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L’impianto di atletica la prima emergenza

di Massimo Sesena
L’impianto di atletica la prima emergenza

E intanto il football americano è ancora senza campo

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REGGIO EMILIA. La fine dell’estate non ha coinciso soltanto con l’inizio della scuola, ma anche con la ripartenza di tutte le attività sportive giovanili. Palestre e campi affollati, un continuo gioco di incastri che punta a esaudire tutte le richieste delle centinaia di società sportive che nella nostra provincia non sono che la parte più evidente di un movimento - quello sportivo, giovanile e dilettantistico - che quotidianamente muove migliaia di persone: bambine e bambini, ragazzi, genitori, allenatori. E soprattutto addetti agli impianti, siano essi palestre o campi. E assieme alla gestione ordinaria, alla manutenzione di quella gigantesca macchina che si è messa in moto in queste settimane, a settembre si ripropongono anche i dossier. Vecchi e nuovi nodi che arrivano al pettine e chiamano gli amministratori al loro ruolo, affinché trovino una soluzione.

IL CASO HOGS. Un esempio? Il sasso lanciato nello stagno - alla vigilia di un nuovo campionato nazionale - dalla squadra di football americano degli Hogs che, nell’annunciare la ripresa delle attività anche per quello che riguarda il settore giovanile (a testimonianza del fatto che questo sport si sta comunque facendo strada tra i ragazzi) non ha mancato di sottolineare come ancora oggi, i ragazzi di Daniele Rossi, non abbiano un campo su cui giocare le sfide interne del campionato di seconda divisione nazionale.

A giugno, dopo un campionato ricco di soddisfazioni, il presidente Davide Ruozzi non aveva usato mezzi termini: «Siamo una delle squadre più vincenti della provincia, abbiamo più di cento tesserati, in larghissima parte minorenni e nonostante questo non abbiamo un campo di casa. Certo, in questi anni, di promesse ne abbiamo sentite tante, ma siamo ancora messì così...».

Invero, in queste settimane in Comune e alla Fondazione dello Sport si stanno adoperando per trovare una soluzione e una possibile opzione sarebbe addirittura stata trovata su uno dei campi degli impianti della Reggio Calcio, alla Canalina, ma siamo ancora in fase di studio. Ad esempio, studio delle misure che, al di là delle yards al posto dei nostri metri, non renderebbero comunque “sovrapponibile” un campo da Football americano con uno da calcio di quelli esistenti in città. L’intenzione è comunque quella di trovare una soluzione strutturale che chiuda per sempre il dossier “Hogs senza campo”.

DOSSIER CAMPARADA. Al netto del battage mediatico che le proteste della società di football americano ha finito per sollevare, vi sono anche altri dossier legati all’impiantistica sportiva.

E il dossier più urgente di tutti è sicuramente quello del campo di atletica leggera “Camparada”, forse l’impianto sportivo cittadino più vecchio e malandato. Al punto che - la Gazzetta ne ha scritto nelle scorse settimane - molti atleti di casa nostra, per evitare di farsi male, si allenano ormai da tempo a Modena.

Un paradosso che è anche un cruccio per chi, come il primo cittadino di Reggio Luca Vecchi, su quel campo si è allenato per anni in gioventù, quando praticava e insegnava le discipline dell’atletica leggera. E una prima risposta potrebbe arrivare dal progetto - per il quale è già previsto un finanziamento - dell’impianto Indoor da ricavare ristrutturando uno dei capannoni delle ex Reggiane. I soldi per quel progetto - assicurano in Comune - ci sono già: rientrano nei 18 milioni di euro che costituiscono la quota parte che spetta al Comune di Reggio nel bando nazionale per il recupero delle periferie. In quel bando, per capirci, ci sono anche i soldi per la riapertura di viale Ramazzini , una misura che - in Comune ne sono sicuri - darà una nuova vita al quartiere di Santa Croce.

Tuttavia l’impianto indoor non sarebbe che una risposta parziale. Che fare del campo di atletica di via Melato? Il rifacimento dovrebbe essere totale: pista, tribune, spogliatoi e rischierebbe di costare circa 800mila euro, a fronte di una cifra quasi doppia per la costruzione di un impianto nuovo. Se da un lato il tema economico ha comunque il suo peso, dall’altro si allarga sempre di più il partito di coloro che vogliono un impianto nuovo, magari lontano dallo smog di via del Partigiano.

massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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