Il tallone di Vene fa tremare la Grissin Bon
Si valutano soluzioni nel caso che l'infortunio tenga l'estone lontano dal parquet a lungo
REGGIO EMILIA. Il problema al tallone che ha fermato l’ala estone Sim Sanders Vene potrebbe cambiare e parecchio la direzione delle ultime manovre di rafforzamento della Grissin Bon, ancora alla ricerca dell’altro “4” da affiancare proprio a Vene.
Giovedì il giocatore è stato sottoposto ad altri accertamenti clinici, anche oggi sarà una giornata di visite e valutazioni sanitarie per stabilire l’origine del fastidio e la sua entità, con i relativi tempi di recupero. Ed è tutto tranne che da escludere una prognosi non positiva, con la necessità di una sosta superiore al mese. A quel punto Pallacanestro Reggiana si troverebbe scoperta nel ruolo, visto che anche per il lungo straniero mancante potrebbero volerci almeno un’altra decina di giorni: la società biancorossa guarda ai giocatori che saranno esclusi dai veteran camp Nba, la versione americana dei ritiri pre-campionato. E per i giocatori di contorno, le convocazioni arriveranno non prima del 20 di settembre.
Che fare, quindi? Le opzioni sono almeno tre. La prima è attendere Vene, rimanendo con un elemento in meno in rosa, ipotesi rischiosa con il doppio impegno alle porte e nessun altro “4” già in rosa. La seconda, inserire un giocatore già pronto in casa, il francese Sanè aggregato dal primo giorno di ritiro. La terza, guardarsi attorno sul mercato per trovare un secondo “4” da inserire. La Grissin Bon da un mese sta valutando delle ali forti. Giocatori che magari non sono stati considerati perché troppo simili a Vene, ma ora la musica cambia. La priorità per ora rimane lo straniero da aggiungere, anche per questioni di budget. Se fra i prossimi “tagli” Nba i dirigenti vedessero all’orizzonte la possibilità di ingaggiare un lungo di alto livello, tutte le risorse economiche disponibili verranno utilizzate in questa direzione. E poi si ragionerà sul resto. Sanè rappresenta comunque un discreto paracadute: dovrebbe avere richieste abbordabili e dopo un mese di lavoro in biancorosso conosce già i compagni e le linee tattiche generali. Chiaramente, non è il tipo di giocatore in grado di far fare il salto di qualità, ma un più che onesto gregario, con tiro e esperienza. Per ora si rimane in attesa del verdetto su Vene.
I suoi tempi di recupero stabiliranno i prossimi passi della Grissin Bon, nella speranza che l’esito delle visite non sia nefasto: se il problema si rivelasse molto serio, con diversi mesi di stop, non sarebbe da escludere neppure l’ipotesi di un accordo per liberarlo e recuperare quindi denari da immettere sul mercato.
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