Mussini e Candi, le due scommesse della Grissin Bon
Si prospetta un'annata impegnativa per i due giovani registi su cui la Pallacanestro Reggiana ha scelto di puntare
REGGIO EMILIA. Un ruolo delicato, come quello del playmaker affidato a due giovanissimi. Questa è stata la scelta fatta dalla Pallacanestro Reggiana durante l’estate e oggi Federico Mussini e Leonardo Candi sono pronti a ripagare sul campo la fiducia che è stata data loro. Il 21enne Federico Mussini, rientrato a Reggio dopo due anni sotto la guida di un “hall of famer” come Chris Mullin è pronto ad essere protagonista nella sua città e su quel parquet che fin da piccolo sognava di calcare. «Il mio percorso è stato diverso rispetto a molti compagni – ha affermato Mussini – da piccolo andavo a pulire il campo quando giocavano “i grandi” come fanno oggi i ragazzini sognando di poter essere un giorno su quel campo da protagonista. Adesso ho questa occasione e, proprio per questo, per me non è come per tutti gli altri».
Sabato c’è stato il primo assaggio con il pubblico reggiano. «È stato bellissimo. Il pubblico di Reggio mi ha sempre dimostrato tantissimo affetto e ritrovarlo con lo stesso entusiasmo è stata una bella emozione». Si avvicina l’esordio in campionato e la prima sfida sarà proprio contro quell’Avellino che l’anno scorso ha estromesso la Grissin Bon dai playoff. «Ad Avellino sarà sicuramente una partita dura perché loro sono un’ottima squadra, con un roster lungo e giocatori di talento. Negli ultimi anni hanno sempre ottenuto dei buonissimi risultati. È una sfida che ha al suo interno qualcosa di più rispetto alle altre”. L’arrivo a Reggio di Markoishvili e Wright ha aumentato le qualità del roster biancorosso. «Sono giocatori che hanno talento ed esperienza. Sono veramente contento del loro arrivo e ci aiuteranno tantissimo. Posso imparare tantissimo da loro, con consigli importanti in alcune situazioni che loro hanno sicuramente hanno già vissuto».
La forza di Reggio sarà però il gruppo e il grande legame che si è instaurato tra i giocatori. «Siamo tutti amici ed è bello essere in campo con giocatori con cui si è cresciuti e con i quali si ha un legame anche al di fuori della palestra».
Leo Candi, 20enne bolognese, ha la giusta sfacciatagine per non temere il salto dalla A2 all’A1, perché chi ha indossato la maglia della Fortitudo, deve saper gestire le pressioni e superarle «L’esordio a Reggio per me è tutto nuovo – ha sottolineato Candi – sono sempre stato abituato a giocare al PalaDozza e qui è molto diverso. L’ambiente è molto più “famigliare” e c’è molta più attenzione verso la squadra. Sabato mi sono divertito tantissimo e vedere il palazzetto così pieno sia la cosa più bella. La sinergia tra la squadra e l’ambiente è fondamentale».
Proprio l’entusiasmo del pubblico sarà un aspetto fondamentale soprattutto ad inizio stagione. «Siamo una squadra giovane ma abbiamo già abbastanza esperienza alle spalle. Dobbiamo affrontare le partite con la nostra sfacciataggine e la faccia tosta, giocando sempre al massimo per dimostrare chi siamo senza paura. Non avremo sicuramente l’esperienza di molti giocatori che ci ritroveremo di fronte, però abbiamo la voglia di crescere, di fare bene e stupire tutti». In questa fase di preparazione Candi ha avuto modo di iniziare a capire le differenze del salto di categoria. «In A1 c’è sicuramente molta più fisicità e l’arbitraggio è più attento ai contatti. Bisogna sempre fare la difesa giusta per evitare di commettere dei falli ingenui»..
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