiti, come quello di Pasquale Calabrese, a Cadelbosco, che frequenta da 30 anni.
Inevitabile parlare delle tante sfide contro i cugini canarini...
«Ho sempre affrontato il Modena con in porta Ballotta. Ci divide due anni di età, tra di noi non c’è mai stato dualismo, al contrario tanto rispetto, nonostante il campanile. Ricordo l’anno del ritorno in B con Pippo Marchioro, all’andata al Mirabello vincemmo con un gol di Ginelli, eravamo sotto Natale, nel ritorno, alle ultime battute del campionato, perdemmo 1 a 0 per una rete di Bonaldi. Giocammo per orgoglio una partita praticamente a senso unico e Ballotta parò di tutto. Poi - aggiunge Facciolo – con il Prato ci fu la partita celebrativa della nostra promozione, che iniziammo ad intravedere dopo la vittoria di Trieste».
Una goleada importante rimane quel 3 a 1 del 20 Ottobre 1991, quando la Reggiana schiantò in casa i gialloblu con le reti di Ravanelli, Bertoni e Scienza. Successo tondo pure il 23 Dicembre 1990, un 2 a 0 al Braglia, reti di Melchiori e De Agostini.
Il 22 Marzo 1992 è l’occasione di un pareggio in trasferta (0-0), finì 1 a 1 sempre a Modena l’11 Ottobre dello stesso anno, con reti di Dario Morello e Sacchetti su rigore all’89’. Molti conservano nella memoria il gol di Corrado che firmò il successo del 7 Marzo 1993, nella bolgia del Mirabello. Un sigillo di Bergamaschi valse l’ennesima vittoria granata il 17 Marzo 1991. Questa è la lunga sequenza delle imprese della Reggiana sotto la guida di Pippo Marchioro.
Poi c’è il derby dei derby, quello del 20 Aprile 1986, con Giancarlo Cadè in panchina.
«Ci fu un autogol di Remondina dopo circa 20 minuti – racconta Facciolo -. Poi sempre Remondina fu atterrato in area ad inizio ripresa e D’Agostino tirò sicuro il rigore, trasformandolo. L’arbitro lo fece ripetere e D’Ago segnò di nuovo, cambiando angolazione alla palla».
Sembrava una partita incanalata sul pareggio, poi la svolta a qualche minuto dal termine.
«Atterrai in area credo Piacentini e ci fu rigore, quello che tirò Domini e che parai – spiega Facciolo -. Il direttore di gara lo fece ripetere e il Mirabello scoppiò come una pentola a pressione. Ci volle molto tempo prima che si potesse riprendere il gioco, mentre l’esecuzione fu affidata a Longhi. Fu un’altra bella parata e io dico sempre che per un portiere il “fattore c” è l’arma della disperazione».
Salvato il derby, due settimane dopo la Reggiana andò a vincere in carrozza il derby a Parma per 2 a 1. La stagione finì con Parma e Modena in B, alla Reggiana restarono due imprese che la tifoseria granata celebra ancora oggi in modo trionfale.
Sinora sono stati disputati 60 derby, 17 le vittorie granata, 16 quelle gialloblu, 27 i pareggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Facciolo era a Bibbiano, ospite di amici, anche un paio di settimane fa. Spesso si sposta da Montagnana di Padova, il paese natio, per passare qualche giornata nel Reggiano, dove ha conservato profondi legami ed è anche facile incrociarlo nei suoi ristoranti preferiti, come quello di Pasquale Calabrese, a Cadelbosco, che frequenta da 30 anni.
Inevitabile parlare delle tante sfide contro i cugini canarini...
«Ho sempre affrontato il Modena con in porta Ballotta. Ci divide due anni di età, tra di noi non c’è mai stato dualismo, al contrario tanto rispetto, nonostante il campanile. Ricordo l’anno del ritorno in B con Pippo Marchioro, all’andata al Mirabello vincemmo con un gol di Ginelli, eravamo sotto Natale, nel ritorno, alle ultime battute del campionato, perdemmo 1 a 0 per una rete di Bonaldi. Giocammo per orgoglio una partita praticamente a senso unico e Ballotta parò di tutto. Poi - aggiunge Facciolo – con il Prato ci fu la partita celebrativa della nostra promozione, che iniziammo ad intravedere dopo la vittoria di Trieste».
Una goleada importante rimane quel 3 a 1 del 20 Ottobre 1991, quando la Reggiana schiantò in casa i gialloblu con le reti di Ravanelli, Bertoni e Scienza. Successo tondo pure il 23 Dicembre 1990, un 2 a 0 al Braglia, reti di Melchiori e De Agostini.
Il 22 Marzo 1992 è l’occasione di un pareggio in trasferta (0-0), finì 1 a 1 sempre a Modena l’11 Ottobre dello stesso anno, con reti di Dario Morello e Sacchetti su rigore all’89’. Molti conservano nella memoria il gol di Corrado che firmò il successo del 7 Marzo 1993, nella bolgia del Mirabello. Un sigillo di Bergamaschi valse l’ennesima vittoria granata il 17 Marzo 1991. Questa è la lunga sequenza delle imprese della Reggiana sotto la guida di Pippo Marchioro.
Poi c’è il derby dei derby, quello del 20 Aprile 1986, con Giancarlo Cadè in panchina.
«Ci fu un autogol di Remondina dopo circa 20 minuti – racconta Facciolo -. Poi sempre Remondina fu atterrato in area ad inizio ripresa e D’Agostino tirò sicuro il rigore, trasformandolo. L’arbitro lo fece ripetere e D’Ago segnò di nuovo, cambiando angolazione alla palla».
Sembrava una partita incanalata sul pareggio, poi la svolta a qualche minuto dal termine.
«Atterrai in area credo Piacentini e ci fu rigore, quello che tirò Domini e che parai – spiega Facciolo -. Il direttore di gara lo fece ripetere e il Mirabello scoppiò come una pentola a pressione. Ci volle molto tempo prima che si potesse riprendere il gioco, mentre l’esecuzione fu affidata a Longhi. Fu un’altra bella parata e io dico sempre che per un portiere il “fattore c” è l’arma della disperazione».
Salvato il derby, due settimane dopo la Reggiana andò a vincere in carrozza il derby a Parma per 2 a 1. La stagione finì con Parma e Modena in B, alla Reggiana restarono due imprese che la tifoseria granata celebra ancora oggi in modo trionfale.
Sinora sono stati disputati 60 derby, 17 le vittorie granata, 16 quelle gialloblu, 27 i pareggi.
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