il ds magalini al lavoro
Un contratto per non far svanire il “Mago” Alessandro Cesarini
di Cristiana Filippini
REGGIO EMILIA. Prendere carta e penna e rinnovare immediatamente il contratto di Alessandro Cesarini. E non dovrebbe mancare molto se il ds Giuseppe Magalini terrà fede agli impegni presi nella...
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REGGIO EMILIA. Prendere carta e penna e rinnovare immediatamente il contratto di Alessandro Cesarini. E non dovrebbe mancare molto se il ds Giuseppe Magalini terrà fede agli impegni presi nella conferenza stampa post mercato di inizio settembre quando dichiarò, a proposito dei rinnovi di Rozzio, Spanò, Ghringhelli e appunto Cesarini: «Contiamo di risolvere tutto nel corso del mese. La volontà è quella di chiudere e portare a termine un lavoro che è già iniziato e che abbiamo interrotto solo per dedicarci al mercato».
Adesso ci sono davanti due settimane senza impegni ufficiali per sedersi intorno a un tavolo e “blindare” il mago Cesarini anche per le prossime due stagioni. Rimandare e correre il rischio di vederselo “soffiare” gratuitamente a gennaio? Sarebbe un suicidio.
E a proposito di Cesarini, diventa interessante riavvolgere il nastro e ricostruire le dinamiche che l’hanno portato da un letto d’ospedale a diventare l’idolo indiscusso dei tifosi granata. Una scommessa vinta e con una paternità bene precisa: quella del direttore sportivo Andrea Grammatica. Nell’estate dell’anno scorso Cesarini si trovò alle prese con una dolorosa rieducazione resasi necessaria dopo un intervento all’inguine. Insomma un bel punto interrogativo sulla sua carriera, anche perché proprio in quel periodo l’aria che tirava a Pavia era diventata irrespirabile e dopo pochi mesi sarebbe arrivato il fallimento.
Grammatica, forte anche dell’amicizia nata ai tempi dello Spezia, rischiò del suo e decise di scommettere sul giocatore riuscendo a strapparlo alla concorrenza. Un anno di contratto con la consapevolezza che comunque sarebbe stato costretto a saltare i primi mesi di campionato. E così fu. Ma quando arrivò il momento di scendere in campo, la sensazione fu unanime: si aveva di fronte un giocatore fuori concorso per la categoria. Tant’è vero che a marzo arrivò il prolungamento del contratto fino a giugno 2018. Il club, quando già tirava aria di “piazza pulita” (e con Franzone vicino al divorzio) non se la sentì di fargli firmare un biennale. Ora è arrivato il momento di allungare ulteriormente il legame con il giocatore per evitare che a gennaio le sirene della serie B diventino assordanti.
Adesso ci sono davanti due settimane senza impegni ufficiali per sedersi intorno a un tavolo e “blindare” il mago Cesarini anche per le prossime due stagioni. Rimandare e correre il rischio di vederselo “soffiare” gratuitamente a gennaio? Sarebbe un suicidio.
E a proposito di Cesarini, diventa interessante riavvolgere il nastro e ricostruire le dinamiche che l’hanno portato da un letto d’ospedale a diventare l’idolo indiscusso dei tifosi granata. Una scommessa vinta e con una paternità bene precisa: quella del direttore sportivo Andrea Grammatica. Nell’estate dell’anno scorso Cesarini si trovò alle prese con una dolorosa rieducazione resasi necessaria dopo un intervento all’inguine. Insomma un bel punto interrogativo sulla sua carriera, anche perché proprio in quel periodo l’aria che tirava a Pavia era diventata irrespirabile e dopo pochi mesi sarebbe arrivato il fallimento.
Grammatica, forte anche dell’amicizia nata ai tempi dello Spezia, rischiò del suo e decise di scommettere sul giocatore riuscendo a strapparlo alla concorrenza. Un anno di contratto con la consapevolezza che comunque sarebbe stato costretto a saltare i primi mesi di campionato. E così fu. Ma quando arrivò il momento di scendere in campo, la sensazione fu unanime: si aveva di fronte un giocatore fuori concorso per la categoria. Tant’è vero che a marzo arrivò il prolungamento del contratto fino a giugno 2018. Il club, quando già tirava aria di “piazza pulita” (e con Franzone vicino al divorzio) non se la sentì di fargli firmare un biennale. Ora è arrivato il momento di allungare ulteriormente il legame con il giocatore per evitare che a gennaio le sirene della serie B diventino assordanti.
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