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«Non sono un uomo solo al comando»

«Non sono un uomo solo al comando»

All’indomani dell’uscita di scena di Compagni, il presidente della Reggiana scrive ai tifosi e alla città: «Vi porterò via dalla C»

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REGGIO EMILIA. «Io ci sono e vi garantisco che la Reggiana è in buone mani». Per quanto da tempo annunciata e incombente, l’uscita di Stefano Compagni dalla Reggiana non poteva essere liquidata con le fredde e scarne righe del comunicato della società. E così ieri, ecco diffondersi un messaggio alla città e ai tifosi firmato dal presidente Mike Piazza in persona.

«Non mi sento un uomo solo al comando - scrive Piazza - perché alle mie spalle c’è un intero esercito. Una città che si identifica nel club. Ho un ricco tesoro di valori, sentimenti, passione e storia calcistica. Abbiamo superato molti ostacoli per assicurare la salute del club. Passo dopo passo continueremo ad andare avanti». Poi lo sguardo alla compagine societaria, che in questi mesi, oltre ad aver perso per strada un pezzo importante come l’ex vice presidente, a cui Piazza contrappone gli altri soci reggiani che sono ancora in società anche senza ruoli nella governance. «Le porte della società sono spalancate per chi vorrà il bene della Reggiana, mi riferisco a Gianni Perin, Nunzio Annovi e Gianfranco Medici che fanno parte integrante della famiglia granata. Una famiglia che ha quale grande patrimonio i suoi tifosi, i tanti partner che in questi mesi ci hanno dato fiducia e ci sostengono. A loro va il mio sguardo, il mio impegno e la mia dedizione».

Una dedizione che - secondo il credo di Piazza - si esplicita con «il saper combattere e lottare per l’obiettivo che ti sei dato. Devi essere in grado di tenere ben saldo il timone del comando e mantenere la rotta. Quando ho deciso di entrare nella Reggiana - dice Piazza - ero cosciente di tutto ciò. Lo sono oggi a maggior ragione dopo aver solcato un mare in tempesta. So qual è il compito che mi attende. Ho sempre detto che la Reggiana è un patrimonio dei tifosi, della città e il mio dovere è metterla in sicurezza, preservarla, renderla sostenibile per poter alzare lo sguardo verso orizzonti ambiziosi. E’ la mia missione e di mia moglie Alicia».

Poi non potevano mancare i riferimenti alla reggianità, messa a dura prova in questi mesi di imprenditori reggiani che lasciano, manager milanesi e greco-neweyorkesi che vanno e vengono da via Mogadiscio. Così’ Mike sottolinea come lui stesso, a forza di frequentare Reggio e i reggiani, abbia cambiato il proprio modo di essere.

«Quando sono arrivato in Italia, a Reggio Emilia, alla Reggiana - ricorda Piazza - ero visto come lo “zio d’America”. Oggi la mia famiglia vive qui, i miei figli studieranno qui. Io mi sento reggiano, amo questa terra e mi sento ambasciatore delle eccellenze che vengono prodotte a Reggio Emilia. L’obiettivo sportivo è di lasciare al più presto la serie C e tutti noi ci stiamo impegnando. Tutta la società è proiettata nel raggiungimento di questo traguardo. Le difficoltà non ci spaventano, sapremo superare tutti gli ostacoli perché noi siamo dei “testa quedra”. Ho imparato il significato della reggianità: gente testarda, laboriosa, che non molla mai, orgogliosa e dura ma dal cuore grande. La Reggiana è in buone mani perché appartiene a tutti voi».

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