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Riecco Ancellotti i suoi punti a Imola ci evitarono la B

di Riccardo Bellelli
Riecco Ancellotti i suoi punti a Imola ci evitarono la B

Il ventinovenne di Correggio torna al Pala da avversario «La mia Pesaro? Una squadra di bravi ragazzi...» 

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REGGIO EMILIA. Il PalaBigi ritrova dopo tanti anni uno dei ragazzi cresciuti qui ma poi esplosi lontani da Reggio Emilia. Andrea Ancellotti, correggese del 1988, ha dovuto fare una lunga gavetta prima di arrivare al massimo campionato con Pesaro. Pozzuoli, Patti, Santarcangelo di Romagna, Nord Barese in B poi Chieti e Treviso in A2. A lanciarlo però tra i professionisti fu Marcelletti in A2 e quell’anno, un giovanissimo Andrea salvò la squadra dalla retrocessione in B con 11 punti fondamentali segnati a Imola.

Quali sono i suoi ricordi di quel periodo?

«Ci furono diversi infortuni e Marcelletti mi chiamò in causa dicendo che c’era bisogno di me. Mi disse di andare in campo tranquillo e di fare quel che potevo, serenamente».

Da allora cos’è successo?

«Ho dovuto fare tanta gavetta poi a Chieti ho trovato un allenatore che ha davvero creduto in me e mi ha fatto svoltare la carriera. Con lui ho giocato un’ottima stagione. Treviso mi notò e da lì alla massima serie è stato un attimo».

Com’è cambiato in questi anni?

«Sono cresciuto come persona e come giocatore. Ho imparato a capire di più il basket, a migliorare le letture».

I suoi rapporti con la Pallacanestro Reggiana?

«A Reggio sono sempre stato bene, conosco lo staff e Riccardo Cervi, sono rimasto in contatto e in ottimi rapporti con tutti».

Ha visto la Grissin Bon in amichevole e nella prima di campionato. Che impressione le ha fatto?

«La Grissin Bon ha italiani di buon livello, così come gli stranieri. Ha mantenuto uno zoccolo duro formato da Cervi, Della Valle e Mussini oltre che dallo staff tecnico, è una base molto importante su cui poter costruire. Ha cambiato molto ma resta una squadra forte, molto perimetrale con esterni pericolosissimi».

E di Pesaro cosa può dirci?

«Siamo un gruppo di bravi ragazzi che stanno cercando di conoscersi. Siamo molto giovani, a parte me, son tutti sui 22-25 anni. Stiamo sistemando diverse cose sia in difesa che in attacco, ci serve ancora un po’ di tempo ma i margini di crescita sono elevati. Ci manca ancora un americano che arriverà a breve».

Come Reggio, pure voi avete perso all’esordio. Cosa vi è mancato contro Brindisi?

«Abbiamo giocato concentrati per 38 minuti poi alla fine siamo arrivati stanchi. Un paio di rimbalzi concessi, un paio di errori e gli avversari ne hanno approfittato. Le rotazioni corte alla lunga si son fatte sentire».

Che cosa chiede lei al campionato?

«Voglio vedere se posso stare a questo livello. Penso di si, ma devo dimostrarlo. Il mio obbiettivo è aiutare Pesaro a salvarsi e farò quello che mi chiede il coach, cioè tanta difesa e rimbalzi».

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