Bega torna al Campari da avversario
di Luca Cavazzoni
Eccellenza, il capitano della Casalgrandese: «A Bagnolo ritrovo tanti amici»
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REGGIO EMILIA. Il derby del Fratelli Campari avrà un sapore particolare per Federico Bega, statuario difensore centrale della Casalgrandese. La maglia della Bagnolese l’ha indossata per due stagioni e mezzo, fino al dicembre scorso quando si trasferì al Formigine. Ora ritrova i rossoblù da ex di turno, ovviamente per la prima volta in carriera. Ma i piacevoli ricordi del passato andranno messi da parte, Bega e tutta la Casalgrandese vogliono uscire dall’impianto di Bagnolo con un risultato utile in chiave salvezza. «Sarà una partita dura - ammette il difensore biancoblù - contro una Bagnolese tosta e difficile da affrontare. Noi siamo una squadra tutta nuova, mentre loro sono già assestati. In estate hanno inserito quattro o cinque giocatori di categoria, oltre ad un allenatore che negli ultimi anni ha sempre raccolto risultati molto importanti».
Da ex sarà un derby diverso dal solito?
«Rivedrò e saluterò diversi miei ex compagni. A Bagnolo trovai un bell’ambiente, con la possibilità di giocare per una società storica nel panorama dilettantistico».
La vostra classifica recita di un punto in cinque partite, ma le cronache riportano di prestazioni superiori al bottino raccolto.
«Sul campo ci stiamo esprimendo bene, il livello del nostro gioco è molto buono. Ci manca un po' di cattiveria, come in attacco dove serve più incisività. Creiamo tante occasioni, ma finalizziamo poco».
A livello personale come si trova alla Casalgrandese?
«La Casalgrandese mi ha cercato con insistenza, facendomi capire di puntare su di me con decisione. Ho accettato quella che ritengo una bella sfida, rimettendomi in discussione all'interno di un gruppo molto giovane e rinnovato».
Ed in più con la fascia da capitano.
«Una responsabilità, che cerco di onorare al meglio. È toccata a me perché sono il più vecchio del gruppo, ma ho solo ventotto anni».
A Bagnolo c'era una leggenda. Se la difesa giocava a tre oppure a cinque Bega era ritenuto uno dei centrali migliori della categoria. A quattro dietro si mormorava che Bega andasse in difficoltà.
«Giocare a tre oppure a cinque ti garantisce la copertura del compagno, questo è fuori discussione. Se la difesa è bassa, ovviamente rischi qualcosa in meno. Decisivo è però l'atteggiamento di tutta la squadra, dato che anche lo spirito degli altri reparti è da supporto al modo in cui gioca la difesa».
Da ex sarà un derby diverso dal solito?
«Rivedrò e saluterò diversi miei ex compagni. A Bagnolo trovai un bell’ambiente, con la possibilità di giocare per una società storica nel panorama dilettantistico».
La vostra classifica recita di un punto in cinque partite, ma le cronache riportano di prestazioni superiori al bottino raccolto.
«Sul campo ci stiamo esprimendo bene, il livello del nostro gioco è molto buono. Ci manca un po' di cattiveria, come in attacco dove serve più incisività. Creiamo tante occasioni, ma finalizziamo poco».
A livello personale come si trova alla Casalgrandese?
«La Casalgrandese mi ha cercato con insistenza, facendomi capire di puntare su di me con decisione. Ho accettato quella che ritengo una bella sfida, rimettendomi in discussione all'interno di un gruppo molto giovane e rinnovato».
Ed in più con la fascia da capitano.
«Una responsabilità, che cerco di onorare al meglio. È toccata a me perché sono il più vecchio del gruppo, ma ho solo ventotto anni».
A Bagnolo c'era una leggenda. Se la difesa giocava a tre oppure a cinque Bega era ritenuto uno dei centrali migliori della categoria. A quattro dietro si mormorava che Bega andasse in difficoltà.
«Giocare a tre oppure a cinque ti garantisce la copertura del compagno, questo è fuori discussione. Se la difesa è bassa, ovviamente rischi qualcosa in meno. Decisivo è però l'atteggiamento di tutta la squadra, dato che anche lo spirito degli altri reparti è da supporto al modo in cui gioca la difesa».
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