La Grissin Bon spazza via il Saratov
di Riccardo Bellelli
Basket serie A, guidati da un grande Nevels i biancorossi sollevano il trofeo Bertolazzi nel semibuio pala Citi diParma
3 MINUTI DI LETTURA
PARMA. La Grissin Bon alza meritatamente il trofeo Bertolazzi.
I biancorossi dopo una semifinale tosta e sudata contro la Virtus, sono sempre restati sopra ai russi del B.K. Avtodor Saratov chiudendo poi 90-83.
Inizio di partita equilibrato, che vede protagonista De Vico che apre da tre. Mussini che con 4 punti filati e una palla rubata regala poi il 9-7 alla Grissin Bon al 4’.
Dall’altra parte spettacolare Dows che segna un gran canestro in entrata, rifila una stoppata spaziale a Reynolds e regala un gran assist per il 9-9.
Mussini in regia deve vedersela col pressing asfissiante del piccolo Robinson, Reynolds fa a sportellate con tutti e Della Valle fa da fulcro offensivo del gioco (9 punti consecutivi per il 23-13 dopo 8’).
Mazzon si arrabbia per gli errori dei suoi (2 palle perse e 0/3 ai liberi) mentre Nevels con 4 punti (saranno 13 all’intervallo) e Sanè dall’arco ringraziano e allungano 31-14.
Il secondo quarto parte con un quintetto di seconde linee formato da Mussini, Haws, Nevels, Sanè e Vigori ma la Grissin Bon tiene con Nevels che strappa applausi (42-18 dopo 2’30”).
Il Saratov sbaglia molto ma si avvicina sul 42-24 prima che Della Valle e Mussini puniscano da 3 punti (48-27 al 15’).
Il coach Max Menetti sulla bomba di Robinson (48-30) lasciato solo si arrabbia chiama minuto; l’effetto è una palla recuperata per 24” e schiaccione di Reynolds che subito dopo oscura il canestro a Robinson.
La festa però dura solo 2’, poi i russi hanno uno scatto di orgoglio e trovano svariate falle nella difesa che si fa trovare in ritardo 50-39 con canestri di Kliuchnikov (da 3), Clarke e Robinson a fil di sirena.
Dopo il riposo gli uomini di Mazzon partono decisi e con Downs e Robinson arrivano al -5 (53-47) in 3’ mentre Reynolds rischia grosso due volte scontrandosi contro i cartelloni pubblicitari.
Mussini, ma soprattutto De Vico e Vene, non riescono a dare punti e allora dentro Nevels che infatti va subito a segno dal cuore dell’area (54-49 al 24’).
Le luci vanno e vengono al pala Citi di Parma, ma Nevels il canestro lo vede sempre bene (61-49 al 27’) e martella in esclusiva fino a fine quarto, peccato per il tecnico sciocco che si fa fischiare.
Haws nell’ultimo quarto prende per mano la squadra portandola sul 75-63 in collaborazione con Reynolds che schiaccia per due volte (77-68 al 35’).
Gli ultimi minuti decidono Della Valle e Reynolds riportano i reggiani a +10 e chiudono il discorso.
Cosa ci lascia il Memorial Bertolazzi? Un Della Valle che sembra carico e voglioso di trascinare la squadra, che ha pure difeso bene, un Nevels strepitoso che dimostra di avere gambe velocissime e buon tiro e un Reynods decisamente meno falloso e più equilibrato dello scorso anno oltre a ottimo rimbalzista. Mussini discreto, a Parma ha trovato poco il canestro pur prendendo buoni tiri, De Vico e Vene sembrano invece ancora un po’ estranei a questa squadra ma c’è tempo. Un po’ troppo dipendenti forse da Della Valle e Nevels in attacco mentre la difesa ogni tanto fa arrabbiare molto Menetti.
I biancorossi dopo una semifinale tosta e sudata contro la Virtus, sono sempre restati sopra ai russi del B.K. Avtodor Saratov chiudendo poi 90-83.
Inizio di partita equilibrato, che vede protagonista De Vico che apre da tre. Mussini che con 4 punti filati e una palla rubata regala poi il 9-7 alla Grissin Bon al 4’.
Dall’altra parte spettacolare Dows che segna un gran canestro in entrata, rifila una stoppata spaziale a Reynolds e regala un gran assist per il 9-9.
Mussini in regia deve vedersela col pressing asfissiante del piccolo Robinson, Reynolds fa a sportellate con tutti e Della Valle fa da fulcro offensivo del gioco (9 punti consecutivi per il 23-13 dopo 8’).
Mazzon si arrabbia per gli errori dei suoi (2 palle perse e 0/3 ai liberi) mentre Nevels con 4 punti (saranno 13 all’intervallo) e Sanè dall’arco ringraziano e allungano 31-14.
Il secondo quarto parte con un quintetto di seconde linee formato da Mussini, Haws, Nevels, Sanè e Vigori ma la Grissin Bon tiene con Nevels che strappa applausi (42-18 dopo 2’30”).
Il Saratov sbaglia molto ma si avvicina sul 42-24 prima che Della Valle e Mussini puniscano da 3 punti (48-27 al 15’).
Il coach Max Menetti sulla bomba di Robinson (48-30) lasciato solo si arrabbia chiama minuto; l’effetto è una palla recuperata per 24” e schiaccione di Reynolds che subito dopo oscura il canestro a Robinson.
La festa però dura solo 2’, poi i russi hanno uno scatto di orgoglio e trovano svariate falle nella difesa che si fa trovare in ritardo 50-39 con canestri di Kliuchnikov (da 3), Clarke e Robinson a fil di sirena.
Dopo il riposo gli uomini di Mazzon partono decisi e con Downs e Robinson arrivano al -5 (53-47) in 3’ mentre Reynolds rischia grosso due volte scontrandosi contro i cartelloni pubblicitari.
Mussini, ma soprattutto De Vico e Vene, non riescono a dare punti e allora dentro Nevels che infatti va subito a segno dal cuore dell’area (54-49 al 24’).
Le luci vanno e vengono al pala Citi di Parma, ma Nevels il canestro lo vede sempre bene (61-49 al 27’) e martella in esclusiva fino a fine quarto, peccato per il tecnico sciocco che si fa fischiare.
Haws nell’ultimo quarto prende per mano la squadra portandola sul 75-63 in collaborazione con Reynolds che schiaccia per due volte (77-68 al 35’).
Gli ultimi minuti decidono Della Valle e Reynolds riportano i reggiani a +10 e chiudono il discorso.
Cosa ci lascia il Memorial Bertolazzi? Un Della Valle che sembra carico e voglioso di trascinare la squadra, che ha pure difeso bene, un Nevels strepitoso che dimostra di avere gambe velocissime e buon tiro e un Reynods decisamente meno falloso e più equilibrato dello scorso anno oltre a ottimo rimbalzista. Mussini discreto, a Parma ha trovato poco il canestro pur prendendo buoni tiri, De Vico e Vene sembrano invece ancora un po’ estranei a questa squadra ma c’è tempo. Un po’ troppo dipendenti forse da Della Valle e Nevels in attacco mentre la difesa ogni tanto fa arrabbiare molto Menetti.
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