Il ds Magalini «Siamo tutti responsabili»
di Cristiana Filippini
A fine partita parla solo il direttore sportivo «La squadra gioca contro il mister? Cattiverie»
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REGGIO EMILIA . «Parla solo il direttore». Questa la comunicazione arrivata in sala stampa al termine di Reggiana-Sambenedettese. E la faccia di Giuseppe Magalini al suo arrivo per il confronto con i giornalisti è quella di chi vorrebbe essere dappertutto tranne che lì. Il direttore si siede subito chiede che gli venga portata una bottiglietta d’acqua, forse per combattere una salivazione arrivata evidentemente a zero.
«La società ha deciso che parlo solo io - chiarisce il direttore - anche se ne avrei volentieri fatto a meno. Ma è corretto non sottrarsi quando ce n'è bisogno». In quel momento il tecnico Leo Menichini non è ancora stato esonerato e dunque Magalini dà una risposta evasiva sul futuro del mister.
«Devo ancora confrontarmi con la proprietà, e non ho sentito il presidente. Sono qui per parlare della partita e per quanto riguarda la posizione dell’allenatore mi devo prima confrontare con la proprietà».
Parliamo della partita: quanto è rimasto deluso da questa prestazione?
«Non è stata per niente una prestazione positiva. Nel primo tempo decisamente negativa mentre nella ripresa c'è stato l’impegno che comunque non è stato sufficiente».
L’impressione del primo tempo è stata quella di una squadra che gioca per arrivare al cambio dell'allenatore.
«Queste sono cattiverie vostre e dalle quali mi dissocio».
Non può dire di aver visto il sacro furore nei suoi giocatori.
«L’ho appena detto che nel primo tempo non siamo andati bene. Associare questa prestazione alla faccenda dell’allenatore è una malizia che avete voi e non io».
Bene la Samb o così male la Reggiana?
«Entrambe le cose. La Samb è certamente una delle squadre che fa parte del lotto di quelle di alta classifica e a tratti è stata anche bella da vedere. Nel primo tempo, in fase di palleggio, non ce l’hanno quasi mai fatta vedere».
Cosa è successo a Cesarini?
«Purtroppo l'infermeria è molto piena e questo è un aspetto che mi preoccupa. Cesarini ha sentito un dolorino dietro al ginocchio in fase di riscaldamento e speriamo che l'entità sia di poco conto. Anche Rosso è uscito per un fastidio al ginocchio, Ghiringhelli ha preso una botta al ginocchio e Spanò è nello spogliatoio che urla per un problema alla spalla. E pure Rozzio non sta bene».
Cambiare allenatore con una partita alle porte che rischi può portare?
«Può essere una cosa problematica cambiare allenatore quando c’è una partita in arrivo. Ma è sempre una cosa problematica cambiare l’allenatore. Però vi prego di non portarmi su un discorso che dobbiamo ancora affrontare».
Le colpe però secondo lei sono più dei giocatori o dell'allenatore?
«Quando le cose vanno male le colpe sono di tutti. La società ci ha dato di tutto e di più. Chi ha lavorato per la società, come il sottoscritto, ha delle responsabilità.
Troppo facile trovare un responsabile unico, ognuno di noi deve fare un esame di coscienza su come sta lavorando».
Adesso a livello di conduzione tecnica secondo lei cosa dobbiamo aspettarci?
«Non posso prevedere il futuro. In serata (ieri per chi legge n.d.c.) avrò un incontro con la proprietà per fare un discorso a 360 gradi per affrontare quelli che sono i problemi. Il presidente sta facendo di tutto per metterci nelle migliori condizioni e noi l’abbiamo accolto con questo regalo».
«La società ha deciso che parlo solo io - chiarisce il direttore - anche se ne avrei volentieri fatto a meno. Ma è corretto non sottrarsi quando ce n'è bisogno». In quel momento il tecnico Leo Menichini non è ancora stato esonerato e dunque Magalini dà una risposta evasiva sul futuro del mister.
«Devo ancora confrontarmi con la proprietà, e non ho sentito il presidente. Sono qui per parlare della partita e per quanto riguarda la posizione dell’allenatore mi devo prima confrontare con la proprietà».
Parliamo della partita: quanto è rimasto deluso da questa prestazione?
«Non è stata per niente una prestazione positiva. Nel primo tempo decisamente negativa mentre nella ripresa c'è stato l’impegno che comunque non è stato sufficiente».
L’impressione del primo tempo è stata quella di una squadra che gioca per arrivare al cambio dell'allenatore.
«Queste sono cattiverie vostre e dalle quali mi dissocio».
Non può dire di aver visto il sacro furore nei suoi giocatori.
«L’ho appena detto che nel primo tempo non siamo andati bene. Associare questa prestazione alla faccenda dell’allenatore è una malizia che avete voi e non io».
Bene la Samb o così male la Reggiana?
«Entrambe le cose. La Samb è certamente una delle squadre che fa parte del lotto di quelle di alta classifica e a tratti è stata anche bella da vedere. Nel primo tempo, in fase di palleggio, non ce l’hanno quasi mai fatta vedere».
Cosa è successo a Cesarini?
«Purtroppo l'infermeria è molto piena e questo è un aspetto che mi preoccupa. Cesarini ha sentito un dolorino dietro al ginocchio in fase di riscaldamento e speriamo che l'entità sia di poco conto. Anche Rosso è uscito per un fastidio al ginocchio, Ghiringhelli ha preso una botta al ginocchio e Spanò è nello spogliatoio che urla per un problema alla spalla. E pure Rozzio non sta bene».
Cambiare allenatore con una partita alle porte che rischi può portare?
«Può essere una cosa problematica cambiare allenatore quando c’è una partita in arrivo. Ma è sempre una cosa problematica cambiare l’allenatore. Però vi prego di non portarmi su un discorso che dobbiamo ancora affrontare».
Le colpe però secondo lei sono più dei giocatori o dell'allenatore?
«Quando le cose vanno male le colpe sono di tutti. La società ci ha dato di tutto e di più. Chi ha lavorato per la società, come il sottoscritto, ha delle responsabilità.
Troppo facile trovare un responsabile unico, ognuno di noi deve fare un esame di coscienza su come sta lavorando».
Adesso a livello di conduzione tecnica secondo lei cosa dobbiamo aspettarci?
«Non posso prevedere il futuro. In serata (ieri per chi legge n.d.c.) avrò un incontro con la proprietà per fare un discorso a 360 gradi per affrontare quelli che sono i problemi. Il presidente sta facendo di tutto per metterci nelle migliori condizioni e noi l’abbiamo accolto con questo regalo».
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