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«Il pala Regnani è stato costruito per l’hockey»

di Adriano Arati
«Il pala Regnani è stato costruito per l’hockey»

Impianto conteso: Crudeli, tecnico del Roller, entra nella polemica con il basket  «Siamo noi la realtà più importante di Scandiano, una soluzione si può trovare»

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SCANDIANO. «Noi siamo disponibili a parlare con tutti, non capisco tutti questi problemi col palazzetto. Ho giocato in realtà ben più grandi e si è sempre trovato una soluzione».

L’allenatore del Roller Scandiano Roberto Crudeli vuole dire la sua sulla polemica tutta scandianese legata alla gestione del pala Regnani, il palazzo dello sport comunale che da questa stagione ospiterà sia le gare dell'hockey su pista, fresco di agognata promozione nella massima serie (A1), e la Bmr, impegnata nella serie B di basket.

Sino all’anno passato la Bmr era praticamente l'unica realtà a usare il palazzo, il Roller giocava nella vicina tensostruttura oggi non più a norma con i requisiti dell'A1.

Adesso anche l’hockey userà il pala Regnani, dopo un’estate di polemiche riavviate dalla recente intervista del presidente della Bmr.

«Io non ho mai avuto problemi a rapportarmi con chi è dentro al palazzetto, e ho giocato in palazzetti ben più grandi e impegnativi: Barcellona, Oporto, Lisbona, Novara. C'erano squadre forti di basket, pallavolo, hockey e abbiamo sempre trovato spazi per gestirsi e collaborare», racconta Crudeli. E a Scandiano? «Intanto la Bmr non è una squadra scandianese, è una squadra di Reggio che gioca a Scandiano», punge il tecnico ricordando la fusione fra la società locale e il Basket 2000 cittadino. Ma al di là di questo, «a Scandiano tutti fanno la guerra, mentre io sono un uomo di sport, non un uomo di guerre. Quando ci sono problemi si cercano soluzioni, non altri problemi come invece accade qui».

Di sassolini da togliere ce ne sono: «Ci continuano a dire che nessuno ci voleva nel palazzetto. Io non lo capisco. La realtà è che l'hockey è tornato dove meritava, questo palazzo è stato costruito per l'hockey e qui è stato vinto anche uno scudetto. Adesso siamo dove dovevamo essere, anzi non si capisce perché non c'eravamo sinora», attacca il tecnico scandianese.

«Noi siamo la realtà più importante di Scandiano e vogliamo solo stare nella principale struttura sportiva. Facciamo tre allenamenti al palazzo e uno nella tensostruttura, passiamo dal parquet alla mattonella e non è semplice, anzi, ci sono anche questioni fisiche da considerare, per cui vorremmo sempre stare al pala Regnani Il basket ne fa quattro e ha lì le giovanili. L'importante è trovare una soluzione parlando insieme, abbassare i toni».

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