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La grinta di Markoishvili Debutto al Bigi da leader

di Andrea Montanari
La grinta di Markoishvili Debutto al Bigi da leader

Grissin Bon: il georgiano si “nasconde”: «Io punto di riferimento? Siamo in tanti» E sulla vittoria con Cremona: «Non è il momento di guardarsi allo specchio» 

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REGGIO EMILIA. Una prima da leader. L’ala georgiana Manuchar Markoishvili fa già sul serio e dopo l’amichevole con Cremona si candida ad essere un punto di riferimento, anche se a parole ci tiene a tenere un profilo basso e rispettoso degli equilibri della squadra.

A che punto si trova la Grissin Bon a circa una settimana dall’esordio in campionato? «Continuiamo a lavorare e questo è l’importante. Non è il momento di fermarsi a pensare e guardarsi allo specchio per compiacersi dei progressi fatti, ma bisogna proseguire su questa via con tante ore di lavoro in palestra. Il campionato è ormai alle porte e vogliamo farci trovare pronti».

Sabato al Trofeo Grissin Bon ha avuto il primo contatto con il pubblico reggiano. Che impressione le ha fatto?

«Non avevo mai incontrato Reggio Emilia poiché durante la mia esperienza a Cantù si trovava in Legadue. Quando ha ottenuto la promozione nel massimo campionato, io ho lasciato l’Italia per la Tuchia e poi la Russia. Insomma, è stata una grandissima sorpresa. Il pubblico è stato numeroso e nonostante non si trattasse di una gara di campionato si è fatto sentire. In questa città c’è tanta passione e voglia di fare bene che la squadra percepisce e cercherà di ricambiare fin da subito».

È un gruppo giovane con tanti volti nuovi e alla prima esperienza nella massima serie. Servirà un leader...

«Non servirà trovare un leader perché abbiamo già, non uno, ma più giocatori in grado di dimostrarsi tali. Avere un solo faro significa che quando questo viene oscurato la squadra è persa. Qui ci sono più giocatori con le capacità caratteriali e doti tecniche per dimostrarsi leader. In ogni momento sapremo trovare un nuovo protagonista diverso dal precedente e da colui che si dimostrerà fondamentale in seguito, questa sarà la nostra forza».

Quando corre molto e riesce a realizzare questa Grissin Bon sembra diventare inarrestabile. È qui il segreto?

«Penso che il segreto sia un altro: la difesa. Quando riusciamo ad essere efficaci nella protezione del nostro canestro, tutto diventa più facile e leggero anche dall’altra parte del campo».

È giunto a Reggio dopo l’impegno di Eurobasket. Sta svolgendo un programma differenziato per recuperare?

«No, lavoro ogni giorno interamente con la squadra. Lo staff mi segue e monitora le mie condizioni con una cura eccellente: mi sento davvero bene. Siamo vicini all’inizio del campionato ed entrare con il fisico e con la mente all’interno della stagione è l’unica cosa a cui penso».

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