Podismo estremo, due atleti reggiani al Trial dei Giganti
Federico Crovetti e Roberto Rondoni sono giunti al traguardo dei 330 km sul Monte Bianco nel tempo limite di 150 ore
REGGIO EMILIA. È considerato il trial più duro al mondo, al punto che vincono tutti coloro che... non si ritirano prima del traguardo e riescono a raggiungerlo entro il limite delle 150 ore.
Centocinquanta ore è il tempo limite per percorrere 330 chilometri. Non 330 chilometri qualunque, ma 330 chilometri sulle vie alte del Monte Bianco. È il Tor des Géants (Giro dei giganti in patois valdostano) la gara che ogni anno a settembre porta in Val d’Aosta i podisti più estremi.
Da Reggio sono partiti in tre domenica 10 settembre e due di loro, sabato 16 sono riusciti ad arrivare al traguardo. Roberto Rondoni, impiegato con la passione per la montagna e il trial estremo, tra gli organizzatori del Fornacione Night, la corsa in notturna per le colline scandianesi, quello che ha concluso trionfalmente (106esimo su 867 partenti) sabato scorso era il terzo tentativo: «La prima volta - spiega - ero partito un po’ troppo allegro, mentre la seconda ho avuto problemi fisici e mi sono dovuto fermare. Stavolta, invece è andato tutto bene».
Per avere un’idea della difficoltà di questo super Trial, basti pensare che i 330 chilometri si snodano su un dislivello positivo di circa 24 mila metri e la media dei chilometri percorsi per stare nei limiti delle 150 ore sono circa 60.
Si corre molto, anche di notte, e si dorme pochissimo. Il vincitore dell’edizione 2017, uno spagnolo è partito - come tutti domenica 10 ed è arrivato... mercoledì, senza mai dormire.
Un altro reggiano che ha partecipato - per la seconda volta - a questo Trial da giganti è l’ingegner Federico Crovetti: alla fine è arrivato al traguardo come 315esimo. «Quanto ho dormito? - dice Crovetti - in tutto, da domenica a sabato circa 8 ore».
Chi ha dormito di più - tra i due reggiani arrivati al traguardo nel limite – è stato Rondoni: «Credo di aver dormito in tutti questi giorni circa 13 ore e mezzo. La tappa in cui ho dormito di più? Una delle ultime, mi sono preso quattro ore di sonno. In altre tappe ho dormito meno perché avevo con me la mia famiglia. Mia moglie Simona, i miei figli Federico e Alessia sono stati fondamentali».
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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