Crisi Milan: decisive le sfide contro Roma e Inter
Montella e la squadra a confronto con Fassone e Mirabelli dopo la figuraccia con la Sampdoria
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MILANO. Dopo nemmeno tre mesi il progetto del nuovo Milan è al primo bivio. Nonostante la faraonica campagna acquisti, la strada verso la Champions si fa ancor più in salita dopo la sconfitta con la Samp, la seconda in 6 gare di campionato. È un momento delicato per Montella, che si giocherà molto, se non tutto, nella cruciale doppia sfida contro due concorrenti, Roma e Inter.
«Le pressioni fanno parte della vita dell'allenatore e di chi gioca nel Milan, bisogna abituarsi. Sono partite con pressione ma come altre. Certo fra giovedì sera e domenica c'è poco tempo per recuperare, razionerò le risorse» ha notato l'allenatore dopo il confronto con l'ad Fassone e il ds Mirabelli, allargato in un secondo momento alla squadra. Montella non è certo agevolato dal calendario: ha poco tempo per preparare la sfida coi giallorossi, visto che giovedì sera incombe l'Europa League e prima del derby capita la sosta. Sin dalla partita con il modesto Rijeka giovedì ci si attende una reazione perché «va cambiato rapidamente l'atteggiamento», come ha avvertito Fassone dopo la brutta figura di Marassi. Senza un vero fuoriclasse, finora il mix da oltre 200 milioni di euro di acquisti giovani (Conti, André Silva, Kessie), esperti (Kalinic, Rodriguez, Musacchio, Biglia), coronato da un leader pluriscudettato come Bonucci (incerto anche in occasione dei gol a Genova) ha fatto faville solo in Europa League. Quando in campionato l'asticella si è alzata, sono arrivati affanni e flop. Il 4-1 con la Lazio ha accelerato la transizione alla difesa a tre, complicata poi dal grave infortunio di Conti nonché dalle difficoltà a trovare una posizione a Calhanoglu e Suso. Giusto ieri prolungato al giugno 2020 il contratto con lo spagnolo. Nelle analisi sul 2-0 in casa della Samp invece non si è parlato di moduli o uomini. «Ci siamo confrontati con la società, con i calciatori e tutti insieme: siamo consapevoli che abbiamo bisogno velocemente di creare una mentalità vincente - ha detto Montella -. Si costruisce nel tempo, a volte anche inciampando. Non bisogna cercare colpevoli. La società mi ha chiesto solo di intervenire per non ripetere più queste prestazioni ma non cerca di intervenire sui moduli o sui calciatori che è di mia pertinenza. Abbiamo bisogno di creare quella mentalità perché siamo il Milan perché dobbiamo raggiungere obiettivi importanti». Il tempo, però, è tiranno. Questo Milan ha scadenze incalzanti, senza la Champions si complicherebbe il piano del proprietario cinese, Li Yonghong.
«Le pressioni fanno parte della vita dell'allenatore e di chi gioca nel Milan, bisogna abituarsi. Sono partite con pressione ma come altre. Certo fra giovedì sera e domenica c'è poco tempo per recuperare, razionerò le risorse» ha notato l'allenatore dopo il confronto con l'ad Fassone e il ds Mirabelli, allargato in un secondo momento alla squadra. Montella non è certo agevolato dal calendario: ha poco tempo per preparare la sfida coi giallorossi, visto che giovedì sera incombe l'Europa League e prima del derby capita la sosta. Sin dalla partita con il modesto Rijeka giovedì ci si attende una reazione perché «va cambiato rapidamente l'atteggiamento», come ha avvertito Fassone dopo la brutta figura di Marassi. Senza un vero fuoriclasse, finora il mix da oltre 200 milioni di euro di acquisti giovani (Conti, André Silva, Kessie), esperti (Kalinic, Rodriguez, Musacchio, Biglia), coronato da un leader pluriscudettato come Bonucci (incerto anche in occasione dei gol a Genova) ha fatto faville solo in Europa League. Quando in campionato l'asticella si è alzata, sono arrivati affanni e flop. Il 4-1 con la Lazio ha accelerato la transizione alla difesa a tre, complicata poi dal grave infortunio di Conti nonché dalle difficoltà a trovare una posizione a Calhanoglu e Suso. Giusto ieri prolungato al giugno 2020 il contratto con lo spagnolo. Nelle analisi sul 2-0 in casa della Samp invece non si è parlato di moduli o uomini. «Ci siamo confrontati con la società, con i calciatori e tutti insieme: siamo consapevoli che abbiamo bisogno velocemente di creare una mentalità vincente - ha detto Montella -. Si costruisce nel tempo, a volte anche inciampando. Non bisogna cercare colpevoli. La società mi ha chiesto solo di intervenire per non ripetere più queste prestazioni ma non cerca di intervenire sui moduli o sui calciatori che è di mia pertinenza. Abbiamo bisogno di creare quella mentalità perché siamo il Milan perché dobbiamo raggiungere obiettivi importanti». Il tempo, però, è tiranno. Questo Milan ha scadenze incalzanti, senza la Champions si complicherebbe il piano del proprietario cinese, Li Yonghong.
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