«Dovremo essere sempre affamati»
di Adriano Arati
Leo Candi ha ripreso ieri ad allenarsi dopo l’infortunio: «Sto meglio ma ancora non so se giocherò il torneo di Lucca»
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REGGIO EMILIA. Tanta voglia di giocare, di toccare con mano l'Europa e di mettersi in mostra. Dopo una lunga estate di convalescenza, Leo Candi è pronto a rientrare in gruppo con la sua Grissin Bon. Ieri pomeriggio ha partecipato al primo allenamento con la squadra, abbandonando terapie ed esercizi necessari per sistemare la caviglia infortunata in Nazionale U20.
Come si sente?
«Vedremo in questi giorni, io mi sento bene e ovviamente ho tanta voglia di giocare».
La vedremo in campo al quadrangolare di Lucca?
«Quello lo valuterà il coach, non è a mia discrezione, io sto meglio e ho voglia di giocare, ma ci sono i medici che danno i tempi per non forzare».
Ha osservato la squadra da vicino, se non altro. Prime impressioni?
«Non mi allenavo con gli altri ma ho fatto preparazione atletica a pochi metri da loro. Abbiamo vinto tre amichevoli, questo non vuol dire che siamo fenomeni, si è visto che c'è tanto da migliorare e che possiamo farlo. Si è visto quello che dovrà essere il nostro “leit motiv” in questa annata».
Quale?
«Dovremo essere affamati per vincere e crescere. Questa fame sarà la chiave per la nostra stagione. Vogliamo migliorare cercando di vincere più partite possibile e di toglierci delle soddisfazioni».
L’ambizione non sarà un problema, giusto?
«Siamo una squadra giovane, con voglia di affermarci e di migliorare. Questa caratteristica non ci mancherà e se mancherà sarà un problema. Deve essere nostro punto forte, dove non arriva il talento deve arrivare l'energia. Dove non può fare la differenza un 1 contro 1, devono farla i rimbalzi contesi, i palloni vaganti, le difese di squadra».
Per ora si è vista una Grissin Bon che ama correre, con poche differenze di ruoli negli esterni. Sarà la vostra identità?
«Siamo una squadra duttile, quando si prende un rimbalzo ci sono anche Della Valle, Nevels e De Vico in grado di portar su palla e iniziare l'azione, anche se i registi rimaniamo io e Mussini, saremo noi due a dover dettare il gioco».
Dei suoi nuovi compagni chi l’ha colpita?
«Sono rimasto colpito dall'etica lavorativa di tutti. A volte ci sono giocatori americani un po’ giocherelloni, per così dire. Invece Nevels e Reynolds sono due ragazzi che danno tanto in allenamento, ogni giorno, e per noi è un’ulteriore possibilità di crescita».
Degli altri stranieri che dice?
«Mi hanno fatto tutti una bella impressione, sono giocatori che hanno punti nelle mani e sanno giocare a pallacanestro, e prima di tutto hanno voglia di allenarsi, ci tengono a far bene. Vale per Vene come per i due ragazzi che stanno provando a giocarsi un posto».
A breve arriverà anche Markohisvili. Cosa potrà darvi?
«È un giocatore esperto, ha fatto bene per tanti anni in Italia e in Eurolega ad alti livelli. Ci darà esperienza, per noi giovani deve essere un esempio da seguire e da ascoltare in allenamento, per recepire quel che dice e concretizzarlo in campo».
Ha parlato di Europa. Il vostro girone di Eurocup si annuncia sempre più competitivo. Un bene o un male?
«Siamo finiti in un girone abbastanza difficile, ma questo non deve intimidirci».
Deve essere una motivazione?
«Esatto, deve essere uno stimolo in più ad essere sfrontati, a fare la nostra pallacanestro senza timori reverenziali in casa e in trasferta, per provare a mettere le avversarie in difficoltà».
Sembra davvero motivato. È così?
«Sono carichissimo, sarà la mia prima esperienza in coppa, sarà un cammino difficile ma stimolante. E divertente, per noi e per il pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Come si sente?
«Vedremo in questi giorni, io mi sento bene e ovviamente ho tanta voglia di giocare».
La vedremo in campo al quadrangolare di Lucca?
«Quello lo valuterà il coach, non è a mia discrezione, io sto meglio e ho voglia di giocare, ma ci sono i medici che danno i tempi per non forzare».
Ha osservato la squadra da vicino, se non altro. Prime impressioni?
«Non mi allenavo con gli altri ma ho fatto preparazione atletica a pochi metri da loro. Abbiamo vinto tre amichevoli, questo non vuol dire che siamo fenomeni, si è visto che c'è tanto da migliorare e che possiamo farlo. Si è visto quello che dovrà essere il nostro “leit motiv” in questa annata».
Quale?
«Dovremo essere affamati per vincere e crescere. Questa fame sarà la chiave per la nostra stagione. Vogliamo migliorare cercando di vincere più partite possibile e di toglierci delle soddisfazioni».
L’ambizione non sarà un problema, giusto?
«Siamo una squadra giovane, con voglia di affermarci e di migliorare. Questa caratteristica non ci mancherà e se mancherà sarà un problema. Deve essere nostro punto forte, dove non arriva il talento deve arrivare l'energia. Dove non può fare la differenza un 1 contro 1, devono farla i rimbalzi contesi, i palloni vaganti, le difese di squadra».
Per ora si è vista una Grissin Bon che ama correre, con poche differenze di ruoli negli esterni. Sarà la vostra identità?
«Siamo una squadra duttile, quando si prende un rimbalzo ci sono anche Della Valle, Nevels e De Vico in grado di portar su palla e iniziare l'azione, anche se i registi rimaniamo io e Mussini, saremo noi due a dover dettare il gioco».
Dei suoi nuovi compagni chi l’ha colpita?
«Sono rimasto colpito dall'etica lavorativa di tutti. A volte ci sono giocatori americani un po’ giocherelloni, per così dire. Invece Nevels e Reynolds sono due ragazzi che danno tanto in allenamento, ogni giorno, e per noi è un’ulteriore possibilità di crescita».
Degli altri stranieri che dice?
«Mi hanno fatto tutti una bella impressione, sono giocatori che hanno punti nelle mani e sanno giocare a pallacanestro, e prima di tutto hanno voglia di allenarsi, ci tengono a far bene. Vale per Vene come per i due ragazzi che stanno provando a giocarsi un posto».
A breve arriverà anche Markohisvili. Cosa potrà darvi?
«È un giocatore esperto, ha fatto bene per tanti anni in Italia e in Eurolega ad alti livelli. Ci darà esperienza, per noi giovani deve essere un esempio da seguire e da ascoltare in allenamento, per recepire quel che dice e concretizzarlo in campo».
Ha parlato di Europa. Il vostro girone di Eurocup si annuncia sempre più competitivo. Un bene o un male?
«Siamo finiti in un girone abbastanza difficile, ma questo non deve intimidirci».
Deve essere una motivazione?
«Esatto, deve essere uno stimolo in più ad essere sfrontati, a fare la nostra pallacanestro senza timori reverenziali in casa e in trasferta, per provare a mettere le avversarie in difficoltà».
Sembra davvero motivato. È così?
«Sono carichissimo, sarà la mia prima esperienza in coppa, sarà un cammino difficile ma stimolante. E divertente, per noi e per il pubblico».
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