«Della Valle s’è lasciato tutto alle spalle»
di Linda Pigozzi
Serie A, il vice Devis Cagnardi: «C’è serenità e la Grissin Bon sta andando bene, ma il lavoro da fare è ancora tanto»
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REGGIO EMILIA. «È sotto gli occhi di tutti che stiamo andando bene, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per diventare la squadra che vogliamo essere».
Lucido, lucidissimo come suo solito, il vice allenatore biancorosso Devis Cagnardi riflette sulla situazione della nuova Grissin Bon di ritorno dalla due giorni a Lucca per il torneo Claudio Lovari.
Anche se la vittoria è sfuggita all’overtime nella finalissima contro Pistoia, il bilancio della manifestazione resta positivo per il tecnico bresciano.
«Il torneo a Lucca ci ha permesso di mettere in campo le idee di gioco. La semifinale di venerdì con Milano, squadra che gioca con la forza del proprio roster, è stata soddisfacente per l’energia nervosa ma anche per le idee tecniche che abbiamo messo in campo. Paradossalmente la finale con Pistoia, team che è più pronto, è stata tatticamente più difficile del match con Milano».
Cosa avete pagato contro la The Flexx?
«Un calo fisico, ma anche errori nell’uno contro uno e nelle collaborazioni difensive. Anche a livello tattico ci sono state cose da rivedere. Eravamo corti e l’abbiamo pagato. Si sono poi accesi dei campanelli d’allarme».
Quali?
«Sappiamo che questa squadra avrà degli up e dei down».
Rischio frequente in una squadra giovane e inesperta...
«Abbiamo puntato su giocatori giovani. Mussini è un play del ’96. Candi un play del ’97 che, anche se ha vissuto stagioni da protagonista in A2 con la Fortitudo, è la prima volta che si confronta con questo livello. De Vico ha 23 anni e viene da tante stagioni giocate sempre in A2. Nevels, che ha sta mostrando ottime caratteristiche fisiche e realizzative, arriva dal sommerso: è partito dalla terza lega spagnola e lo scorso anno ha giocato nella seconda lega. Per le sue caratteristiche, questa squadra vivrà di up and down. Noi dovremo limitarne i down».
In tal senso, sarà preziosa l’esperienza di Markoishvili che lei ha seguito direttamente a Tblisi nel raduno della nazionale georgiana? Che impressione ne ha avuto?
«Sono rimasto in Georgia cinque giorni, assistendo a due partite e a tre allenamenti. Era importante che verificassimo dal vivo le sue condizioni fisiche perché era fermo da un anno. Una stagione di stop comporta anche che un giocatore debba ritrovare il ritmo. In tal senso un mese di lavoro con la nazionale georgiana e il primo turno degli Europei hanno fatto tanto».
Cosa porterà in squadra?
«Per noi era importante avere un giocatore che oltre all’alta qualità tecnica portasse anche esperienza. Ci siamo informati e tutti ci hanno garantito che ha anche una grandissima etica del lavoro. Abbiamo così individuato in Manuchar, l’elemento che potesse velocizzare il processo di crescita individuale degli altri giocatori, oltre che fornire qualità importanti a livello di letture e di capacità di costruire il gioco».
Le arcinote vicissitudini estive hanno lasciato strascichi in Amedeo Della Valle?
«Ciò che è successo ha rappresentato anche un momento di crescita per tutti noi e per Amedeo, come giocatore e come ragazzo. Lui è stato molto onesto e si è approcciato alla stagione con impegno e una serenità tale che mi ha fatto pensare che si fosse del tutto disintossicato dalle tossine dello scorso anno. Noi abbiamo un coach e uno staff abile nel creare le condizione adatte a far rendere al meglio giocatore e squadra. Lui ha fatto il resto».
È comunque evidente che l’aria sia cambiata.
