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Menetti: "La Grissin Bon al suo primo esame"

di Riccardo Bellelli
Menetti: "La Grissin Bon al suo primo esame"

Il tecnico reggiano alla vigilia dell'esordio in campionato contro Avellino

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REGGIO EMILIA. Si parte col campionato e sarà subito posticipo ad Avellino dove l’avventura biancorossa finì lo scorso anno in malo modo. Proprio sulla discontinuità rispetto al gruppo della passata stagione il coach Max Menetti ha voluto puntare e lo ha sottolineato ripetutamente.
«Abbiamo fatto una settimana buona di lavoro con un giorno di pausa nella quale abbiamo anche disputato un’amichevole che ha dato buone indicazioni» spiega il coach biancorosso, dopo aver sottolineato che, Siim-Sander Vene a parte, il team gode di una buona salute generale.
Come sta procedendo l’inserimento di Wright?
«Bene. Ha fatto lavoro differenziato perché è da luglio che non gioca con una squadra quindi, se da un punto di vista muscolare è messo anche meglio degli scorsi playoff, dal lato atletico gli manca il ritmo partita. Gli stiamo facendo fare un lavoro che lo tuteli il più possibile da infortuni ma lo aiuta a riprendere e lunedì potrò usarlo in partita ma non lasciarlo in campo per troppi minuti consecutivi. Dovrà giocare spezzoni di gara».
Come vede la squadra?
«Sono come un gruppo di studenti al primo esame. Alcuni di loro hanno appena finito il liceo e sono al primo esame universitario, altri hanno già delle lauree, ma tutti si sentono preparati e pronti. Resta ovviamente il timore della domanda a trabocchetto o di fare scena muta per la tensione, però ripeto, la squadra è pronta».
Che squadra ha tra le mani?
«Ho un roster dal grande potenziale, raramente ho iniziato con una squadra dai valori così forti. Voglio che i giocatori abbiano bene in testa gli obiettivi e gli step per raggiungerli».
Quali sono questi step?
«Innanzitutto conquistare la salvezza alla svelta, poi da lì si partirà. Ve lo spiego con l’esempio della montagna. Siamo una squadra che può scalare l’Everest, ma dobbiamo farlo per tappe. Prima cosa raggiungere il campo base, la salvezza. Arrivati lì saprò che i ragazzi sono pronti e vi dirò dove andremo».
Che comportamento si aspetta dal pubblico reggiano?
«Credo che il vero sentimento dei tifosi sia quello che si percepisce per strada o al supermercato e non quello dei social. La gente apprezza questi ragazzi, lo ha fatto fin dalla presentazione, questa è una squadra con un futuro. C’è tanto senso di appartenenza, un gruppo coeso, empatico, il contrario di quello dello scorso anno».
Come vede la sfida con Avellino?
«Si rincomincia da dove avevamo finito, sarà una gara difficile, su un campo difficile ma così sarà ancora più bello in caso di vittoria. Non facciamo dietrologie, non pensiamo a quanto successo lo scorso anno, questo è un gruppo nuovo e si riparte da zero. Pure loro per altro sono cambiati profondamente».
Cosa c’è da temere dei suoi avversari?
«Hanno cambiato tanto, tenendo lo zoccolo duro composto da elementi importanti come Leunen, Zerini e Fesenko. Hanno stravolto la regia perdendo Green e Ragland che sono giocatori che lasciano il segno ma i sostituti sono validi anche se diversi. Hanno esterni pericolosi al tiro e in uno contro uno ma anche loro devono assemblarsi».
 

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