«Cesarini & C.? Molto tecnici ma ancora lenti»
di Andrea Munari
Lele Adani era lunedì sera in tribuna: «I granata hanno tutte le qualità per un campionato di vertice»
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REGGIO EMILIA. «Tre partite di campionato sono poche per dare un giudizio definitivo, però mi è sembrata una squadra fatta per giocare a calcio e credo che disputerà un campionato di vertice. Mi è piaciuta molto anche l’abilità dei difensori di andare a duello con gli avversari». Daniele Adani, ex calciatore con una carriera importante in serie A e oggi apprezzato opinionista di Sky Sport lunedì sera era a Reggio per assistere al derby tra Reggiana e Modena.
Adani, che Reggiana ha visto lunedì sera?
«Ho visto una squadra con grande mentalità, che ha saputo soffrire nel primo tempo quando il Modena ha provato a metterla sotto pressione, poi nella ripresa ha trovato il gol e ne avrebbe potuti fare altri. Mi è piaciuto il modo corale in cui i granata hanno affrontato tutti i momenti della partita».
Cesarini non è sacrificato sulla sinistra?
«Non deve fare solamente l’ala, ma venire dentro al campo per fare la giocata e, se questo lo si fa in movimento, diventa ancora più imprevedibile per la difesa. Quello che mi sembra che manchi ancora alla Reggiana sono i giusti tempi tra chi effettua il passaggio e chi lo suggerisce. Così facendo il gioco diventa lento e si da modo agli avversari di sistemarsi in difesa e, infatti, lunedì la Reggiana ha perso molti palloni che hanno dato la possibilità al Modena di ripartire in modo pericoloso».
Quando Cesarini ha iniziato ad accentrarsi anche Altinier ne ha beneficiato.
«Ad inizio ripresa la Reggiana ha creato diverse occasioni da gol perché ha giocato con i giusti tempi. Quando Cesarini parte largo e poi si accentra offre tantissime soluzioni, perché libera lo spazio a sinistra per l’inserimento di Carlini o l’arrivo del terzino da dietro e va a giocare vicino ad Altinier».
Adani, che Reggiana ha visto lunedì sera?
«Ho visto una squadra con grande mentalità, che ha saputo soffrire nel primo tempo quando il Modena ha provato a metterla sotto pressione, poi nella ripresa ha trovato il gol e ne avrebbe potuti fare altri. Mi è piaciuto il modo corale in cui i granata hanno affrontato tutti i momenti della partita».
Cesarini non è sacrificato sulla sinistra?
«Non deve fare solamente l’ala, ma venire dentro al campo per fare la giocata e, se questo lo si fa in movimento, diventa ancora più imprevedibile per la difesa. Quello che mi sembra che manchi ancora alla Reggiana sono i giusti tempi tra chi effettua il passaggio e chi lo suggerisce. Così facendo il gioco diventa lento e si da modo agli avversari di sistemarsi in difesa e, infatti, lunedì la Reggiana ha perso molti palloni che hanno dato la possibilità al Modena di ripartire in modo pericoloso».
Quando Cesarini ha iniziato ad accentrarsi anche Altinier ne ha beneficiato.
«Ad inizio ripresa la Reggiana ha creato diverse occasioni da gol perché ha giocato con i giusti tempi. Quando Cesarini parte largo e poi si accentra offre tantissime soluzioni, perché libera lo spazio a sinistra per l’inserimento di Carlini o l’arrivo del terzino da dietro e va a giocare vicino ad Altinier».
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