«Indubbiamente. Ci sono tanti giocatori che hanno bisogno di affermarsi o di confermarsi. Penso che ci siano le premesse affinché la squadra pensi solo al lavoro. Bisogna essere molto onesti nell’analisi e capire che il team avrà, come detto, up and down. Bisognerà quindi far sì che al primo momento di difficoltà tutti siano compatti».
Lucido, lucidissimo come suo solito, il vice allenatore biancorosso Devis Cagnardi riflette sulla situazione della nuova Grissin Bon di ritorno dalla due giorni a Lucca per il torneo Claudio Lovari.
Anche se la vittoria è sfuggita all’overtime nella finalissima contro Pistoia, il bilancio della manifestazione resta positivo per il tecnico bresciano.
«Il torneo a Lucca ci ha permesso di mettere in campo le idee di gioco. La semifinale di venerdì con Milano, squadra che gioca con la forza del proprio roster, è stata soddisfacente per l’energia nervosa ma anche per le idee tecniche che abbiamo messo in campo. Paradossalmente la finale con Pistoia, team che è più pronto, è stata tatticamente più difficile del match con Milano».
Cosa avete pagato contro la The Flexx?
«Un calo fisico, ma anche errori nell’uno contro uno e nelle collaborazioni difensive. Anche a livello tattico ci sono state cose da rivedere. Eravamo corti e l’abbiamo pagato. Si sono poi accesi dei campanelli d’allarme».
Quali?
«Sappiamo che questa squadra avrà degli up e dei down».
Rischio frequente in una squadra giovane e inesperta...
«Abbiamo puntato su giocatori giovani. Mussini è un play del ’96. Candi un play del ’97 che, anche se ha vissuto stagioni da protagonista in A2 con la Fortitudo, è la prima volta che si confronta con questo livello. De Vico ha 23 anni e viene da tante stagioni giocate sempre in A2. Nevels, che ha sta mostrando ottime caratteristiche fisiche e realizzative, arriva dal sommerso: è partito dalla terza lega spagnola e lo scorso anno ha giocato nella seconda lega. Per le sue caratteristiche, questa squadra vivrà di up and down. Noi dovremo limitarne i down».
In tal senso, sarà preziosa l’esperienza di Markoishvili che lei ha seguito direttamente a Tblisi nel raduno della nazionale georgiana? Che impressione ne ha avuto?
«Sono rimasto in Georgia cinque giorni, assistendo a due partite e a tre allenamenti. Era importante che verificassimo dal vivo le sue condizioni fisiche perché era fermo da un anno. Una stagione di stop comporta anche che un giocatore debba ritrovare il ritmo. In tal senso un mese di lavoro con la nazionale georgiana e il primo turno degli Europei hanno fatto tanto».
Cosa porterà in squadra?
«Per noi era importante avere un giocatore che oltre all’alta qualità tecnica portasse anche esperienza. Ci siamo informati e tutti ci hanno garantito che ha anche una grandissima etica del lavoro. Abbiamo così individuato in Manuchar, l’elemento che potesse velocizzare il processo di crescita individuale degli altri giocatori, oltre che fornire qualità importanti a livello di letture e di capacità di costruire il gioco».
Le arcinote vicissitudini estive hanno lasciato strascichi in Amedeo Della Valle?
«Ciò che è successo ha rappresentato anche un momento di crescita per tutti noi e per Amedeo, come giocatore e come ragazzo. Lui è stato molto onesto e si è approcciato alla stagione con impegno e una serenità tale che mi ha fatto pensare che si fosse del tutto disintossicato dalle tossine dello scorso anno. Noi abbiamo un coach e uno staff abile nel creare le condizione adatte a far rendere al meglio giocatore e squadra. Lui ha fatto il resto».
È comunque evidente che l’aria sia cambiata.
«Indubbiamente. Ci sono tanti giocatori che hanno bisogno di affermarsi o di confermarsi. Penso che ci siano le premesse affinché la squadra pensi solo al lavoro. Bisogna essere molto onesti nell’analisi e capire che il team avrà, come detto, up and down. Bisognerà quindi far sì che al primo momento di difficoltà tutti siano compatti».
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