Foschi avverte la Reggiana «Il Renate non è un bluff»
di Juri Panciroli
L’ex allenatore granata è il tecnico che ha guidato i brianzoli ai playoff «I granata? Faranno bene, a patto che non sottovalutino partite come questa»
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REGGIO EMILIA. «Da sempre tifo la Reggiana ma, avendo allenato il Renate lo scorso anno in una stagione importante, provo un certo affetto anche per loro, come per tutte le piazze dove ho lavorato». Chi, meglio dell’ex tecnico granata Luciano Foschi, può descriverci la realtà di Renate dopo lo strepitoso campionato scorso, dove ha portato i brianzoli ai playoff?
L’occasione ci viene dai campi sui quali quotidianamente si allena la Reggiana. Un luogo, quello dei campi di via Agosti, in cui non è raro imbattersi nell’ex allenatore della Reggiana. «E’ una società giovane che fa professionismo da 8 anni con una buona gestione, andando a visionare i giovani prima di prenderli, che poi fanno bene, ma spesso viene presa sotto gamba perché non c’è pubblico e sembra una partita del giovedì. Però quando l’arbitro fischia ci si accorge che è una realtà con ottimi giocatori per la categoria uniti a giovani interessanti e con tanto entusiasmo».
Ed è partita forte anche con mister Cevoli...
«Non mi sorprendono i risultati perché hanno cultura del lavoro e in questa categoria è un fattore importante, poi Cevoli non ha stravolto la squadra perciò sono avvantaggiati perché sanno già quello che devono fare senza dover oliare meccanismi. E’ cambiato quasi tutto davanti, dove sono partiti anche Napoli e Scaccabarozzi, sostituiti però con acquisti mirati di giovani che stanno facendo bene».
Uno dei due attaccanti che ha citato, Aiman Napoli è arrivato a Reggio: secondo lei è buon acquisto?
«E’ un giocatore sicuramente importante per la categoria: un generoso, giochi bene o giochi male, la sua maglia è sempre sudata perché dà tutto quello che ha, tecnicamente dimostrerà il suo valore e nella mia squadra era un giocatore che faceva la differenza».
Mister lei viene spesso a vedere gli allenamenti dei granata in queste settimane: che impressioni ha tratto vedendoli lavorare?
«Vengo qui perché sono disoccupato e abito a Reggio, in amicizia bevo un caffè con Malpeli e rivedo volentieri amici e giocatori che conosco, ma non sono qua con altre mire. La Reggiana sta lavorando bene, ha una società solida, la squadra è stata costruita in modo più che dignitoso ed è guidata da una tecnico esperto che l’anno scorso è arrivato fino alle semifinali playoff: sono tutti presupposti per tornare a fare bene».
Il Renate però, con lei in panchina, non perdeva quasi mai in casa...
«Perdemmo la prima gara in casa il 30 dicembre con la Cremonese e poi con la Pistoiese verso la fine, ma quest’anno ha già perso una volta quindi non so se è cambiato l’atteggiamento. Certo, l’impatto ambientale non sarà come in altri stadi ma va affrontata come fosse il Padova o una squadra di grido perché è seconda in classifica e soprattutto prende pochi gol: 1 subito e 7 segnati finora, quindi è una squadra solida da prendere con le molle».
Chi vincerà?
«Pronostici non mi piace farli ma mi auguro che sia una partita divertente dove vinca chi più merita».
Per lei invece quello che è iniziato è da considerarsi un anno sabbatico?
«No, confido in una soluzione al più presto. In estate l’ambizione era fare di più rispetto a Renate ma, visto che sono a casa, dovrò accettare condizioni che mi permettano di lavorare, specie dopo una stagione fatta bene».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’occasione ci viene dai campi sui quali quotidianamente si allena la Reggiana. Un luogo, quello dei campi di via Agosti, in cui non è raro imbattersi nell’ex allenatore della Reggiana. «E’ una società giovane che fa professionismo da 8 anni con una buona gestione, andando a visionare i giovani prima di prenderli, che poi fanno bene, ma spesso viene presa sotto gamba perché non c’è pubblico e sembra una partita del giovedì. Però quando l’arbitro fischia ci si accorge che è una realtà con ottimi giocatori per la categoria uniti a giovani interessanti e con tanto entusiasmo».
Ed è partita forte anche con mister Cevoli...
«Non mi sorprendono i risultati perché hanno cultura del lavoro e in questa categoria è un fattore importante, poi Cevoli non ha stravolto la squadra perciò sono avvantaggiati perché sanno già quello che devono fare senza dover oliare meccanismi. E’ cambiato quasi tutto davanti, dove sono partiti anche Napoli e Scaccabarozzi, sostituiti però con acquisti mirati di giovani che stanno facendo bene».
Uno dei due attaccanti che ha citato, Aiman Napoli è arrivato a Reggio: secondo lei è buon acquisto?
«E’ un giocatore sicuramente importante per la categoria: un generoso, giochi bene o giochi male, la sua maglia è sempre sudata perché dà tutto quello che ha, tecnicamente dimostrerà il suo valore e nella mia squadra era un giocatore che faceva la differenza».
Mister lei viene spesso a vedere gli allenamenti dei granata in queste settimane: che impressioni ha tratto vedendoli lavorare?
«Vengo qui perché sono disoccupato e abito a Reggio, in amicizia bevo un caffè con Malpeli e rivedo volentieri amici e giocatori che conosco, ma non sono qua con altre mire. La Reggiana sta lavorando bene, ha una società solida, la squadra è stata costruita in modo più che dignitoso ed è guidata da una tecnico esperto che l’anno scorso è arrivato fino alle semifinali playoff: sono tutti presupposti per tornare a fare bene».
Il Renate però, con lei in panchina, non perdeva quasi mai in casa...
«Perdemmo la prima gara in casa il 30 dicembre con la Cremonese e poi con la Pistoiese verso la fine, ma quest’anno ha già perso una volta quindi non so se è cambiato l’atteggiamento. Certo, l’impatto ambientale non sarà come in altri stadi ma va affrontata come fosse il Padova o una squadra di grido perché è seconda in classifica e soprattutto prende pochi gol: 1 subito e 7 segnati finora, quindi è una squadra solida da prendere con le molle».
Chi vincerà?
«Pronostici non mi piace farli ma mi auguro che sia una partita divertente dove vinca chi più merita».
Per lei invece quello che è iniziato è da considerarsi un anno sabbatico?
«No, confido in una soluzione al più presto. In estate l’ambizione era fare di più rispetto a Renate ma, visto che sono a casa, dovrò accettare condizioni che mi permettano di lavorare, specie dopo una stagione fatta bene».
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