Ventura: «Fallire i Mondiali sarebbe una catastrofe»
Il ct alle prese con il ko di Belotti e l’emergenza in mediana Chiamati Gagliardini e Cristante, venerdì la Macedonia
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FIRENZE. Un Mondiale senza l'Italia «sarebbe una catastrofe», dice il ct, ma è un'Italia che perde pezzi quella che contro Macedonia (venerdì a Torino) e Albania (lunedì a Scutari) andrà a caccia di punti utili per l'accesso ai playoff Mondiali. Fuori per infortunio Belotti, Verratti, De Rossi e Pellegrini, i primi due neppure arrivati a Coverciano e gli altri subito con le valigie in mano.
Dopo Inglese e Barella, Ventura ha chiamato in fretta Gagliardini e Cristante per tamponare l'emergenza a centrocampo. «Ma niente alibi, né dobbiamo piangerci addosso» dice il ct -. A complicare il suo lavoro, sottolinea, c'è pure dell'altro: «Una volta in Nazionale c'erano i blocchi delle squadre, ora non più. Se ci fossero nove giocatori del Napoli, che gioca benissimo, li avrei convocati tutti. Ma del Napoli io ho un solo giocatore come pure di altre squadre. Anche per questo e dato il momento bisogna andare sull'usato sicuro». Ecco perché, a parte Inglese che ha già fatto gli stage, Ventura nonostante il forfait di Belotti ha deciso di non chiamare altri attaccanti: «Chi potrei convocare? Cutrone ha fatto poche gare in A poi serve all'Under ed essendo giovanissimo c'è pure il rischio di bruciarlo». In ogni caso intende andare dritto per la sua strada: «Le idee tattiche restano quelle, non è una questione di modulo ma di interpretazione e conoscenze, abbiamo solo tre giorni per preparare due partite, la priorità è qualificarci: non andare ai Mondiali per me sarebbe una catastrofe. Fortuna che questa Italia ha una gran voglia di imparare».
Nel frattempo tiene aperte le porte anche se, malgrado il ko di Belotti, non ha voluto prendere in considerazione Zaza, sei gol in sette gare con il Valencia, e Balotelli, sette reti in nove partite con il Nizza: «Monitoriamo tanti giocatori, Giovinco, Criscito, Sansone, Chiesa, e anche loro. Non c'è chiusura definitiva per nessuno ma Zaza è fuori dal giro da un po’. E per Balotelli è ilsolito discorso: io non l'ho mai allenato, chi l'ha fatto non ha messo in dubbio le doti tecniche ma il resto. Abbiamo intrapreso la strada del rinnovamento e ora che mi gioco il Mondiale ho bisogno di certezze. Ma se nei prossimi mesi ci saranno giocatori che faranno bene il resto verrà accantonato».
Dopo Inglese e Barella, Ventura ha chiamato in fretta Gagliardini e Cristante per tamponare l'emergenza a centrocampo. «Ma niente alibi, né dobbiamo piangerci addosso» dice il ct -. A complicare il suo lavoro, sottolinea, c'è pure dell'altro: «Una volta in Nazionale c'erano i blocchi delle squadre, ora non più. Se ci fossero nove giocatori del Napoli, che gioca benissimo, li avrei convocati tutti. Ma del Napoli io ho un solo giocatore come pure di altre squadre. Anche per questo e dato il momento bisogna andare sull'usato sicuro». Ecco perché, a parte Inglese che ha già fatto gli stage, Ventura nonostante il forfait di Belotti ha deciso di non chiamare altri attaccanti: «Chi potrei convocare? Cutrone ha fatto poche gare in A poi serve all'Under ed essendo giovanissimo c'è pure il rischio di bruciarlo». In ogni caso intende andare dritto per la sua strada: «Le idee tattiche restano quelle, non è una questione di modulo ma di interpretazione e conoscenze, abbiamo solo tre giorni per preparare due partite, la priorità è qualificarci: non andare ai Mondiali per me sarebbe una catastrofe. Fortuna che questa Italia ha una gran voglia di imparare».
Nel frattempo tiene aperte le porte anche se, malgrado il ko di Belotti, non ha voluto prendere in considerazione Zaza, sei gol in sette gare con il Valencia, e Balotelli, sette reti in nove partite con il Nizza: «Monitoriamo tanti giocatori, Giovinco, Criscito, Sansone, Chiesa, e anche loro. Non c'è chiusura definitiva per nessuno ma Zaza è fuori dal giro da un po’. E per Balotelli è ilsolito discorso: io non l'ho mai allenato, chi l'ha fatto non ha messo in dubbio le doti tecniche ma il resto. Abbiamo intrapreso la strada del rinnovamento e ora che mi gioco il Mondiale ho bisogno di certezze. Ma se nei prossimi mesi ci saranno giocatori che faranno bene il resto verrà accantonato».
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