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«Figli della nostra Serie A»

di Massimo Meroi
«Figli della nostra Serie A»

Causio sconsolato: quanti italiani giocano con le prime cinque?

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UDINE. «Mettiamocelo in testa: questa nazionale è figlia del nostro campionato. Quanti italiani giocano titolari nelle prime cinque della classifica? Ventura l’altra sera è stato costretto a far giocare gente che non è nemmeno titolare nel suo club». Franco Causio va diretto al nocciolo della questione. Per il “Barone” il problema dell’Italia non sono le scelte del commissario tecnico, ma il livello del nostro calcio. «Quando qualche anno fa Fabio Capello sosteneva che la Serie A è poco allenante diceva una grande verità. Tatticamente siamo sempre i migliori, quanto a qualità lasciamo a desiderare».

Causio, tutto vero quello che dice, ma con la Macedonia si doveva comunque fare di più.

«È vero e infatti i senatori alla fine l’hanno sottolineato. Buffon ha ragione quando dice che lo sport preferito è il tiro al ct ma che la gara con la Macedonia bisognava portarla a casa. Io non darei grosse responsabilità a Ventura».

Beh, adesso è facile dirlo, ma quel Verdi titolare è sembrato un azzardo. Non trova?

«La maglia azzurra pesa tanto, tantissimo. In una partita così delicata avrei puntato su Candreva. Verdi ha fallito tre-quattro stop semplici che nel Bologna non avrebbe mai sbagliato, segno di tensione e insicurezza. Ma quando arrivi in Nazionale qualcosa devi dimostrare. E subito».

Buffon ha detto che la Nazionale sta pagando a livello psicologico il pesante ko con la Spagna.

«È possibile, ma ribadisco: certe partite le devi comunque portare a casa. Di sicuro gli azzurri erano andati a giocare a Madrid con tante aspettative, forse eccessive. La Spagna li ha fatti ritornare con i piedi per terra».

Bonucci anche calato nella “Bbc” ha rimediato una brutta figura. Cosa gli sta accadendo?

«Difficile da capire. Sicuramente ha pagato il cambio di squadra, l’adattamento è più lungo del previsto. Di sicuro sia nel Milan sia in Nazionale non è il giocatore sicuro e sfrontato che vedevamo nella Juve».

Adesso, a play-off acquisiti grazie al Belgio, non si può comunque steccare in Albania.

«Non illudiamoci che ci regalino qualcosa. Per gli albanesi questa gara è una sorta di ribalta sociale. Non so che novità apporterà Ventura alla formazione, di sicuro l’atteggiamento dovrà essere diverso. Il secondo tempo con la Macedonia è stato imbarazzante».

Questa squadra sembra in fase di depressione. Rischia l’eliminazione allo spareggio?

«Dipende da chi peschi. La Croazia, tanto per fare un nome, sarebbe un pessimo cliente. E non è l’unico».

L’altra sera hanno pesato di più le assenze a centrocampo o Belotti?

«De Rossi, Verratti e Marchisio non sono poco là in mezzo. E infatti a Immobile non è arrivato neanche un pallone giocabile».

Insigne nel Napoli segue lo spartito e va a mille, in Nazionale rende la metà. Concorda?

«Io credo che da un giocatore del suo talento si debba pretendere di più. Non è più un ragazzino: nei momenti di difficoltà deve prendere per mano la squadra. A Parolo e Gagliardini non si può chiedere di saltare l’uomo, a Insigne sì».

Se dovesse fare il nome di un giovane da prendere subito in considerazione chi sceglierebbe?

«Chiesa. Se in Nazionale ci va Verdi non vedo perché non ci sia anche il viola. Mi piace la sua sfrontatezza, la sua capacità ri rischiare sempre la giocata. Sbaglia due dribbling, ma continua a provarci senza paura. E poi fa anche gol. Nel modo di calciare mi ricorda suo papà Enrico».

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