Leonardo Menichini
«Non c’entra il modulo Servono più agonismo e più motivazioni»
MEDA. L’analisi di Leonardo Menichini è lucida e onesta. Come dirà il direttore sportivo Magalini, il tecnico della Reggiana parla di una squadra scesa in campo meno motivata del previsto. Ma prima...
2 MINUTI DI LETTURA
MEDA. L’analisi di Leonardo Menichini è lucida e onesta. Come dirà il direttore sportivo Magalini, il tecnico della Reggiana parla di una squadra scesa in campo meno motivata del previsto. Ma prima partiamo dal modulo. Menichini opta inizialmente per il 4-2-3-1 già visto per uno scorcio contro il Modena e nell’amichevole contro il Prato. Ma non è un modulo fisso, nel senso che la duttilità dei vari Cesarini, Carlini e Napoli lo modificano in corso d’opera tant’è che in fase di non possesso si vede una Reggiana quasi con un 4-4-2. Soluzione tattica che non premia nei primi 45 minuti e sostanzialmente nemmeno nella ripresa. Non è semplicemente una questione di numeri (visto che nei giorni scorsi solo di questo si è parlato…). Perché poi tutti i tecnici insegnano che la differenza fra un modulo e l’altro la fa il modo col quale si interpretano. «La squadra deve capire che in questo campionato contano prima di tutto agonismo e motivazioni. La differenza è tutta qui. Dobbiamo imparare in fretta la lezione e alzare i toni di aggressività e determinazione. Se pensi di vincere queste partite sotto l’aspetto tecnico non è la strada giusta. Bisogna essere più duri». Insomma, il modulo non è l’aspetto da analizzare per capire il ko di Meda (il secondo di fila in tre campionati). C’è dell’altro. «Quando vai sotto su questi campi poi l’avversaria si chiude e prova a colpirti in contropiede. È un ko che ci amareggia, soprattutto nel primo tempo quando bisognava fare molto di più. Nel secondo abbiamo cercato di buttare il cuore oltre l’ostacolo, abbiamo creato qualcosa di più, ma non siamo stati bravi e neppure fortunati».
Lo straordinario momento del Renate (secondo in classifica, non l’ultimo arrivato) doveva fornire una spinta in più ai granata: «I brianzoli qualche nobile scalpo se lo sono presi. Avevamo avvertito i giocatori – spiega Leonardo Menichini - lo sapevamo. La lezione delle trasferte dello scorso anno qualcosa doveva insegnarci. Se non le affronti col giusto piglio rischia di portare a casa poco. Come se ne esce? Prima di tutto col lavoro che è l’unica cura che conosco. E poi non dobbiamo perdere l’entusiasmo, il campionato è ancora molto lungo e sappiamo che possono capitare giornate come questa. E ancora, occorre essere fiduciosi e credere in quello che facciamo consci che a Meda abbiamo fatto un passo indietro rispetto alle ultimissime uscite».
La classifica comincia a pesare? «Va detto che noi abbiamo già osservato il riposo… I giocatori la guardano e proprio perché la conoscono non è accettabile che forniscano prestazioni del genere. Dobbiamo fare molto di più» conclude il mister.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo straordinario momento del Renate (secondo in classifica, non l’ultimo arrivato) doveva fornire una spinta in più ai granata: «I brianzoli qualche nobile scalpo se lo sono presi. Avevamo avvertito i giocatori – spiega Leonardo Menichini - lo sapevamo. La lezione delle trasferte dello scorso anno qualcosa doveva insegnarci. Se non le affronti col giusto piglio rischia di portare a casa poco. Come se ne esce? Prima di tutto col lavoro che è l’unica cura che conosco. E poi non dobbiamo perdere l’entusiasmo, il campionato è ancora molto lungo e sappiamo che possono capitare giornate come questa. E ancora, occorre essere fiduciosi e credere in quello che facciamo consci che a Meda abbiamo fatto un passo indietro rispetto alle ultimissime uscite».
La classifica comincia a pesare? «Va detto che noi abbiamo già osservato il riposo… I giocatori la guardano e proprio perché la conoscono non è accettabile che forniscano prestazioni del genere. Dobbiamo fare molto di più» conclude il mister.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
